Introduzione
Le Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) svolgono un ruolo essenziale nel tessuto economico e sociale italiano. Nate con il decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460, le ONLUS godono di un regime fiscale particolarmente vantaggioso – sono esenti da varie imposte sui redditi, beneficiano di agevolazioni IVA e possono ricevere erogazioni liberali deducibili – in cambio del rispetto di requisiti rigorosi. Le agevolazioni sono però subordinate al corretto rispetto della normativa: la perdita dello status ONLUS comporta l’assoggettamento ai tributi ordinari, il recupero delle imposte non pagate e l’applicazione di sanzioni. In questo scenario l’accertamento fiscale rappresenta uno dei momenti più delicati per un ente non profit.
Negli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli sulle ONLUS, soprattutto in vista della transizione verso il nuovo Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Gli accertamenti riguardano spesso la contestazione della qualifica, la presunta distribuzione occulta di utili o la contestazione di costi non inerenti. Una difesa tempestiva e ben strutturata è essenziale per preservare la sostenibilità dell’ente e continuare a svolgere le attività di solidarietà.
Questo articolo offre una guida completa, aggiornata a dicembre 2025, sulle principali normative e strategie difensive per affrontare un accertamento fiscale nei confronti di una ONLUS. L’obiettivo è fornire strumenti concreti a dirigenti, amministratori, volontari e professionisti che assistono gli enti non profit.
Chi è l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con lunga esperienza nel diritto tributario, bancario e nella tutela del contribuente. Dirige uno studio multidisciplinare di avvocati e commercialisti operativo su tutto il territorio nazionale. È Gestore della crisi da sovraindebitamento, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia e professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). Inoltre, è esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021.
Grazie a una squadra specializzata, l’Avv. Monardo assiste associazioni, fondazioni, comitati, cooperative sociali e imprese sociali in tutte le fasi del procedimento tributario: analisi degli atti, predisposizione di ricorsi, richiesta di sospensive, trattative con l’amministrazione finanziaria, piani di rientro, soluzioni giudiziali e stragiudiziali. L’obiettivo è bloccare sul nascere cartelle esattoriali, pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi e preservare la continuità dell’attività solidaristica.
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1. Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 Requisiti per essere ONLUS
La disciplina fondamentale per le ONLUS si trova nel decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460. L’articolo 10 definisce in dettaglio i requisiti soggettivi, oggettivi e gestionali che un ente deve rispettare per qualificarsi come organizzazione non lucrativa di utilità sociale:
- Finalità di solidarietà: l’ente deve perseguire esclusivamente finalità di solidarietà in specifici settori (assistenza, sanità, istruzione, sport dilettantistico, tutela dei diritti civili, ricerca scientifica d’interesse sociale, tutela dell’ambiente, promozione della cultura e dell’arte). Le attività devono essere rivolte a soggetti svantaggiati o a causa di condizioni fisiche, psichiche, economiche o sociali .
- Divieto di distribuzione di utili: è vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili o avanzi di gestione; eventuali surplus devono essere reinvestiti nelle attività istituzionali .
- Gestione democratica e trasparente: lo statuto deve garantire l’effettiva democraticità, la partecipazione dei soci alle decisioni e la trasparenza nella gestione amministrativo-contabile.
- Obbligo di utilizzo della denominazione ONLUS nell’intestazione, negli atti e nelle comunicazioni esterne.
- Attività connessa: eventuali attività diverse da quelle istituzionali devono essere accessorie e non prevalenti, destinate al finanziamento dell’attività principale.
L’articolo 11 introduce l’Anagrafe delle ONLUS presso il Ministero delle Finanze (ora Agenzia delle Entrate). L’iscrizione e la comunicazione di variazioni sono necessarie per beneficiare delle agevolazioni fiscali. Il mancato adempimento può comportare la decadenza dai benefici . L’articolo 28 prevede responsabilità e sanzioni per i rappresentanti legali che fruiscono indebitamente di vantaggi fiscali: sono soggetti a sanzioni amministrative e rispondono solidalmente per le imposte, sanzioni e interessi .
Con l’entrata in vigore del Codice del Terzo Settore (d.lgs. 3 luglio 2017 n. 117), le ONLUS sono destinate a confluire nel Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS) come “Enti del Terzo Settore” (ETS). Tuttavia, la disciplina transitoria prevede che, fino alla piena operatività del Registro, le ONLUS continuino ad esistere e a beneficiare delle agevolazioni vigenti. Secondo le norme transitorie, la soppressione dell’Anagrafe ONLUS entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026, quando la transizione verso gli ETS sarà completa. Fino ad allora restano in vigore gli articoli 10 e 11 del d.lgs. 460/1997.
1.2 Obblighi formali degli avvisi di accertamento
Un avviso di accertamento nei confronti di una ONLUS deve rispettare le norme generali in materia di atti impositivi, affinché l’atto sia valido e impugnabile:
- D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, art. 42: richiede che l’avviso di accertamento sia sottoscritto dal capo dell’ufficio o da un delegato, indichi il tributo, la base imponibile, le aliquote, le detrazioni e la somma dovuta; soprattutto deve spiegare le ragioni di fatto e di diritto della pretesa. Se fa riferimento a un atto non conosciuto dal contribuente, l’atto deve essere allegato o richiamato in modo tale da consentire la comprensione completa . La mancanza di firma o di motivazione comporta la nullità dell’atto .
