Accertamento fiscale a un’impresa di canalizzazioni: come difendersi subito e bene

Introduzione

Un accertamento fiscale è una procedura con la quale l’Agenzia delle Entrate ricostruisce e contesta le imposte dovute dal contribuente quando ritiene che i redditi dichiarati non riflettano la reale capacità contributiva. Per un’impresa di canalizzazioni, che opera nell’ambito dell’ingegneria civile o industriale, un accertamento può significare la contestazione di Iva, Ires o Irap su fatture, lavorazioni o forniture. Questi procedimenti comportano rischi economici e reputazionali: una contestazione non difesa adeguatamente può dare origine a iscrizioni a ruolo, cartelle esattoriali, ipoteche, pignoramenti e persino responsabilità penali in caso di reati tributari.

Il quadro normativo è cambiato profondamente negli ultimi anni. Il decreto legislativo 219/2023 ha rafforzato i diritti del contribuente, estendendo a tutti gli atti impugnabili l’obbligo di contraddittorio preventivo e istituendo il Garante nazionale del contribuente . Nel decreto legislativo 13/2024 la riforma fiscale ha introdotto nuove regole per l’accertamento tributario e il concordato preventivo biennale, con l’obiettivo di favorire la partecipazione del contribuente e di prevenire il contenzioso . Il decreto legislativo 87/2024 ha riscritto le sanzioni amministrative e penali, riducendo l’afflittività delle pene e coordinandole con le sanzioni penali . Un ulteriore tassello è il decreto legislativo 110/2024 che riordina la riscossione, introduce la pianificazione annuale, la procedura di discarico automatico e la possibilità di riaffidamento dei carichi . Queste novità si aggiungono alla disciplina dello Statuto del contribuente (legge 212/2000), rinnovata dal decreto 219/2023 e dalla legge delega 111/2023.

Dal lato giurisprudenziale la Corte di cassazione e la Corte costituzionale hanno chiarito molti aspetti: la Cassazione ha stabilito che un accertamento con adesione non crea un legittimo affidamento per gli anni non compresi nell’accordo ; ha dichiarato che l’estinzione della società prima dell’avviso di accertamento rende nullo l’atto nei confronti della società ed esclude effetti automatici a carico dei soci ; ha precisato che l’abitualità delle vendite online porta alla qualifica di imprenditore e consente l’accertamento induttivo tramite presunzioni bancarie ; e ha ribadito che un accertamento integrativo è illegittimo se fondato su elementi già noti . La Corte costituzionale, con la sentenza n. 137/2025, ha giudicato non fondate le questioni di legittimità dell’art. 32 del d.P.R. 600/1973 sul divieto di utilizzare in giudizio documenti non presentati in sede amministrativa , mentre con la sentenza n. 36/2025 ha dichiarato parzialmente illegittimo il divieto assoluto di depositare deleghe e procure nel giudizio di appello .

In questo contesto complesso, l’impresa deve muoversi con rapidità e precisione. Sin dalla notifica del verbale di constatazione o dell’avviso di accertamento è fondamentale attivare un contraddittorio efficace, analizzare i vizi dell’atto, predisporre memorie difensive, valutare l’adesione o l’autotutela e, se necessario, presentare ricorso dinanzi alle corti di giustizia tributaria. L’avvocato cassazionista Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare possono offrire un supporto concreto in tutte le fasi: dallo studio dell’atto alla redazione di memorie, dalla richiesta di sospensione all’adesione agevolata, dal ricorso in commissione alla trattativa con l’Agente della riscossione. L’avv. Monardo, coordinatore di professionisti esperti in diritto bancario e tributario su tutto il territorio nazionale, gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012, professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC) e esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, offre inoltre la possibilità di affiancare le imprese nella predisposizione di piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, procedure di esdebitazione e concordati preventivi.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

Le fonti normative dell’accertamento

L’accertamento fiscale è disciplinato da un corpus di norme che attribuisce all’amministrazione finanziaria il potere di verificare la correttezza delle dichiarazioni e, se necessario, determinare d’ufficio le imposte dovute. Per le imprese di canalizzazioni – come per ogni altra impresa – i riferimenti fondamentali sono:

