Introduzione
Nell’era digitale l’attività di youtuber e più in generale del content creator è diventata una professione capace di generare introiti elevati. È un settore in rapida evoluzione, con centinaia di migliaia di persone in Italia che creano e monetizzano contenuti su piattaforme come YouTube, Instagram e TikTok. Nonostante la giovane età del fenomeno, il legislatore e l’amministrazione finanziaria hanno stabilito un quadro normativo preciso: dal 1° gennaio 2025 è operativo un nuovo codice ATECO 73.11.03 dedicato agli influencer e ai content creator, con l’obiettivo di inquadrare fiscalmente e previdenzialmente queste attività . La Circolare INPS n. 44/2025 chiarisce che gli influencer possono rientrare nella Gestione separata, nella Gestione commercianti o nel Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo, a seconda della natura dell’attività .
Parallelamente alla crescita del settore, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno intensificato i controlli. Post sui social, video di lifestyle e sponsorizzazioni possono essere usati come indizi per ricostruire il tenore di vita: la Corte di cassazione, con la sentenza n. 38800/2024, ha confermato che le fotografie e i post pubblicati online possono costituire legittimi documenti probatori ai sensi dell’art. 234 c.p.p. . Per evitare accertamenti fiscali e contestazioni, i creatori di contenuti devono conoscere i propri obblighi tributari e adottare strategie preventive.
Questo articolo, aggiornato a dicembre 2025, illustra in modo pratico e completo come difendersi in caso di accertamento fiscale a un youtuber. Dopo aver spiegato il contesto normativo, descriveremo passo per passo cosa succede dalla verifica all’avviso di accertamento, quali diritti ha il contribuente e quali strategie può utilizzare (ricorsi, adesioni, definizioni agevolate, rottamazioni, piani di ristrutturazione del debito, esdebitazione). Il taglio è giuridico‑divulgativo: l’obiettivo è fornire strumenti concreti per proteggere i propri interessi e ridurre le sanzioni.
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Contesto normativo e giurisprudenziale
Principi costituzionali e classificazione dei redditi
In Italia la disciplina fiscale si fonda sull’art. 53 della Costituzione, secondo cui tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva e il sistema tributario è informato a criteri di progressività . Il Testo Unico delle imposte sui redditi (TUIR) distingue i redditi nelle categorie di redditi fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, d’impresa e “diversi” . Le entrate degli influencer possono ricadere nel lavoro autonomo (art. 53 TUIR) se l’attività è svolta in maniera abituale ma senza organizzazione imprenditoriale, oppure nell’impresa commerciale (art. 55 TUIR) se l’attività è organizzata e strutturata, con eventuale obbligo di iscrizione alla gestione commercianti e tenuta di contabilità ordinaria .
L’art. 2 TUIR, aggiornato al D.Lgs. 209/2023, stabilisce i criteri di residenza fiscale: è considerato residente chi, per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni, 184 negli anni bisestili), ha la residenza anagrafica o il domicilio (luogo delle relazioni personali e familiari) in Italia, oppure è fisicamente presente sul territorio . Si presumono residenti anche gli italiani cancellati dall’anagrafe e trasferiti in Stati o territori a fiscalità privilegiata . La residenza determina la worldwide taxation: un youtuber residente in Italia deve dichiarare in Italia tutti i redditi ovunque prodotti; se risiede all’estero, applica le convenzioni contro le doppie imposizioni.
Diritti del contribuente e requisiti dell’avviso di accertamento
Il DPR 600/1973 disciplina la procedura di accertamento delle imposte dirette. L’art. 42 prescrive che l’avviso di accertamento deve essere firmato dal capo dell’ufficio o suo delegato, indicare il reddito accertato, l’aliquota, le imposte e le detrazioni applicate, e deve contenere la motivazione con l’indicazione dei fatti e delle ragioni giuridiche su cui si fonda . La mancata sottoscrizione o motivazione rende l’atto nullo. Il contribuente ha diritto a far valere perdite pregresse e può chiedere la compensazione. È possibile presentare una istanza di autotutela al fine di ottenere l’annullamento o la rettifica dell’atto in caso di evidente illegittimità.
Lo Statuto dei diritti del contribuente (Legge 212/2000) garantisce importanti tutele:
- Art. 6-bis: introduce dal 2023 il principio del contraddittorio obbligatorio, secondo cui tutti gli atti impositivi devono essere preceduti da un contraddittorio efficace e informato; in mancanza l’atto è nullo . L’amministrazione deve inviare al contribuente un prospetto di accertamento e concedere almeno 60 giorni per presentare osservazioni ; fa eccezione il mancato contraddittorio per gli atti automatizzati e per i casi di fondato pericolo per la riscossione .
- Art. 7: prevede che gli atti della pubblica amministrazione siano motivati; se fanno riferimento a documenti non allegati, devono riprodurne gli elementi essenziali . L’atto deve indicare l’ufficio competente, il responsabile e il termine per impugnare .
- Art. 12: regola gli accessi, ispezioni e verifiche nei locali del contribuente. L’accesso deve avvenire durante l’orario lavorativo, con minimo intralcio e motivando l’esigenza; la durata non può superare 30 giorni lavorativi (prorogabili di altri 30) . Dopo la redazione del processo verbale di constatazione (PVC), il contribuente ha 60 giorni per formulare osservazioni prima che venga emesso l’avviso .