- Statuto del contribuente (legge 27 luglio 2000 n. 212): l’articolo 7 statuisce l’obbligo di motivazione degli atti tributari. Gli atti devono indicare chiaramente i presupposti di fatto e le norme giuridiche; se rimandano ad altro atto, devono allegarlo o riprodurne il contenuto essenziale . La norma, modificata dal d.lgs. 219/2023, vieta all’amministrazione di aggiungere successivamente nuovi fatti o prove: eventuali integrazioni richiedono l’emissione di un nuovo atto .
1.3 L’obbligo del contraddittorio preventivo
Una grande novità del d.lgs. 30 dicembre 2023 n. 219 è l’introduzione del principio del contraddittorio generalizzato nello Statuto del contribuente. L’articolo 6‑bis, inserito nel testo della legge 212/2000, prevede che:
- Tutti gli atti impugnabili sono preceduti da un contraddittorio “informato ed effettivo”; la mancata attivazione comporta l’annullabilità dell’atto .
- Non è previsto il contraddittorio solo per gli atti automatizzati o di semplice liquidazione individuati da un decreto ministeriale e nei casi di fondato pericolo per la riscossione .
- L’amministrazione invia al contribuente lo schema di atto con un preavviso di almeno 60 giorni, concedendo tempo per formulare osservazioni e controdeduzioni. Se i termini di decadenza cadono nei 120 giorni successivi, questi sono prorogati al fine di consentire il contraddittorio .
- L’atto finale deve tenere conto delle osservazioni del contribuente e motivare l’eventuale rigetto .
Questa disciplina, entrata in vigore dal 18 gennaio 2024, rende il contraddittorio un passaggio obbligatorio per la maggior parte degli accertamenti. Per le ONLUS è un’arma importante: la mancata attivazione del contraddittorio o la sua gestione superficiale può determinare l’annullamento dell’atto.
1.4 Accertamento con adesione
Il d.lgs. 19 giugno 1997 n. 218 disciplina l’accertamento con adesione, un istituto che consente al contribuente di definire la controversia in sede amministrativa con un accordo con l’ufficio. I punti salienti sono:
- L’istanza può essere presentata dal contribuente, che ha subito accessi o verifiche, per richiedere la proposta di accertamento .
- Se l’avviso di accertamento è notificato senza contraddittorio preventivo, il contribuente può presentare l’istanza entro il termine per l’impugnazione . Se invece lo schema di atto è stato comunicato ai sensi dell’art. 6‑bis, l’istanza può essere presentata entro 30 giorni dalla comunicazione dello schema o nei 15 giorni successivi alla notifica dell’avviso .
- La presentazione dell’istanza sospende i termini di impugnazione e l’iscrizione a ruolo per 90 giorni .
- L’accertamento con adesione è redatto in duplice esemplare e firmato dal contribuente e dal capo dell’ufficio; devono essere indicate separatamente imposte, sanzioni e motivazioni . L’accordo non è modificabile o impugnabile, salvo l’emergere di elementi nuovi di evasione superiore al 50 % .
1.5 Recenti sentenze della Corte di Cassazione
La giurisprudenza ha recentemente ribadito l’importanza dei requisiti ONLUS e della regolarità dell’accertamento:
- Cassazione, ord. n. 24070/2024 (6 settembre 2024): ha confermato la revoca delle agevolazioni a un’associazione che non garantiva democraticità e trasparenza. La Corte ha sottolineato che il requisito della democraticità non è meramente formale ma deve riflettersi in assemblee regolari, funzioni del consiglio direttivo e gestione contabile. L’assenza di tali requisiti giustifica l’accertamento e la revoca del regime agevolato .
- Cassazione, ord. n. 15743/2025 (12 giugno 2025): la Corte ha affermato che le ONLUS/ETS beneficiarie di successioni sono esenti dall’imposta di successione e non rispondono in solido con altri eredi. La ratio della norma è evitare di vanificare l’esenzione riconosciuta agli enti non profit .
- Cassazione, ord. n. 32111/2025 (10 dicembre 2025, pubblicata su TC Notiziario): ha ribadito che l’obbligo di contraddittorio previsto dal d.lgs. 219/2023 si applica a tutti gli avvisi emessi dopo il 18 gennaio 2024, a pena di nullità.
- Cassazione, sent. n. 9549/2025 (11 aprile 2025): in tema di sovraindebitamento, la Corte ha confermato l’ammissibilità di moratorie nel piano del consumatore e un’interpretazione favorevole al debitore.
Queste pronunce dimostrano l’attenzione della giurisprudenza per la correttezza formale e sostanziale degli accertamenti. L’ente che rispetta i requisiti ONLUS e mantiene una gestione trasparente può difendersi efficacemente.
2. Procedura passo-passo dopo la notifica dell’avviso
2.1 Fase di verifica e accesso
L’accertamento fiscale non nasce all’improvviso. Di solito l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza avvia una fase istruttoria con accessi, ispezioni o verifiche presso la sede dell’associazione. I verificatori possono controllare la documentazione contabile, i bilanci, le delibere del consiglio e dell’assemblea, le modalità di ammissione dei soci e l’iscrizione all’Anagrafe ONLUS. Durante questa fase, l’ente ha diritto di:
- Ricevere un processo verbale di constatazione (PVC): i rilievi devono essere contestati all’ente, che può formulare osservazioni entro 60 giorni.