  • d.P.R. 600/1973 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi). L’articolo 32 prevede che l’Ufficio possa richiedere al contribuente documenti e notizie e che la mancata risposta rende inutilizzabili in giudizio i documenti non prodotti. La Corte costituzionale ha dichiarato non fondate le censure di incostituzionalità sull’inutilizzabilità delle prove tardive . L’articolo 39 disciplina l’accertamento induttivo in caso di contabilità inattendibile; l’articolo 43 consente l’accertamento integrativo solo in presenza di elementi nuovi e ha natura eccezionale . Il contribuente ha diritto al contraddittorio e alla motivazione.
  • d.P.R. 633/1972 (Iva). L’articolo 51 consente agli uffici di ricostruire le operazioni imponibili non dichiarate; l’articolo 54 regola l’accertamento d’ufficio; l’articolo 56 consente l’accertamento integrativo. Nella sentenza n. 7552/2025 la Cassazione ha ribadito che la presunzione legale di disponibilità di maggior reddito derivante dalle risultanze dei conti bancari si applica a tutti i contribuenti, non solo agli imprenditori .
  • d.Lgs. 218/1997 (accertamento con adesione). Stabilisce la procedura per definire l’accertamento in via concordata; l’art. 2, comma 4, vieta accertamenti integrativi basati su elementi già valutati, come ricordato dalla Cassazione nella sentenza n. 22825/2025 . Con l’adesione il contribuente ottiene una riduzione delle sanzioni e può rateizzare gli importi.
  • Legge 212/2000Statuto dei diritti del contribuente. Garantisce i diritti fondamentali del contribuente, tra cui la motivazione degli atti, l’informazione e la partecipazione al procedimento. Il decreto legislativo 219/2023 ha integrato la legge rafforzando il principio del contraddittorio, prevedendo che tutti gli atti impugnabili siano preceduti da un contraddittorio effettivo, pena l’annullabilità . Ha inoltre ampliato le ipotesi di autotutela obbligatoria, permettendo l’annullamento d’ufficio dell’atto in caso di manifesta illegittimità (omessa considerazione di pagamenti, errori sul presupposto di imposta, ecc.) ; ha infine istituito il Garante nazionale del contribuente .
  • d.Lgs. 13/2024 (Accertamento tributario e concordato preventivo biennale). In attuazione della legge delega 111/2023 ha rafforzato la partecipazione del contribuente nel procedimento di accertamento, ampliando i casi di definizione tramite adesione . Ha introdotto regole sull’analisi del rischio e la cooperazione con le amministrazioni estere , misure contro le frodi Iva e nuove termini di prescrizione per le imposte sui premi di assicurazione . La norma ha creato il concordato preventivo biennale, uno strumento che consente alle imprese minori e ai professionisti di definire in anticipo il reddito del biennio successivo e di ottenere certezza fiscale .
  • d.Lgs. 220/2023 (Contenzioso tributario). Ha introdotto l’obbligo di depositare telematicamente gli atti processuali e ha disciplinato la sentenza in forma semplificata . Ha previsto la compensazione delle spese di giudizio anche quando il contribuente produce documenti decisivi solo in appello e ha esteso la facoltà di ricorso contro il diniego di autotutela . La Corte costituzionale, con la sentenza n. 36/2025, ha dichiarato incostituzionale la parte dell’art. 58 che vietava di depositare deleghe e procure in appello .
  • d.Lgs. 1/2024 (Semplificazione degli adempimenti tributari). Mira a ridurre gli obblighi dichiarativi e a potenziare i servizi digitali . Ha semplificato i modelli dichiarativi e ha esteso il modello “precompilato” anche ai contribuenti titolari di partita Iva . Ha rimodulato il calendario fiscale, fissando le scadenze uniche al 30 settembre e prevedendo, dal 2025, la presentazione delle dichiarazioni a partire dal 1° aprile . Ha aggiornato gli indici sintetici di affidabilità (ISA), adeguandoli alla nuova classificazione ATECO 2025 e ai cambiamenti economici .
  • d.Lgs. 87/2024 (Revisione del sistema sanzionatorio tributario). È intervenuto sulle sanzioni amministrative e penali, riducendo la duplicazione di sanzioni e promuovendo il principio di proporzionalità . Ha introdotto la distinzione tra crediti d’imposta inesistenti e crediti non spettanti ; ha previsto che l’uso di un credito inesistente comporti una sanzione del 70 % del credito utilizzato ; e ha introdotto cause di non punibilità per omessi versamenti di Iva e ritenute quando il contribuente si trova in oggettive situazioni di forza maggiore .
  • d.Lgs. 110/2024 (Riscossione). Riordina il sistema nazionale della riscossione; prevede una pianificazione annuale dell’attività di riscossione , introduce il discarico automatico dei carichi non riscossi entro il quinto anno , disciplina il riaffidamento quando emergono nuovi elementi patrimoniali e regola le responsabilità dell’Agente della riscossione .
  • d.Lgs. 221/2023 (Adempimento collaborativo). Estende e potenzia il regime opzionale di adempimento collaborativo, promuovendo l’interlocuzione preventiva tra contribuente e Amministrazione finanziaria . Introduce la certificazione tributaria rilasciata da professionisti qualificati per attestare la corretta applicazione delle norme e consente un sistema premiale che prevede la non applicazione di sanzioni quando i rischi fiscali sono comunicati in anticipo . Estende il contraddittorio a tutte le forme di accertamento, obbligando l’Ufficio a motivare sulle osservazioni del contribuente .
  • d.Lgs. 175/2024 (Testo unico della giustizia tributaria). Raccolto in un corpus organico le norme sulla giurisdizione e sul processo tributario, consolidando in un’unica fonte le disposizioni del d.lgs. 545/1992 e del d.lgs. 546/1992 . Ha introdotto la figura del giudice monocratico, ha reso immediatamente esecutive le sentenze e ha previsto che le nuove norme si applicheranno dal 1° gennaio 2026 .
  • Altre fonti. Per completezza si ricordano anche la legge 197/2022 (Legge di bilancio 2023) che ha introdotto la definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione (Rottamazione-quater), prorogata dal decreto Milleproroghe e riaperta nel 2025 con possibilità di riammissione; la legge 3/2012 e il d.lgs. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) che disciplinano le procedure di sovraindebitamento; il d.l. 118/2021 che ha introdotto la composizione negoziata della crisi d’impresa.