Nel settore IVA, l’art. 52 del DPR 633/1972 conferisce agli organi verificatori il potere di effettuare accessi e ispezioni in locali commerciali; per accedere in luoghi adibiti anche ad abitazione è necessaria l’autorizzazione del pubblico ministero . I verificatori devono avere un ordine scritto che specifichi lo scopo dell’accesso; possono effettuare perquisizioni personali o aprire plichi sigillati solo con autorizzazione dell’autorità giudiziaria . Al termine redigono un verbale che va firmato dal contribuente; il rifiuto di firmare viene menzionato nel verbale .
Tempi e modalità di impugnazione
L’avviso di accertamento è un atto impugnabile innanzi al giudice tributario. L’art. 21 del D.Lgs. 546/1992 stabilisce che il ricorso va proposto entro 60 giorni dalla notifica dell’atto, a pena di inammissibilità . In caso di istanza di rimborso tacito, l’appello può essere presentato dopo 90 giorni dal deposito dell’istanza . L’impugnazione deve essere notificata all’ufficio emittente; il ricorrente deve costituirsi nel termine perentorio depositando il ricorso e i documenti presso la segreteria della Commissione tributaria .
In alternativa al giudizio, il contribuente può optare per strumenti deflativi del contenzioso. Il D.Lgs. 218/1997 regola l’accertamento con adesione: dopo la notifica del PVC o dell’avviso, il contribuente può presentare un’istanza per definire consensualmente la controversia. L’istanza sospende i termini per proporre ricorso (30 giorni nei casi di contraddittorio preventivo, 90 giorni negli altri casi) , e l’ufficio deve invitare il contribuente a comparire entro 15 giorni . L’accordo comporta la riduzione delle sanzioni ad un terzo e consente il pagamento rateale.
Sanzioni tributarie e penali
Le violazioni fiscali possono comportare sanzioni amministrative e, in certi casi, responsabilità penale. Il D.Lgs. 74/2000, come modificato dai successivi decreti, prevede tra le fattispecie:
- Omessa dichiarazione (art. 5): la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi o IVA, al fine di evadere le imposte per un importo superiore a 50.000 € per ciascun tributo, è punita con la reclusione da 2 a 5 anni . Lo stesso vale per chi non presenta la dichiarazione dei sostituti d’imposta quando l’imposta evasa supera 50.000 €.
- Omesso versamento IVA (art. 10‑ter): chi non versa l’IVA dovuta entro il termine del 31 dicembre dell’anno successivo per un importo superiore a 250.000 € è punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni . Se il debito è rateizzato, l’omissione penalmente rilevante scatta quando la rata residua supera 75.000 € .
Oltre alle sanzioni penali, la legislazione prevede sanzioni amministrative proporzionali al maggiore tributo dovuto. La Tribunale di Roma, sezione lavoro, sentenza 2615/2024 ha equiparato gli influencer che promuovono prodotti per conto di aziende alla figura dell’agente di commercio (art. 1742 c.c.), con conseguente obbligo di iscrizione ad Enasarco . Questa pronuncia può comportare la riqualificazione contributiva delle somme percepite.
Nuovo codice ATECO e contributi previdenziali
Dal 1° gennaio 2025 gli influencer e i content creator sono identificati dal codice ATECO 73.11.03. Il riconoscimento formale di questa attività comporta che i compensi siano trattati come redditi di lavoro autonomo; la possibilità di applicare il regime forfetario è subordinata al rispetto delle soglie di ricavi e dei requisiti soggettivi . Qualora l’attività si evolva in forma organizzata e complessa (collaborazioni con dipendenti o struttura aziendale), si entra nel regime d’impresa, con obbligo di contabilità ordinaria e possibilità di costituire una società .
La Circolare INPS n. 44/2025 e le relative linee guida prevedono tre principali inquadramenti contributivi per i content creator :
- Gestione separata INPS: per chi opera come libero professionista senza una struttura organizzativa.
- Gestione commercianti: per chi svolge attività imprenditoriali strutturate (vendita di merchandising, banner pubblicitari, e-commerce).
- Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo (FPLS): per chi svolge attività artistiche o promozionali legate a produzioni audiovisive.
La circolare chiarisce che un creator che pubblica contenuti senza finalità commerciali non ha obblighi contributivi se i redditi non superano 5.000 € annui, mentre chi adotta il regime forfetario può godere di aliquote ridotte .
Direttiva europea DAC7 e scambio automatico di informazioni
Gli influencer che vendono prodotti o servizi attraverso piattaforme digitali sono coinvolti nell’ambito DAC7. La Direttiva (UE) 2021/514 del 22 marzo 2021 (DAC7) mira a garantire la trasparenza fiscale delle transazioni online: impone ai gestori di piattaforme l’obbligo di raccogliere, verificare e comunicare alle autorità fiscali europee i dati sui venditori e sulle transazioni . L’Italia ha recepito la direttiva con il D.Lgs. 32/2023, rendendo obbligatoria la comunicazione annuale entro il 31 gennaio dei dati relativi all’anno precedente .
Le piattaforme devono effettuare una due diligence sui venditori, raccogliendo informazioni come identità, domicilio fiscale, codice fiscale o TIN, coordinate bancarie, numero di transazioni e importi incassati . L’obiettivo è contrastare l’evasione e l’elusione tramite il monitoraggio dei flussi digitali. Per gli influencer, ciò significa che i guadagni percepiti tramite piattaforme saranno segnalati automaticamente all’Agenzia delle Entrate; è quindi necessario dichiarare correttamente i compensi per evitare controlli e sanzioni.