- Essere assistito da consulenti (avvocato, commercialista) durante l’accesso.
- Vedere rispettato il termine di 60 giorni prima che l’ufficio proceda all’emissione dell’avviso di accertamento: l’articolo 12, comma 7 dello Statuto del contribuente sancisce l’obbligo di attendere 60 giorni dal rilascio del PVC, salvo casi urgenti.
2.2 Preavviso e contraddittorio (dal 2024)
Con l’entrata in vigore del d.lgs. 219/2023, la fase che precede l’avviso assume carattere più partecipativo:
- Comunicazione dello schema di atto: l’ufficio invia uno schema dettagliato che indica le contestazioni (mancanza dei requisiti ONLUS, distribuzione occulta di utili, imponibilità di certe entrate).
- Termine di 60 giorni per le osservazioni: l’ente può produrre documenti, memorie difensive, giustificazioni dei costi, estratti conto, delibere assembleari. È consigliabile affidare la redazione a un professionista esperto.
- Facoltà di chiedere accertamento con adesione: nella stessa fase, il contribuente può formulare istanza per la definizione con adesione .
- Possibile proroga dei termini di decadenza: se il termine di decadenza cade nei 120 giorni successivi, questo è prorogato per consentire il contraddittorio .
- Esito: l’ufficio, esaminate le osservazioni, può archiviare (se i rilievi risultano infondati) oppure emettere un avviso motivato.
2.3 Notifica dell’avviso di accertamento
L’avviso di accertamento è un atto amministrativo recettizio: deve essere notificato all’ente presso la sede legale o tramite PEC. Gli elementi essenziali sono:
- Tributo e periodo d’imposta contestato.
- Base imponibile, aliquote, imposta e sanzioni calcolate.
- Motivazione dettagliata sui fatti e le norme violate; in caso di richiesta di decadenza dalla qualifica ONLUS, l’atto deve citare le disposizioni del d.lgs. 460/1997 violato (ad esempio mancanza di democraticità, distribuzione occulta di utili).
- Richiamo ad altri atti: se l’avviso si basa su un PVC o su un parere, questi devono essere allegati o devono esserne riprodotti i contenuti essenziali .
- Indicazione dell’ufficio competente e dell’autorità cui presentare ricorso.
2.4 Termine per impugnare
In genere, l’avviso deve essere impugnato entro 60 giorni dalla notifica davanti alla Corte di Giustizia Tributaria competente. Le ONLUS possono beneficiare di un termine sospeso in caso di richiesta di accertamento con adesione (sospensione di 90 giorni) . Se la notifica avviene tramite PEC, la prova dell’avvenuta consegna è la ricevuta di consegna.
2.5 Versamento “per adesione” o pagamento provvisorio
Se l’ente decide di acquiescere (non impugnare) può beneficiare di uno sconto sulle sanzioni (ridotte a 1/3). In alternativa, con l’accertamento con adesione si definiscono anche le sanzioni con riduzione a 1/3 e la rateizzazione delle somme fino a 5 anni. Il pagamento provvisorio in pendenza di ricorso riguarda solo 1/3 delle imposte e interessi.
3. Difese e strategie legali
Quando un’avviso di accertamento contesta la qualifica ONLUS o richiede imposte non pagate, è fondamentale costruire una difesa strutturata. Di seguito alcune strategie pratiche utilizzate dall’Avv. Monardo e il suo staff.
3.1 Verifica preliminare della legittimità formale dell’atto
Una buona difesa parte dal controllo degli aspetti formali dell’avviso. È possibile eccepire la nullità qualora manchino:
- Firma del capo ufficio o delegato (ex art. 42 DPR 600/1973) .
- Motivazione sufficiente: se l’atto non indica chiaramente i fatti contestati, le norme violate e le prove, viola l’art. 42 DPR 600/1973 e l’art. 7 dello Statuto del contribuente .
- Contraddittorio preventivo: per gli avvisi emessi dopo il 18 gennaio 2024, la mancanza del contraddittorio comporta annullabilità .
- Termini decadenziali: l’ufficio deve notificare l’avviso entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della dichiarazione; in caso di omissione, entro il settimo anno. Per il recupero delle agevolazioni ONLUS, il termine decorre dall’atto di decadenza.
3.2 Dimostrare il possesso dei requisiti ONLUS
Una difesa di merito efficace deve dimostrare che l’ente possiede i requisiti previsti dall’art. 10 del d.lgs. 460/1997. È quindi fondamentale predisporre e depositare:
- Statuto e atto costitutivo aggiornati, che prevedano le finalità solidaristiche, la destinazione degli utili, le regole di funzionamento democratico e la devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento.
- Verbali di assemblea e consiglio direttivo, che dimostrino il regolare funzionamento degli organi e la partecipazione democratica dei soci. È importante che le delibere siano regolarmente convocate, registrate e riportino le votazioni.
- Bilanci e rendiconti: devono essere redatti annualmente, approvati dall’assemblea e resi pubblici (anche tramite deposito presso il RUNTS/Anagrafe ONLUS).
- Prove della destinazione degli utili: occorre dimostrare che gli eventuali avanzi di gestione sono stati reinvestiti nelle attività istituzionali (ad es. acquisto di beni strumentali, realizzazione di progetti).
- Tracciabilità dei pagamenti: l’utilizzo di conti correnti separati per l’ente e la rendicontazione dei rimborsi spese ai volontari evita contestazioni di distribuzione occulta di utili.