Giurisprudenza rilevante

La giurisprudenza recente fornisce indicazioni preziose per le imprese che subiscono un accertamento:

  • Cass., Sez. 5, sentenza 7 gennaio 2025 n. 166Accertamento con adesione e annualità successive. La Suprema Corte ha affermato che l’accordo raggiunto con l’Agenzia delle Entrate per una determinata annualità non genera un legittimo affidamento per gli anni futuri; l’Amministrazione può dunque valutare diversamente gli stessi elementi in periodi d’imposta successivi .
  • Cass., Sez. 5, ordinanza 27 agosto 2025 n. 23939Società estinta. Quando la società è cancellata dal Registro delle imprese prima della notifica dell’avviso, l’accertamento è nullo per difetto di capacità processuale; gli ex soci non possono essere automaticamente chiamati a rispondere se l’atto presupposto è nullo . Nel caso esaminato la Cassazione ha censurato la decisione dei giudici di merito che avevano ritenuto i soci responsabili sulla base di un atto nullo .
  • Cass., Sez. 5, sentenza 21 marzo 2025 n. 7552Accertamento induttivo e vendite on‑line. La Corte ha chiarito che un’attività di vendita online abituale costituisce attività d’impresa indipendentemente dall’assetto organizzativo e che la nozione tributaria di imprenditore è più ampia di quella civilistica . La presunzione di maggior reddito desumibile dai conti bancari si applica a tutti i contribuenti .
  • Cass., Sez. 5, sentenza 7 agosto 2025 n. 22825Accertamento integrativo. È illegittimo emettere un nuovo avviso basato sui medesimi elementi già acquisiti; l’accertamento integrativo deve fondarsi su elementi effettivamente nuovi e la loro esistenza deve essere provata dall’amministrazione .
  • Corte costituzionale, sentenza 27 marzo 2025 n. 36Nuove prove in appello. La Corte ha dichiarato incostituzionale la norma introdotta dal d.lgs. 220/2023 che vietava in appello il deposito delle deleghe, procure e altri atti di conferimento di poteri perché irragionevole e lesiva del diritto di difesa . È ora possibile produrre tali atti anche in grado di appello.
  • Corte costituzionale, sentenza 28 luglio 2025 n. 137Inutilizzabilità di documenti non presentati. La Corte ha dichiarato inammissibili e non fondate le questioni di legittimità dell’art. 32 d.P.R. 600/1973 nella parte in cui prevede l’inutilizzabilità in giudizio dei documenti richiesti e non esibiti in sede amministrativa . Ne deriva che il contribuente deve rispondere alle richieste dell’amministrazione durante la fase istruttoria per non essere precluso in sede contenziosa.