Rottamazione e definizioni agevolate
Il Legislatore negli ultimi anni ha introdotto diverse misure di definizione agevolata dei ruoli per permettere ai contribuenti di regolarizzare i debiti fiscali con riduzioni di sanzioni e interessi. La cosiddetta rottamazione quater (Legge 197/2022) e la più recente “rottamazione quinquies” approvata con la legge di bilancio 2026 (fine 2025) prevedono la possibilità di estinguere debiti affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2023 pagando solo l’imposta e gli interessi con un tasso ridotto al 3% . Sono esclusi gli accertamenti esecutivi, le imposte indirette sugli atti e i debiti relativi a somme dovute a titolo di risorse proprie dell’Unione Europea .
Procedure di sovraindebitamento
Per i debitori in situazioni di grave crisi, la Legge 3/2012 (come modificata dalla riforma del Codice della crisi) offre strumenti di composizione della crisi da sovraindebitamento. In particolare:
- Il piano del consumatore (artt. 12‑bis e 12‑ter L. 3/2012) consente al consumatore che non è imprenditore di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione che non richiede il consenso delle controparti; il giudice convoca un’udienza entro 60 giorni dal deposito, può sospendere le procedure esecutive in corso e, se il piano è giudicato fattibile, lo omologa rendendolo vincolante per tutti i creditori . Una volta omologato, nessun creditore può intraprendere o proseguire azioni esecutive; il piano può essere revocato se l’esecuzione non avviene nei termini, facendo tornare attivi gli altri creditori.
- L’accordo di ristrutturazione dei debiti e la liquidazione controllata sono opzioni per professionisti, imprenditori minori o lavoratori autonomi, prevedendo la soddisfazione parziale dei creditori in proporzione alle risorse disponibili.
Procedura passo‑passo: cosa succede dopo la notifica dell’atto
Di seguito viene descritto il percorso tipico di un accertamento fiscale nei confronti di uno youtuber, con un focus sui diritti e le scadenze.
1. Attività di controllo e selezione del contribuente
L’Agenzia delle Entrate effettua un costante monitoraggio dei flussi economici digitali. Le fonti possono essere:
- Segnalazioni da parte di piattaforme digitali (nell’ambito DAC7) o banche dati estere.
- Incrocio di dati tra dichiarazioni fiscali, c/c bancari, fatturazioni elettroniche, dati della Guardia di Finanza e informazioni pubblicate sui social. La Cassazione ha ribadito che le immagini e i post pubblicati online possono essere utilizzati come documenti probatori .
- Esposti di concorrenti o utenti.
In base a tali fonti, l’Agenzia seleziona i contribuenti da controllare, tenendo conto dell’entità dei redditi dichiarati e degli indizi di evasione (lifestyle incongruente, vendite su piattaforme, mancate fatture, ecc.).
2. Invito e contraddittorio preventivo
Se vengono rilevate incongruenze, l’Agenzia invia al contribuente un invito al contraddittorio o invito alla compliance. Ai sensi dell’art. 6‑bis dello Statuto, l’invito deve contenere il prospetto dei dati e consentire al contribuente di fornire spiegazioni. Salvo le eccezioni previste (atti automatizzati o pericolo per la riscossione), l’assenza di questo contraddittorio rende nullo l’atto successivo .
Il contribuente può:
- Accettare l’invito e regolarizzare la posizione tramite ravvedimento operoso o accertamento con adesione.
- Rispondere alle contestazioni, fornendo documentazione che giustifichi le entrate (ad es. contratti di sponsorizzazione, ricevute, iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero – AIRE).
- Non rispondere: l’Agenzia proseguirà con l’accertamento.
3. Verifica e accesso presso il contribuente
Se necessario, la Guardia di Finanza o l’Agenzia effettuano accessi e ispezioni presso il domicilio professionale del creator. Devono esibire un ordine scritto e agire durante l’orario di lavoro; l’accesso in luoghi adibiti ad abitazione richiede autorizzazione del pubblico ministero . I verificatori possono acquisire libri contabili, contratti, corrispondenza e supporti digitali; la durata massima dell’ispezione è 30 giorni lavorativi, prorogabile di altri 30 . Al termine redigono un processo verbale di constatazione (PVC) che descrive le irregolarità riscontrate; il contribuente ha 60 giorni per presentare osservazioni prima che l’Ufficio emetta l’avviso .
4. Emissione dell’avviso di accertamento
Trascorso il periodo per le osservazioni, se l’Ufficio ritiene fondate le contestazioni, emette l’avviso di accertamento. Deve essere motivato e firmato dal dirigente competente ; l’atto indica la base imponibile, l’aliquota, le imposte, le sanzioni e gli interessi, nonché i riferimenti ai documenti allegati. L’avviso può essere impositivo (richiede il pagamento delle imposte) o parziale (rettifica di elementi senza richiesta immediata di pagamento). Può essere notificato via PEC, posta raccomandata o ufficiale giudiziario.
5. Termini per impugnare e procedure alternative
Entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso il contribuente può:
- Presentare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale (dal 2025 sostituita dal giudice tributario di primo grado) ai sensi dell’art. 21 D.Lgs. 546/1992 .
- Richiedere l’accertamento con adesione ai sensi del D.Lgs. 218/1997. In questo caso i termini per il ricorso sono sospesi per 90 giorni ; l’Ufficio convoca il contribuente e, se raggiungono un accordo, le sanzioni sono ridotte a un terzo. In caso di mancato accordo, l’avviso resta valido e il contribuente può impugnare.
- Presentare istanza di mediazione/definizione agevolata (per controversie fino a 50.000 €) o procedere con la conciliazione giudiziale nel corso del processo.