3.3 Contestare la presunta distribuzione occulta di utili
Come emerso dall’esperienza professionale dello Studio Monardo, una contestazione frequente è la distribuzione occulta di utili: l’Agenzia delle Entrate imputa all’ente il pagamento di compensi o rimborsi eccessivi ai soci, l’uso di beni per fini privati o l’acquisto di servizi non inerenti. In questi casi è possibile difendersi dimostrando che:
- I compensi ai collaboratori sono congrui e proporzionati alle attività effettivamente svolte. È utile predisporre contratti, lettere d’incarico e griglie di compenso.
- I rimborsi spese sono documentati da ricevute e rispettano i limiti previsti dalla normativa (ad es. rimborsi chilometrici, indennità di trasferta).
- I beni acquistati (autovetture, computer, locali) sono utilizzati per le attività istituzionali e non per fini personali. Può essere necessario predisporre registri di utilizzo e disciplinari interni.
- La presunta distribuzione di utili non è tale se i vantaggi sono funzionali alle finalità istituzionali, come nel caso di alloggi messi a disposizione dei volontari durante le missioni o corsi di formazione.
In sede contenziosa, la difesa può far valere l’assenza di prove dirette dell’utilizzo privato e la mancanza di elementi gravi, precisi e concordanti.
3.4 Fare leva sul contraddittorio e sull’accertamento con adesione
L’introduzione del contraddittorio generalizzato consente al contribuente di spiegare la propria posizione prima che l’atto diventi definitivo. Alcune strategie includono:
- Richiedere la proroga del termine di risposta quando la documentazione da produrre è voluminosa o l’associazione deve riunire il consiglio per deliberare.
- Svolgere incontri con l’ufficio: il contraddittorio può diventare un dialogo concreto, durante il quale chiarire le contestazioni e fornire prove. La presenza di un avvocato esperto permette di evitare affermazioni che potrebbero essere fraintese.
- Valutare l’accertamento con adesione: definire la controversia in sede amministrativa può ridurre le sanzioni a 1/3 e consentire la rateizzazione. Questa soluzione è vantaggiosa quando le contestazioni sono fondate ma si vuole evitare il contenzioso e l’esborso immediato .
3.5 Impugnazione davanti alla Corte di Giustizia Tributaria
Se l’ufficio conferma la pretesa, il ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria (primo grado) è l’unica via. Il ricorso deve contenere:
- L’indicazione dell’atto impugnato, delle parti e della domanda di annullamento.
- I motivi di ricorso, distinguendo vizi formali (mancanza di motivazione, violazione del contraddittorio, incompetenza dell’ufficio) e vizi sostanziali (inesistenza dei presupposti, errata qualificazione dei proventi).
- Le prove documentali: statuto, verbali, contabilità, perizie.
- La proposta di prova testimoniale (ammessa solo su fatti secondari).
- Istanza di sospensione: in presenza di pregiudizio grave e irreparabile per l’ente, è possibile chiedere la sospensione della riscossione.
Nel processo tributario non vige il principio del “ragionevole dubbio”: l’onere della prova della fondatezza dell’accertamento grava sull’amministrazione. Tuttavia, quando il contribuente alleghi costi e deduzioni, deve fornire la prova dell’inerenza e della documentazione contabile.
3.6 Difese specifiche per le ONLUS
Oltre alle eccezioni generali, esistono argomentazioni specifiche legate alla qualifica ONLUS:
- Non retroattività della revoca: se l’ente ha perso la qualifica per carenze sopravvenute, la revoca delle agevolazioni opera dal periodo d’imposta in cui vengono accertate; non è possibile estendere la revoca a periodi precedenti se l’ente dimostra di aver operato correttamente (principio di affidamento e tutela dell’affidamento fiscale).
- Motivazione rafforzata: l’avviso che disconosce l’agevolazione deve specificare dettagliatamente quali requisiti mancano e perché. La carenza di motivazione determina nullità .
- Contabilizzazione separata delle attività commerciali: molte ONLUS svolgono attività commerciali marginali per autofinanziamento (vendita gadget, mense, servizi). È essenziale tenere contabilità separata tra attività istituzionale e commerciale; eventuali errori possono essere sanati dimostrando la marginalità e destinazione degli utili.
- Iscrizione al RUNTS: se l’ente è in corso di iscrizione al RUNTS, può evidenziare la volontà di adeguarsi alla nuova disciplina e chiedere la sanatoria di irregolarità formali.
3.7 Sospendere la riscossione e proteggere il patrimonio
In caso di accertamento esecutivo, l’ente può trovarsi di fronte a cartelle esattoriali, fermi amministrativi o pignoramenti. Strumenti difensivi:
- Istanza di sospensione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione: può essere presentata entro 60 giorni dalla notifica della cartella se l’ente ha già impugnato l’avviso e chiede la sospensione in attesa della decisione.
- Ricorso per sospensione giudiziale: nel ricorso al giudice tributario è possibile chiedere la sospensione della riscossione per grave pregiudizio (ad esempio rischio di cessazione dell’attività, licenziamento dei dipendenti, perdita di donazioni).
- Tutela del patrimonio personale degli amministratori: l’art. 28 d.lgs. 460/1997 prevede la responsabilità solidale. È opportuno separare i beni personali da quelli dell’ente, evitare commistioni patrimoniali e valutare la stipula di polizze assicurative per la responsabilità civile.