Questi precedenti offrono argomenti difensivi: è possibile contestare la mancanza di contraddittorio, la nullità dell’accertamento se la società è già estinta, l’illegittimità di atti integrativi, la violazione dei termini o dell’art. 7 dello Statuto, ma è necessario rispettare gli oneri procedurali (esibire la documentazione richiesta e presentare le procure tempestivamente).

Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto

Quando l’impresa riceve un Processo Verbale di Constatazione (PVC) o un avviso di accertamento, occorre muoversi tempestivamente. Di seguito una guida operativa dal punto di vista del contribuente:

1. Esame immediato del documento

L’atto deve indicare il soggetto emittente, la motivazione, il periodo d’imposta e le violazioni contestate. Verificare la corretta intestazione e la competenza territoriale dell’ufficio. La mancanza di motivazione specifica o la mancata allegazione del PVC può costituire vizio di nullità. Controllare se l’atto è stato notificato entro i termini di decadenza (normalmente il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione, salvo raddoppi per reati o dichiarazioni omesse).

2. Richiesta di contraddittorio e invio di osservazioni

Grazie alle modifiche introdotte dal d.lgs. 219/2023, la mancanza del contraddittorio informato ed effettivo determina l’annullabilità dell’atto . Dopo il PVC il contribuente dispone di 60 giorni per presentare osservazioni e richieste di documenti. È opportuno preparare una memoria dettagliata che contestino i rilievi e documentino costi, deduzioni o operazioni erroneamente calcolate. Durante questa fase si possono anche chiedere chiarimenti sull’analisi del rischio e, se emergono errori, richiedere l’autotutela.

3. Valutazione dell’accertamento con adesione

L’accertamento con adesione consente di definire l’imposta evitando il contenzioso, ottenendo una riduzione delle sanzioni (al 50 % dell’irrogato) e la rateizzazione fino a 8 rate trimestrali. Tuttavia l’accordo non crea legittimo affidamento per gli anni successivi . Prima di aderire bisogna verificare se l’Ufficio ha predisposto una proposta equa: è possibile richiedere un pre‑contraddittorio per chiarire la quantificazione. Se si firma l’adesione, decadono i mezzi di impugnazione; se non si firma entro 15 giorni dalla data fissata per l’incontro, l’ufficio può procedere all’emissione dell’avviso.

4. Presentazione del ricorso

Se l’atto è infondato o contiene vizi, occorre presentare ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado entro 60 giorni dalla notifica. Il ricorso deve essere notificato all’Agenzia delle Entrate tramite Pec o posta e depositato telematicamente sul sistema SIGIT (obbligo previsto dal d.lgs. 220/2023). Con il ricorso si può chiedere la sospensione della riscossione. È necessario allegare la procura alle liti (ora depositabile anche in appello, grazie alla sentenza 36/2025 ) e i documenti giustificativi; la mancata produzione di documenti richiesti dall’ufficio può renderli inutilizzabili .

5. Istanza di sospensione e tutela cautelare

La notifica dell’avviso comporta l’iscrizione a ruolo delle imposte accertate dopo 30 giorni; per evitare pagamenti immediati è fondamentale chiedere la sospensione della riscossione in sede di ricorso. L’istanza deve dimostrare il danno grave e irreparabile derivante dall’esecuzione e la fondatezza delle censure. In alternativa si può richiedere la sospensione all’Agenzia delle Entrate in via amministrativa.

6. Prima udienza e tentativo di conciliazione

Durante la prima udienza il giudice può proporre la conciliazione giudiziale. La conciliazione, introdotta dalla riforma 2023, consente di definire la lite con una riduzione delle sanzioni fino al 60 %, rateizzando l’importo. È un’occasione da valutare se le irregolarità sono marginali.