- Pagare o rateizzare gli importi richiesti, eventualmente fruendo delle definizioni agevolate (rottamazione, saldo e stralcio) se previste dalla legge.
Nel frattempo, è sempre possibile presentare un’istanza di autotutela chiedendo l’annullamento totale o parziale dell’atto qualora siano presenti errori manifesti (errore sui calcoli, duplice imposizione, presunzioni infondate). L’autotutela non sospende i termini per il ricorso, ma se accolta estingue la controversia.
Difese e strategie legali
Di seguito si illustrano le principali difese che un youtuber può adottare per contrastare un accertamento fiscale. È fondamentale affidarsi a professionisti esperti perché ogni caso presenta peculiarità.
Verifica della legittimità formale dell’avviso
Prima di entrare nel merito della contestazione è necessario verificare che l’avviso rispetti tutti i requisiti formali previsti dalla legge. In particolare:
- Firma del dirigente: l’avviso deve essere sottoscritto dal capo dell’ufficio o dal funzionario delegato; la mancanza di firma comporta nullità .
- Motivazione: l’atto deve indicare i fatti e le norme su cui si fonda. La motivazione per relationem (rinvio ad altri documenti) è ammessa solo se l’atto allega o riproduce l’essenziale dei documenti richiamati .
- Contraddittorio: se l’avviso è emesso senza invito al contraddittorio o senza concedere i 60 giorni previsti, l’atto è nullo ex art. 6‑bis dello Statuto .
- Decadenza: l’avviso deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione o, in assenza di dichiarazione, dell’ottavo anno (ai sensi dell’art. 43 DPR 600/1973). Verificare se i termini di decadenza siano stati rispettati.
Eccezioni di merito
Una volta verificata la regolarità formale, è possibile contestare nel merito l’accertamento, ad esempio per:
- Inesistenza del presupposto imponibile: dimostrare che le somme contestate non costituiscono reddito imponibile. Ad esempio, gli importi ricevuti da piattaforme come YouTube per la monetizzazione possono essere qualificati come redditi di lavoro autonomo e dedotti dei costi sostenuti (attrezzature, canoni software, editing, ecc.). Se l’Agenzia li ha tassati come redditi diversi o d’impresa senza considerare i costi, è possibile chiedere la loro deduzione.
- Doppia imposizione internazionale: se il creator risiede all’estero o ha percepito redditi da fonti estere, invocare le convenzioni contro le doppie imposizioni per evitare tassazione duplicata. È necessario dimostrare la residenza fiscale all’estero con iscrizione all’AIRE, residenza/domicilio effettivo e documentazione del soggiorno all’estero .
- Eccesso di potere o uso di presunzioni infondate: contestare l’utilizzo di presunzioni basate solo su dati social o su standard generici di settore. La Cassazione ha ammesso l’uso di fotografie come indizi ma richiede che siano collegate a ulteriori elementi probatori .
- Spese deducibili e IVA: fornire prove delle spese sostenute per l’attività (acquisto di attrezzature, viaggio, gestione del canale) al fine di ridurre la base imponibile. Verificare la corretta applicazione dell’IVA sulle prestazioni pubblicitarie e l’eventuale esenzione per operazioni con committenti esteri.
Accertamento con adesione e definizione agevolata
L’accertamento con adesione è uno strumento che consente di definire la controversia prima del processo. I suoi vantaggi:
- Riduzione delle sanzioni a un terzo del minimo; possibilità di pagamento rateale fino a 8 rate trimestrali (12 se l’importo supera i 50.000 €). L’interesse è calcolato al tasso legale.
- Sospensione del termine per impugnare per 90 giorni dalla presentazione dell’istanza . Se non si raggiunge l’accordo entro 90 giorni, il termine riprende a decorrere.
- Maggiore certezza: si evita il rischio di una sentenza sfavorevole e si riduce il contenzioso.
Per avviare l’adesione bisogna presentare un’istanza motivata all’ufficio indicato sull’avviso, allegando i documenti che giustificano le proprie ragioni. L’ufficio convoca il contribuente entro 15 giorni . In sede di adesione è possibile proporre di rateizzare l’imposta e le sanzioni; l’ufficio può accettare o rigettare.
Mediazione tributaria e conciliazione giudiziale
Per le controversie di valore non superiore a 50.000 €, prima di depositare il ricorso è obbligatoria la mediazione tributaria. Il contribuente invia una proposta motivata; l’ufficio ha 90 giorni per rispondere. Se non c’è risposta, la mediazione si intende rifiutata e si può presentare ricorso. In udienza, il contribuente può proporre la conciliazione giudiziale: se l’accordo è approvato dal giudice, le sanzioni si riducono al 50% e gli interessi si calcolano al tasso legale. La conciliazione giudiziale chiude la lite.
Rottamazione, saldo e stralcio e piani di rateazione
Se, nonostante le difese, il debito diventa definitivo (cartella di pagamento o avviso esecutivo), esistono strumenti per ridurre il carico:
- Rottamazione quater/quinquies: consente di pagare solo l’imposta, gli interessi e una quota ridotta di sanzioni con tasso del 3% . È necessario presentare domanda nei termini indicati dal provvedimento normativo. Sono esclusi gli accertamenti esecutivi e le risorse proprie UE .
- Rateazione ordinaria: il debitore può richiedere all’Agenzia Entrate Riscossione di rateizzare l’importo in massimo 72 rate mensili; per importi superiori a 120.000 € è necessario fornire documentazione della situazione economica.