4. Strumenti alternativi e soluzioni agevolate
La gestione di un’accertamento può essere accompagnata da misure deflattive e procedure di esdebitazione che consentono all’ente e ai suoi amministratori di uscire dalla crisi.
4.1 Definizioni agevolate e “rottamazioni”
Negli ultimi anni le leggi di bilancio hanno introdotto diversi istituti per la definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione. Sebbene rivolte soprattutto a soggetti commerciali, le ONLUS possono beneficiarne per i debiti derivanti da imposte e contributi. Alcune misure rilevanti (aggiornate al 2025):
- Rottamazione-quater (art. 1 commi 231‑252, legge 29 dicembre 2022 n. 197): consente di estinguere i carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 pagando solo l’imposta e gli interessi iscritti a ruolo, ma senza sanzioni. Il versamento può avvenire in un massimo di 18 rate in 5 anni; la definizione comporta l’estinzione delle procedure esecutive.
- Riammissione alla rottamazione (decreto-legge 202/2023 convertito dalla legge 18/2024): ha riaperto i termini per i contribuenti decaduti dalle precedenti rottamazioni, consentendo il pagamento delle rate arretrate entro il 15 marzo 2025.
- Stralcio parziale dei mini-debiti (art. 1 commi 227‑229 legge 197/2022): prevede lo stralcio automatico dei carichi inferiori a 1.000 € affidati dal 2000 al 2015; può riguardare anche multe e contributi.
- Definizione delle liti pendenti (art. 1 commi 186‑205 legge 197/2022): permette di chiudere i contenziosi pagando una percentuale dell’imposta a seconda del grado di giudizio (90 % in primo grado, 40 % in appello, 15 % in Cassazione). Gli enti non commerciali possono usare questa procedura per chiudere contenziosi fiscali pendenti.
Nota: poiché le definizioni agevolate dipendono da termini di adesione e versamento specifici, occorre verificare le finestre aperte al momento dell’accertamento. L’Avv. Monardo e il suo staff aggiornano costantemente i clienti sulle opportunità normative.
4.2 Transazioni fiscali nel sovraindebitamento (L. 3/2012 e Codice della crisi)
Gli amministratori di una ONLUS possono essere persone fisiche sovraindebitate a causa di fideiussioni o responsabilità personali. La Legge 3/2012 (oggi confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) consente a consumatori e imprenditori sotto soglia di proporre:
- Piano del consumatore: rivolto a persone fisiche con debiti personali (anche verso l’erario). Prevede la ristrutturazione e l’esdebitazione, con un programma di pagamento calibrato sulle effettive possibilità. La giurisprudenza del 2025 (sentenza Cassazione n. 9549/2025) ha confermato la possibilità di inserire nel piano moratorie e proroghe dei pagamenti e l’esclusione di interessi usurari.
- Accordo di ristrutturazione dei debiti: rivolto a imprenditori commerciali sotto soglia e imprese sociali; prevede un accordo con i creditori omologato dal tribunale. L’erario può ridurre sanzioni e interessi se la proposta è conveniente.
- Esdebitazione: al termine della procedura, il debitore persona fisica (anche amministratore della ONLUS) può ottenere l’esdebitazione integrale dei debiti rimasti insoddisfatti.
Per attivare una procedura di sovraindebitamento è necessario rivolgersi a un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e redigere, con l’ausilio di un professionista, un piano sostenibile. L’Avv. Monardo è gestore della crisi e fiduciario di un OCC, quindi può assistere sia l’ente sia gli amministratori nella predisposizione delle domande.
4.3 Transazione fiscale nelle procedure concorsuali
Per le ONLUS che hanno assumo la qualifica di imprese sociali o esercitano attività imprenditoriale di rilievo, il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (d.lgs. 14/2019) consente la transazione fiscale, cioè un accordo con l’Agenzia delle Entrate e l’INPS per il pagamento parziale dei debiti tributari e previdenziali. La transazione, integrata nel piano di risanamento, deve garantire una soddisfazione dei crediti erariali almeno pari a quella ottenibile in ipotesi di liquidazione giudiziale. Questa via è percorribile per fondazioni, cooperative sociali e imprese sociali in crisi.
5. Errori comuni e consigli pratici
Nel corso dell’attività dello Studio Monardo sono emersi errori ricorrenti che portano all’emissione di avvisi di accertamento nei confronti delle ONLUS. Di seguito gli errori più frequenti e i relativi consigli:
- Statuto obsoleto: molti enti non hanno adeguato lo statuto alle norme del d.lgs. 117/2017.
Consiglio: verificare periodicamente lo statuto con un professionista e inserirvi clausole obbligatorie (finalità solidaristiche, divieto di utili, democraticità). - Mancata trasparenza contabile: bilanci non redatti correttamente, mancanza di libri sociali, conti correnti promiscuI.
Consiglio: adottare sistemi di contabilità separata tra attività istituzionale e commerciale, utilizzare software gestionali e depositare i bilanci. - Gestione non democratica: assemblee non convocate, consigli direttivi inesistenti.
Consiglio: convocare regolarmente gli organi, rispettare i quorum, redigere verbali e favorire la partecipazione dei soci. - Compensi non congrui: erogazione di compensi o rimborsi senza criteri oggettivi.
Consiglio: definire griglie di compenso approvate dall’assemblea, erogare rimborsi documentati. - Mancata iscrizione all’Anagrafe ONLUS / RUNTS: alcune associazioni non hanno completato l’iscrizione o non hanno comunicato variazioni.