- Saldo e stralcio: nelle precedenti leggi di bilancio sono stati previsti stralci parziali per contribuenti in difficoltà; occorre verificare se tali misure vengano prorogate. Al dicembre 2025 non vi è un nuovo saldo e stralcio, ma la rottamazione quinquies prevede comunque un abbattimento degli interessi di mora.
Soluzioni per la crisi da sovraindebitamento
Qualora il debito sia così elevato da rendere insostenibile la sua estinzione, un youtuber (che generalmente è un lavoratore autonomo o consumatore) può ricorrere alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento di cui alla Legge 3/2012. Le principali:
- Piano del consumatore: riservato alle persone fisiche che non hanno debiti di natura imprenditoriale. Non richiede l’approvazione dei creditori; il giudice valuta la fattibilità, può sospendere le procedure esecutive e, se omologa, il piano diventa vincolante per tutti . È necessario includere il pagamento integrale di IVA e ritenute.
- Accordo di composizione della crisi: prevede una proposta ai creditori con la possibilità di falcidiare le loro pretese; necessita del voto favorevole della maggioranza dei creditori e dell’omologazione del giudice.
- Liquidazione controllata: comporta la liquidazione del patrimonio del debitore sotto il controllo del tribunale e di un liquidatore; residui debiti vengono cancellati una volta completata la procedura.
Grazie a queste procedure, un youtuber fortemente indebitato può ottenere la esdebitazione: liberarsi dei debiti residui dopo l’adempimento del piano.
Errori comuni e consigli pratici
Molti creator sottovalutano l’impatto fiscale della loro attività e commettono errori che possono generare accertamenti onerosi. Di seguito alcuni errori frequenti e consigli per evitarli:
- Non aprire la partita IVA: anche se gli incassi derivano da piattaforme estere, se l’attività è abituale e organizzata occorre aprire la partita IVA con codice ATECO 73.11.03. Utilizzare un consulente fiscale per valutare se applicare il regime forfetario.
- Ignorare i dati raccolti dalle piattaforme: con la DAC7, le piattaforme devono comunicare i compensi; occultare ricavi è rischioso perché l’Agenzia potrà incrociare i dati .
- Non distinguere tra reddito professionale e personale: i bonifici di sponsorizzazioni e le spese personali devono transitare su conti distinti, con un’adeguata contabilità per documentare costi e ricavi.
- Sottovalutare la residenza fiscale: chi trasferisce la propria residenza all’estero deve dimostrare l’effettivo spostamento (iscrizione all’AIRE, abitazione, famiglia); altrimenti, rischia l’accertamento in Italia .
- Mancare le scadenze: non rispondere all’invito al contraddittorio o non impugnare l’avviso entro 60 giorni può rendere definitivo l’atto; segnare sempre le scadenze.
- Ignorare contributi previdenziali: le somme percepite a titolo di sponsorizzazione possono generare contributi dovuti a INPS o ENASARCO ; è importante inquadrare correttamente la propria posizione per evitare accertamenti contributivi.
- Non tenere documenti: conservare contratti, fatture, ricevute e ogni prova dei rapporti con le aziende è fondamentale per difendersi in caso di verifica.
- Fidarsi di fonti non ufficiali: per comprendere gli obblighi fiscali, bisogna consultare normative e circolari ufficiali (Agenzia, INPS, legislazione) e affidarsi a professionisti.
Tabelle riepilogative
Per facilitare la consultazione, si forniscono alcune tabelle sintetiche. Ogni tabella riporta dati numerici o parole chiave; le informazioni discorsive si trovano nel testo.
Tabella 1 – Principali norme di riferimento
| Norma | Oggetto | Punti chiave |
|---|---|---|
| Costituzione, art. 53 | Principio della capacità contributiva e progressività | Tutti devono contribuire alle spese pubbliche secondo la capacità contributiva |
| TUIR, art. 2 | Residenza fiscale | Residenti se presenti in Italia per la maggior parte del periodo d’imposta o con domicilio/residenza |
| TUIR, art. 6 e art. 53 | Categorie di reddito e reddito di lavoro autonomo | I redditi degli influencer sono qualificati come lavoro autonomo salvo organizzazione d’impresa |
| DPR 600/1973, art. 42 | Avviso di accertamento | Deve essere firmato, motivato e indicare imposta, sanzioni e deduzioni |
| Statuto del contribuente, art. 6‑bis | Contraddittorio obbligatorio | L’assenza di contraddittorio rende nullo l’atto |
| Statuto, art. 7 | Motivazione degli atti | L’atto deve riportare i motivi e i riferimenti normativi; se rinvia ad altri documenti, devono essere allegati |
| Statuto, art. 12 | Accessi e verifiche | Verifiche con minimo intralcio, massimo 30+30 giorni, diritto di assistenza |
| D.Lgs. 546/1992, art. 21 | Termini ricorso | Ricorso entro 60 giorni dalla notifica |
| D.Lgs. 218/1997, art. 6 | Accertamento con adesione | Sospensione termini e riduzione sanzioni |
| D.Lgs. 74/2000, art. 5 | Omessa dichiarazione | Reclusione 2‑5 anni se imposta evasa > 50.000 € |
| D.Lgs. 74/2000, art. 10‑ter | Omesso versamento IVA | Reclusione 6 mesi‑2 anni se IVA non versata > 250.000 € |
| Direttiva UE 2021/514 (DAC7) | Scambio di informazioni su piattaforme digitali | Obbligo di comunicare i compensi alle autorità fiscali |
| Nuovo codice ATECO 73.11.03 | Inquadramento degli influencer | Introduce disciplina fiscale e previdenziale per content creator |
| Circolare INPS 44/2025 | Inquadramento contributivo | Stabilisce gestione separata, gestione commercianti o FPLS per content creator |
| Legge 3/2012 | Crisi da sovraindebitamento | Piano del consumatore con sospensione delle azioni esecutive e omologazione |
Tabella 2 – Termini e scadenze principali
| Fase | Scadenza | Riferimento |
|---|---|---|
| Presentazione dichiarazione dei redditi e IVA | 30 novembre dell’anno successivo (per redditi 2024; dal 2025 il termine potrebbe slittare al 30 giugno per la riforma fiscale) | TUIR e Legge di bilancio |
| Verifica fiscale (durata massima) | 30 giorni lavorativi, prorogabili di 30 | Statuto art. 12 |
| Osservazioni sul PVC | 60 giorni dal rilascio del verbale | Statuto art. 12 |
| Ricorso contro l’avviso di accertamento | 60 giorni dalla notifica | D.Lgs. 546/1992 art. 21 |
| Richiesta accertamento con adesione (dopo avviso) | Entro il termine per impugnare l’avviso | D.Lgs. 218/1997 art. 6 |
| Sospensione termini con adesione | 90 giorni per contratti ordinari, 30 giorni per contraddittorio preventivo | D.Lgs. 218/1997 art. 6 |
| Termine per comunicazione DAC7 | 31 gennaio dell’anno successivo | D.Lgs. 32/2023 attuativo della direttiva |
| Scadenza rottamazione quinquies | Definita annualmente dal decreto attuativo (per il 2026 indicativamente entro maggio 2026) | Legge di bilancio 2026 |
Tabella 3 – Strumenti difensivi e agevolativi
| Strumento | A chi si applica | Vantaggi | Limiti |
|---|---|---|---|
| Ricorso al giudice tributario | Tutti i contribuenti destinatari di avvisi o atti impositivi | Permette l’annullamento totale o parziale dell’atto, con possibilità di sospensiva | Costi di giustizia, tempi lunghi; esito incerto |
| Accertamento con adesione | Contribuenti che ricevono PVC o avviso | Sanzioni ridotte a 1/3, pagamento rateale, sospensione termini | Necessario accordo con l’ufficio; non sempre conveniente |
| Mediazione tributaria (valore < 50.000 €) | Contribuenti con avvisi di valore limitato | Riduzione sanzioni e interessi; evita processo | Se l’ufficio rifiuta, occorre comunque il ricorso |
| Conciliazione giudiziale | Nel corso del processo | Sanzioni ridotte al 50% e interessi al tasso legale | Richiede l’accordo con l’Agenzia; non sempre possibile |
| Rottamazione quater/quinquies | Debiti iscritti a ruolo entro 31/12/2023 | Abbuono sanzioni e interessi, tasso 3%, rate fino a 18 rate | Esclusi accertamenti esecutivi e imposte indirette |
| Piano del consumatore | Consumatori non imprenditori | Blocco delle azioni esecutive, falcidia dei debiti, nessuna necessità di consenso | Necessità di disponibilità di reddito per pagare IVA e ritenute; revoca se inadempiente |
| Accordo di ristrutturazione/ liquidazione controllata | Imprenditori minori, professionisti e lavoratori autonomi | Possibile falcidia debiti, esdebitazione | Richiede approvazione dei creditori o liquidazione del patrimonio |
Domande e risposte (FAQ)
- Cos’è un avviso di accertamento?
L’avviso di accertamento è un atto con cui l’Agenzia delle Entrate rettifica la dichiarazione del contribuente o accerta un reddito non dichiarato. Deve indicare la base imponibile, le imposte e le sanzioni e deve essere motivato . - Perché un youtuber può essere sottoposto a controllo?
I youtuber generano redditi da sponsorizzazioni, pubblicità e donazioni. Le piattaforme trasmettono i dati all’Agenzia delle Entrate (DAC7) e la Guardia di Finanza verifica la coerenza tra stile di vita e redditi dichiarati; i post sui social possono essere usati come prova . - È obbligatorio aprire la partita IVA?
Se l’attività è abituale e remunerata, sì. Dal 2025 esiste il codice ATECO 73.11.03; la mancata apertura può comportare l’accertamento come lavoro autonomo non dichiarato. - Quale regime fiscale può scegliere un creator?
Può optare per il regime forfetario se i ricavi annui non superano 85.000 € e se possiede i requisiti soggettivi; in tal caso l’imposta sostitutiva è pari al 15% (o 5% per i primi anni) e i contributi si versano alla Gestione separata. Se i ricavi sono superiori o l’attività è organizzata in forma imprenditoriale, si applica il regime ordinario. - Come si determina la residenza fiscale?
Una persona fisica è considerata fiscalmente residente in Italia se per almeno 183 giorni dell’anno ha residenza anagrafica, domicilio (luogo degli interessi personali e familiari) o è presente sul territorio . Gli italiani iscritti all’AIRE ma residenti in Paesi con fiscalità privilegiata sono presunti residenti salvo prova contraria . - I compensi ricevuti da YouTube o Twitch sono soggetti a IVA?
Dipende dalla natura della prestazione. Se l’influencer svolge un servizio digitale per l’advertiser (es. promozione), deve emettere fattura con IVA (22%); se la prestazione è resa a committenti esteri UE o extra-UE, si applicano le regole di territorialità e può non esserci IVA. I ricavi da AdSense per la monetizzazione dei video su YouTube sono generalmente considerati prestazioni di servizi elettronici e possono essere esclusi da IVA se il committente (Google Ireland) è un soggetto passivo estero (reverse charge). - Cosa succede se non rispondo all’invito al contraddittorio?