Consiglio: monitorare le scadenze dell’iscrizione al RUNTS e comunicare tempestivamente le modifiche. - Errore di qualificazione delle entrate: incassi commerciali trattati come istituzionali.
Consiglio: analizzare la natura di ogni entrata; se l’attività è commerciale occorre emettere fattura e versare IVA; per le attività istituzionali l’ente deve emettere ricevuta esente. - Ignorare il contraddittorio: non rispondere allo schema di atto o non presentare osservazioni.
Consiglio: sfruttare il contraddittorio per spiegare la propria posizione e allegare prove, eventualmente chiedendo l’accertamento con adesione. - Temporeggiare nella presentazione del ricorso: superare i termini porta all’irrevocabilità dell’atto.
Consiglio: rivolgersi immediatamente a un avvocato, preferibilmente cassazionista, per valutare il ricorso e richiedere sospensive. - Sottovalutare la responsabilità degli amministratori: ignorare l’art. 28 del d.lgs. 460/1997, che prevede responsabilità solidale.
Consiglio: monitorare l’operato degli amministratori, adottare delibere collegiali, assicurarsi di non utilizzare le risorse per scopi personali.
6. Tabelle riepilogative
6.1 Requisiti ONLUS (Art. 10 d.lgs. 460/1997)
| Requisito | Descrizione | Fonte normativa |
|---|---|---|
| Finalità di solidarietà | Attività esclusiva in settori come assistenza, sanità, istruzione, ricerca, cultura e tutela dei diritti civili; benefici per soggetti svantaggiati | Art. 10, commi 1‑2 d.lgs. 460/1997 |
| Divieto di distribuzione di utili | Vietata la distribuzione diretta o indiretta di utili e avanzi di gestione; l’ente reinveste gli utili nelle attività istituzionali | Art. 10, comma 6 d.lgs. 460/1997 |
| Destinazione del patrimonio | In caso di scioglimento, il patrimonio deve essere devoluto ad altre ONLUS o a fini di pubblica utilità | Art. 10, comma 5 d.lgs. 460/1997 |
| Democraticità e partecipazione | I soci devono avere pari diritti; assemblea e organi direttivi devono funzionare in modo democratico e trasparente | Art. 10, comma 8 d.lgs. 460/1997 |
| Denominazione | L’ente deve utilizzare la denominazione “ONLUS” in ogni atto | Art. 10, comma 10 d.lgs. 460/1997 |
| Comunicazioni all’Anagrafe | L’ente deve iscriversi e comunicare variazioni entro 30 giorni | Art. 11 d.lgs. 460/1997 |
| Sanzioni e responsabilità | Amministratori responsabili solidalmente in caso di indebita fruizione di vantaggi fiscali | Art. 28 d.lgs. 460/1997 |
6.2 Termini e strumenti difensivi
| Atto/Fase | Termine | Riferimento |
|---|---|---|
| Presentazione osservazioni allo schema di atto | Almeno 60 giorni dal ricevimento dello schema | Art. 6‑bis, commi 3‑4 L. 212/2000 |
| Istanza di accertamento con adesione (senza contraddittorio) | Entro il termine di impugnazione dell’avviso (60 giorni) | Art. 6 d.lgs. 218/1997 |
| Istanza di accertamento con adesione (con contraddittorio) | Entro 30 giorni dalla comunicazione dello schema di atto | Art. 6 d.lgs. 218/1997 |
| Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria | 60 giorni dalla notifica dell’avviso | Art. 20 d.lgs. 546/1992 |
| Istanza di sospensione della riscossione | Entro 60 giorni dalla cartella | Art. 47 d.lgs. 546/1992 |
| Pagamento rateizzato con accertamento con adesione | Versamento entro 20 giorni dall’atto; possibile rateizzazione fino a 5 anni | Art. 8 d.lgs. 218/1997 |
| Presentazione ricorso per esdebitazione (sovraindebitamento) | Varie fasi: domanda presso OCC, approvazione tribunale; tempi variabili | L. 3/2012 – Codice della crisi d’impresa |
7. Domande e risposte frequenti (FAQ)
- Cosa succede se una ONLUS perde lo status?
Se l’ente non rispetta i requisiti ex art. 10 d.lgs. 460/1997, l’Agenzia delle Entrate può revocare l’iscrizione all’Anagrafe e recuperare le imposte con interessi e sanzioni. La revoca opera in genere dal periodo in cui il requisito è venuto meno e comporta l’assoggettamento ai tributi ordinari e alle sanzioni previste per i soggetti commerciali. - È possibile opporsi alla revoca della qualifica ONLUS?
Sì. L’ente può impugnare il provvedimento dinanzi alla Corte di Giustizia Tributaria eccependo la violazione della legge e dimostrando il rispetto dei requisiti. È possibile chiedere la sospensione degli effetti durante il giudizio. - Qual è il ruolo del contraddittorio introdotto dal d.lgs. 219/2023?
Il contraddittorio preventivo è obbligatorio per tutti gli atti impugnabili (salvo quelli automatizzati). La sua omissione rende l’atto annullabile . Permette al contribuente di presentare osservazioni e, se lo ritiene, di chiedere l’accertamento con adesione. - Quando conviene aderire all’accertamento con adesione?