L’Agenzia può procedere all’accertamento. Tuttavia, se il contraddittorio era obbligatorio e non è stato rispettato, l’avviso sarà nullo . - Posso rateizzare l’importo contestato?
Sì. È possibile chiedere la rateizzazione sia nell’ambito dell’accertamento con adesione sia successivamente tramite l’agente della riscossione. In alcune definizioni agevolate (rottamazione quinquies) sono previste fino a 18 rate con interesse al 3% . - Quali documenti devo conservare?
È indispensabile conservare contratti di sponsorizzazione, fatture, ricevute di pagamento delle piattaforme, estratti conto, corrispondenza con le aziende e prove dei costi sostenuti (attrezzature, software). Le prove documentali sono necessarie per dimostrare la deducibilità dei costi e la natura dei compensi. - Come funziona l’accertamento con adesione?
Dopo la notifica dell’avviso o del PVC si può presentare un’istanza di adesione; l’ufficio convoca il contribuente e si negozia l’imponibile. Se si raggiunge un accordo, le sanzioni sono ridotte a un terzo e si può pagare a rate . Se non si raggiunge l’accordo, resta possibile impugnare l’avviso. - Quali sono le sanzioni se non presento la dichiarazione?
L’omessa dichiarazione di redditi o IVA per un’imposta evasa superiore a 50.000 € è punita con la reclusione da 2 a 5 anni . Inoltre l’Agenzia irrogherà sanzioni amministrative fino al 240% dell’imposta dovuta. - Cosa succede se non pago l’IVA?
Se l’IVA non versata supera 250.000 € per anno, scatta il reato di omesso versamento IVA punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni . Per importi minori restano sanzioni amministrative. - È possibile aderire alla rottamazione se ho ricevuto un accertamento?
No. La rottamazione quinquies riguarda solo i debiti già affidati alla riscossione entro il 31 dicembre 2023. Gli avvisi non ancora iscritti a ruolo non rientrano . - Cosa prevede la DAC7 per le piattaforme?
La DAC7 impone ai gestori di piattaforme digitali di raccogliere e trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati dei venditori (anche influencer) e delle transazioni, entro il 31 gennaio dell’anno successivo . Gli influencer devono quindi dichiarare correttamente i redditi percepiti. - Se non posso pagare, posso chiedere un piano del consumatore?
Sì, se sei un consumatore (non imprenditore) e non puoi pagare i debiti, puoi proporre un piano del consumatore ai sensi della Legge 3/2012. Il giudice valuta la fattibilità e, se omologa, sospende le azioni esecutive e riduce i debiti . - Come si dimostra la residenza fiscale all’estero?
Occorre iscriversi all’AIRE, trasferire la dimora abituale e il centro degli interessi familiari all’estero, possedere contratti di lavoro o di locazione e dimostrare di aver vissuto fuori dall’Italia per più di 183 giorni . L’anagrafe da sola non basta se non è supportata da prova concreta. - Posso dedurre le spese per l’attrezzatura acquistata per il canale YouTube?
Sì, se l’attrezzatura (telecamere, microfoni, computer) è utilizzata nell’attività professionale, è possibile dedurne il costo o ammortizzarlo. Occorre conservare le fatture e registrarle correttamente nella contabilità. - I doni ricevuti dai follower sono tassabili?
Dipende dalla natura: donazioni occasionali di modico valore non sono imponibili; se i follower pagano per accedere ai contenuti (abbonamenti, donazioni tramite piattaforme), tali somme costituiscono reddito di lavoro autonomo. - Cosa comporta l’inquadramento come agente di commercio?
Se l’attività di influencer consiste nella promozione stabile di prodotti con codici sconto personalizzati e nella conclusione di contratti per conto di un’impresa, la giurisprudenza può qualificarla come agenzia. La sentenza 2615/2024 del Tribunale di Roma ha considerato un influencer agente di commercio con obbligo di iscrizione ad Enasarco . In tal caso si applicano i contributi Enasarco e la disciplina degli agenti. - Come si calcolano gli interessi e le sanzioni su un accertamento?
Dipende dalla tipologia di violazione. Le sanzioni amministrative per infedele dichiarazione vanno dal 90% al 180% del maggior tributo; per omessa dichiarazione dal 120% al 240%. Gli interessi moratori decorrono dal giorno successivo alla scadenza del pagamento e sono calcolati al tasso legale aumentato di 3,5 punti. In caso di definizione agevolata, le sanzioni sono ridotte; nella rottamazione si paga solo l’imposta con un tasso d’interesse ridotto .
Simulazioni pratiche e numeriche
Per comprendere meglio le dinamiche fiscali, si propongono alcune simulazioni. I dati sono ipotetici e hanno esclusivamente scopo illustrativo.
Simulazione 1 – Accertamento su redditi da sponsorizzazione non dichiarati
Scenario: Marco, youtuber residente in Italia, nel 2024 incassa 120.000 € da sponsorizzazioni (contratti con brand) e 20.000 € da AdSense. Non apre la partita IVA e non dichiara nulla. Nel 2025 riceve un invito al contraddittorio; ignora l’invito e nel dicembre 2025 gli viene notificato un avviso di accertamento per redditi non dichiarati pari a 140.000 €.
- Calcolo del maggiore reddito imponibile: la somma di 140.000 € viene inquadrata come reddito di lavoro autonomo. Il Fisco ricostruisce anche le spese presunte (30% dei ricavi) e ritiene che l’utile netto imponibile sia 98.000 €.
- Imposta: l’IRPEF progressiva su 98.000 € comporta un’imposta di circa 34.000 € (aliquote 23%, 25%, 35% a scaglioni). Si aggiungono addizionali regionale e comunale per 3.000 €.
- IVA: le sponsorizzazioni sono operazioni imponibili IVA. L’ufficio calcola l’IVA dovuta (22% su 120.000 € = 26.400 €) da cui deduce le spese documentate (zero, poiché il contribuente non ha dichiarato), richiedendo l’intero importo.
- Sanzioni: per omessa dichiarazione, la sanzione è pari al 120% del maggior tributo con un minimo del 90%. Ipotesi: 120% di 34.000 € = 40.800 € per IRPEF; 120% di 26.400 € = 31.680 € per IVA.
- Interessi: calcolati al tasso legale (2,5%) dal 2025 al 2026, pari a circa 1.600 €.
Totale richiesto: 34.000 € + 3.000 € + 26.400 € + 40.800 € + 31.680 € + 1.600 € = 137.480 €.
Strategia difensiva: Marco può presentare un ricorso contestando l’omessa motivazione dell’avviso (se privo di contraddittorio obbligatorio) e chiedendo l’accertamento con adesione. Presentando fatture e prove delle spese (attrezzature, consulenze), potrebbe ridurre l’utile imponibile; con l’adesione otterrà la riduzione delle sanzioni a un terzo. In alternativa può aderire alla rateazione.
Simulazione 2 – Creator all’estero
Scenario: Sara, youtuber italiana, nel 2023 si trasferisce a Londra e si iscrive all’AIRE. Per il 2024 percepisce 80.000 £ da collaborazioni con aziende britanniche e 20.000 € da sponsorizzazioni in Italia. Trascorre in Italia 90 giorni nel 2024 per eventi e vacanze. Nel 2025 riceve un accertamento che la considera residente in Italia e tassa tutti i redditi.
- Residenza: Ai sensi dell’art. 2 TUIR, è residente chi per la maggior parte del periodo d’imposta ha domicilio o residenza in Italia . Tuttavia Sara prova di avere la dimora abituale e il centro degli interessi familiari a Londra. I 90 giorni trascorsi in Italia non raggiungono i 183 giorni; l’iscrizione all’AIRE è prova favorevole. Sara può difendersi dimostrando l’effettiva residenza estera (contratti di lavoro, affitto, bollette, tessera sanitaria britannica).
- Applicazione della convenzione Italia‑Regno Unito: se non è residente in Italia, i redditi percepiti in UK non sono imponibili in Italia. Solo i 20.000 € percepiti da aziende italiane sono tassabili in Italia come redditi di lavoro autonomo, con deducibilità dei costi.
- Strategia: Sara impugna l’avviso dimostrando la residenza estera; chiede l’annullamento dell’accertamento per mancanza del presupposto. Se l’atto viene confermato, può accedere alla rottamazione per i carichi iscritti a ruolo.
Simulazione 3 – Procedura di sovraindebitamento
Scenario: Luca, youtuber freelance, riceve più avvisi di accertamento e cartelle di pagamento per un totale di 200.000 €. Non dispone di liquidità e rischia pignoramenti. Il suo reddito annuo è 30.000 €.
- Attivazione del piano del consumatore: Luca, persona fisica non imprenditore, attraverso l’Avv. Monardo presenta domanda di piano del consumatore presso l’OCC. Propone ai creditori di pagare 15.000 € in 5 anni (rata annua 3.000 €) utilizzando parte del suo reddito, mentre chiede la falcidia del restante debito e la sospensione di tutte le procedure esecutive.
- Esame del giudice: Il giudice verifica la fattibilità e la buona fede; accerta che Luca ha dichiarato tutti i beni e i redditi e che non vi sono atti di frode. Omologa il piano .
- Effetti: Le procedure esecutive (pignoramenti, fermo auto) sono sospese. Luca versa le rate; al termine del piano ottiene l’esdebitazione e i debiti residui sono cancellati.
Conclusione
L’attività di youtuber o content creator può generare redditi ingenti ma comporta anche significativi obblighi fiscali e contributivi. La normativa italiana, rafforzata dalle direttive europee come la DAC7, ha dotato l’Agenzia delle Entrate di potenti strumenti per monitorare le transazioni online. Gli accertamenti fiscali nei confronti degli influencer sono destinati ad aumentare: post sui social, transazioni su piattaforme e movimentazioni bancarie sono costantemente incrociati.
La difesa efficace passa da tre elementi chiave: conoscenza preventiva delle norme, corretta gestione contabile e tempestiva attivazione di rimedi legali. La struttura dell’avviso, la partecipazione al contraddittorio, il rispetto dei termini di impugnazione e l’utilizzo degli strumenti deflativi (accertamento con adesione, mediazione) possono fare la differenza tra un debito sostenibile e uno sproporzionato. Quando il debito diventa eccessivo, le procedure di composizione della crisi (piano del consumatore, accordo di ristrutturazione) offrono una via per ripartire.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti sono pronti ad affiancare i content creator in ogni fase: dall’apertura della partita IVA all’assistenza nelle verifiche, dalla redazione dei contratti di sponsorizzazione alla difesa in giudizio. Il loro approccio integrato consente di valutare la posizione fiscale, previdenziale e bancaria del cliente e di adottare strategie personalizzate per tutelarne il patrimonio.
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