L’adesione conviene quando l’ente riconosce parzialmente i rilievi e desidera ridurre le sanzioni (1/3) ed evitare il contenzioso. È utile anche per rateizzare il pagamento. In caso di contestazioni infondate o vizi gravi dell’atto, è preferibile impugnare. - Le ONLUS possono svolgere attività commerciali?
Sì, purché accessorie e non prevalenti rispetto all’attività istituzionale. Devono essere destinate al finanziamento delle finalità di solidarietà e tenere contabilità separata. L’IVA sulle attività commerciali è dovuta. - Come dimostrare la democraticità dell’ente?
Occorre presentare lo statuto, i verbali delle assemblee che documentano convocazioni regolari, votazioni, avvicendamento nelle cariche. È importante che non vi siano restrizioni arbitrarie all’ammissione dei soci e che tutti possano votare. - Quali sono le conseguenze della distribuzione occulta di utili?
L’ente perde i benefici fiscali e può essere tassato per l’utile distribuito; gli amministratori rispondono solidalmente e sono soggetti a sanzioni . È quindi essenziale dimostrare che i pagamenti sono congrui e documentati. - L’avviso di accertamento può essere notificato via PEC?
Sì. L’amministrazione può notificare l’avviso alla PEC dell’associazione. La ricevuta di consegna fa piena prova della notifica. È importante controllare regolarmente la PEC. - Cosa succede se l’avviso non è firmato o non contiene la motivazione?
La mancanza della firma o di una motivazione adeguata comporta la nullità dell’avviso ai sensi dell’art. 42 DPR 600/1973 . In tal caso si può impugnare l’atto chiedendone l’annullamento. - È ancora obbligatorio il reclamo e la mediazione (art. 17‑bis d.lgs. 546/1992)?
No. L’istituto del reclamo e mediazione è stato abrogato dal d.lgs. 220/2023; le controversie di valore fino a 50.000 euro non richiedono più il reclamo. Tuttavia, il contraddittorio preventivo ex art. 6‑bis l. 212/2000 ne assorbe di fatto la funzione. - Un’associazione sportiva dilettantistica (ASD) iscritta al CONI può essere anche ONLUS?
In linea di massima no: le associazioni sportive dilettantistiche possono beneficiare di propri regimi fiscali agevolati. Per diventare ONLUS occorre modificare lo statuto adeguandolo ai requisiti dell’art. 10 d.lgs. 460/1997 e svolgere attività di solidarietà, non solo sportive. - La perdita dello status ONLUS pregiudica il 5×1000?
Sì. Solo gli enti iscritti al RUNTS o all’Anagrafe ONLUS possono essere destinatari del 5×1000. La perdita dello status comporta l’esclusione dagli elenchi e la revoca delle somme percepite indebitamente. - L’ente può richiedere la definizione agevolata delle liti pendenti?
Sì, se sussistono i requisiti e la controversia rientra nei termini previsti dalla legge (come i commi 186‑205 della legge 197/2022). Occorre presentare domanda entro la scadenza e versare la quota prevista. - Chi risponde delle imposte per la ONLUS?
In caso di indebita fruizione delle agevolazioni, oltre all’ente, gli amministratori e i legali rappresentanti rispondono solidalmente per le imposte, le sanzioni e gli interessi . In presenza di dolo o colpa grave, può essere configurata anche la responsabilità penale (ad esempio per dichiarazione fraudolenta). - Una ONLUS può accedere alla transazione fiscale nel sovraindebitamento?
Sì, attraverso le procedure di crisi da sovraindebitamento (piano del consumatore, accordo di ristrutturazione) gli amministratori o l’ente stesso possono proporre un pagamento parziale dei debiti fiscali, con il consenso dell’erario. La procedura richiede l’intervento dell’OCC e l’omologa del tribunale. - Quali documenti conservare in caso di controllo?
Occorre conservare lo statuto, l’atto costitutivo, i verbali, i registri dei soci, i libri contabili, i bilanci, le fatture, i contratti, le ricevute di donazioni e le comunicazioni all’Anagrafe ONLUS/RUNTS. La conservazione digitale è ammessa purché garantisca autenticità e integrità. - È possibile richiedere la sospensione della cartella esattoriale in attesa del giudizio?
Sì. Oltre all’istanza all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, è possibile chiedere al giudice tributario la sospensione ex art. 47 d.lgs. 546/1992, dimostrando il grave pregiudizio che l’esecuzione arrecherebbe all’ente. - Come comportarsi se l’avviso di accertamento è stato notificato prima del 18 gennaio 2024 senza contraddittorio?
Per gli avvisi notificati prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 219/2023 il contraddittorio non era obbligatorio, salvo specifici casi (ad esempio accertamenti standardizzati). In ogni caso è possibile eccepire il difetto di contraddittorio se previsto da norme speciali o da prassi. Per gli atti successivi, la mancanza comporta annullabilità. - Qual è la differenza tra ONLUS ed ente del terzo settore (ETS)?
Le ONLUS sono state previste dal d.lgs. 460/1997 e continueranno fino al 31 dicembre 2025; successivamente confluiranno negli ETS ai sensi del d.lgs. 117/2017. Gli ETS comprendono categorie più ampie (organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, imprese sociali) e si iscrivono nel RUNTS. - Perché affidarsi a un avvocato cassazionista esperto di diritto tributario?
Le controversie fiscali richiedono competenze specialistiche e la capacità di interpretare normative e giurisprudenza in continua evoluzione. L’avvocato cassazionista può assistere sin dall’avvio della verifica fino all’eventuale ricorso in Cassazione, garantendo una strategia coerente e difendendo efficacemente i diritti dell’ente.
8. Simulazioni pratiche
Per comprendere l’impatto delle diverse strategie difensive, presentiamo alcune simulazioni basate su casi affrontati dallo studio.
Simulazione 1: Avviso per distribuzione occulta di utili
Scenario: La “Associazione Solidarietà Onlus” riceve un avviso di accertamento per l’anno 2022. L’Agenzia contesta la distribuzione occulta di utili ai membri del consiglio, stima ricavi non dichiarati per 100.000 € e richiede il pagamento di IRES, IVA, IRAP e sanzioni per un totale di 70.000 €. L’associazione ha bilanci regolari ma ha erogato rimborsi spese elevati a tre consiglieri.
Analisi:
- Verifica dei requisiti ONLUS: lo statuto prevede le finalità di solidarietà e il divieto di utili; gli organi risultano regolarmente convocati.
- Contestazione della “distribuzione occulta”: i rimborsi sono stati deliberati dall’assemblea; riguardano trasferte per progetti di cooperazione. Vengono raccolti documenti (ricevute, scontrini, biglietti aerei) e perizie di congruità.
- Controllo della motivazione: l’avviso non allega il PVC; non spiega quali spese siano ritenute ingiustificate. La difesa evidenzia il vizio ex art. 42 DPR 600/1973 .
- Contraddittorio: lo schema di atto non è stato trasmesso (dato che l’avviso è di dicembre 2023). Si eccepisce la violazione del contraddittorio generalizzato (non ancora in vigore) e si chiede la produzione del PVC.
Esito: il giudice annulla l’avviso per difetto di motivazione, accogliendo la tesi della difesa. L’amministrazione viene condannata alle spese. L’ente mantiene la qualifica ONLUS.
Simulazione 2: Avviso 2024 con contraddittorio
Scenario: La “Fondazione Salute e Ricerca ETS (già ONLUS)” riceve a maggio 2024 uno schema di atto con cui l’Agenzia ipotizza la decadenza dalla qualifica ONLUS per l’anno 2021, contestando l’assenza di democraticità (mancanza di assemblee) e la mancata iscrizione al RUNTS. L’importo oggetto di recupero è di 250.000 € tra imposte e sanzioni.
Azioni:
- Contraddittorio: la fondazione presenta osservazioni entro 60 giorni, allegando verbali assembleari tenuti online (a causa della pandemia) e l’istanza di iscrizione al RUNTS.
- Istanza di accertamento con adesione: viene depositata per proporre una soluzione conciliativa, evidenziando la marginalità delle irregolarità.
- Trattativa: l’ufficio accetta di ridurre l’importo contestato del 40 %, riconoscendo la buona fede e la regolarizzazione avvenuta.
- Adozione dell’atto di adesione: l’atto viene firmato in settembre 2024, con rateizzazione su 4 anni.
Risultato: la fondazione paga 150.000 € (imposte più sanzioni ridotte) in 16 rate. Mantiene l’iscrizione al RUNTS e beneficia delle agevolazioni per il 5×1000.
Simulazione 3: Sovraindebitamento degli amministratori
Scenario: Tre amministratori di una ONLUS hanno sottoscritto fideiussioni personali per un mutuo destinato a costruire un centro sociale. A causa di un accertamento fiscale e di mancati versamenti, la banca escute le fideiussioni. Gli amministratori si trovano con debiti personali per 300.000 €.
Soluzione:
- Gli amministratori presentano domanda all’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) per avviare un piano del consumatore. Con l’assistenza dell’Avv. Monardo, propongono un pagamento del 30 % dei debiti in 6 anni, tramite la vendita di beni personali e il contributo della ONLUS.
- L’Agenzia delle Entrate accetta la riduzione di sanzioni e interessi, riconoscendo la finalità sociale del mutuo.
- Il Tribunale omologa il piano e alla fine della procedura concede l’esdebitazione residua. Gli amministratori possono continuare l’attività di volontariato liberati dai debiti.
Conclusione
L’accertamento fiscale rappresenta un banco di prova importante per le ONLUS. Dal rispetto dei requisiti statutari e dalla trasparenza gestionale dipende non solo la legittimità delle agevolazioni fiscali ma anche la credibilità dell’ente nei confronti di donatori, volontari e beneficiari. L’evoluzione normativa degli ultimi anni – in particolare l’introduzione del contraddittorio preventivo generalizzato e l’abolizione del reclamo obbligatorio – rafforza i diritti del contribuente ma richiede un aggiornamento costante delle procedure interne.
Agire tempestivamente è la chiave: rispondere alle richieste dell’amministrazione, presentare osservazioni e documenti, valutare la convenienza dell’accertamento con adesione, impugnare gli atti viziati e adottare misure alternative come la definizione agevolata o le procedure di sovraindebitamento. Ogni fase del procedimento richiede competenze giuridiche e fiscali trasversali.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti sono al fianco di associazioni, fondazioni e imprese sociali per garantire una difesa efficace e tempestiva. Grazie all’esperienza maturata in ambito tributario e alla qualifica di gestore della crisi, lo studio offre soluzioni su misura: dal controllo degli atti alla predisposizione di ricorsi, dalla redazione di piani di ristrutturazione alla tutela degli amministratori.
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