7. Sentenza e eventuale appello

La Corte emette la sentenza entro pochi mesi; le sentenze sono esecutive. In caso di soccombenza si può proporre appello entro 60 giorni, depositando gli atti tramite il processo telematico. Le nuove prove sono ammesse solo se il contribuente dimostra l’impossibilità di produrle in primo grado; tuttavia per le procure e deleghe il divieto assoluto è stato dichiarato illegittimo .

Difese e strategie legali

L’impresa che riceve un accertamento deve valutare diverse opzioni difensive in relazione alla tipologia di contestazione, all’ammontare, alle prove disponibili e alla volontà di evitare il contenzioso. Di seguito le principali strategie:

Contestare i vizi formali

Gli accertamenti devono essere motivati e notificati entro i termini. Le principali cause di nullità sono:

  • Violazione del contraddittorio: l’atto emesso senza la previa richiesta di controdeduzioni è annullabile .
  • Mancata sottoscrizione da parte del dirigente competente o carenza di delega: la Cassazione ha più volte annullato avvisi sottoscritti da funzionari privi di delega valida.
  • Notifica a soggetto estinto o privo di legittimazione: l’accertamento emesso dopo la cancellazione della società è nullo .
  • Erronea individuazione del periodo d’imposta o superamento dei termini di decadenza.
  • Mancata allegazione del PVC: se l’avviso si fonda su un verbale non allegato, l’atto è privo di motivazione.

Contestare i vizi sostanziali

Oltre ai vizi formali, è possibile contestare la ricostruzione fiscale. Alcune linee difensive sono:

  • Attività d’impresa: dimostrare che le operazioni contestate non costituiscono attività abituale d’impresa ma attività occasionale. La Cassazione ha evidenziato che la qualifica di imprenditore richiede l’abitualità; tuttavia in materia tributaria si prescinde dall’organizzazione .
  • Prova dei costi: fornire documentazione a supporto dei costi contestati; se il contribuente non esibisce la documentazione in fase istruttoria, non potrà produrla in giudizio .
  • Accertamento induttivo: contestare la metodologia induttiva se l’Ufficio non dimostra l’inattendibilità della contabilità o se applica parametri non coerenti con il settore canalizzazioni.
  • Accertamento integrativo: verificare che non si tratti di una rivalutazione di elementi già noti; in tal caso l’avviso è illegittimo .
  • Sanzioni: applicare le nuove percentuali introdotte dal d.lgs. 87/2024 e verificare la possibilità di ridurre le sanzioni per ravvedimento operoso o accertamento con adesione.

Autotutela

L’istituto dell’autotutela consente all’Amministrazione di annullare o correggere un atto viziato, anche dopo la definitività. Il d.lgs. 219/2023 ha ampliato i casi in cui l’autotutela è obbligatoria . È consigliabile presentare un’istanza motivata prima di intraprendere il contenzioso quando il vizio è evidente (ad esempio un errore materiale o l’omessa considerazione di un versamento). È possibile ricorrere anche contro il diniego di autotutela .

Accertamento con adesione

La procedura consente di definire l’imposta in via amministrativa con significative riduzioni delle sanzioni. Il contribuente riceve un invito al contraddittorio e, se accetta, sottoscrive l’atto di adesione versando l’imposta maggiorata degli interessi e delle sanzioni ridotte al 50 %. L’importo può essere pagato in un’unica soluzione o rateizzato fino a 8 rate trimestrali. Se il contribuente non aderisce, l’Ufficio emette l’avviso; l’eventuale ricorso dovrà contestare anche la correttezza della proposta.

Definizione agevolata dei carichi (rottamazione)

La Rottamazione‑quater introdotta dalla legge 197/2022 permette di estinguere i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 versando solo le imposte e le somme a titolo di rimborso spese; vengono abbonate sanzioni e interessi di mora. Le rate possono arrivare a 18, con scadenze prefissate. Il decreto Milleproroghe 2025 ha riaperto i termini per la riammissione dei contribuenti decaduti, consentendo di versare le rate scadute entro il 30 aprile 2025 e di continuare il piano. Nel 2025 è stata annunciata anche una rottamazione‑quinquies per i carichi del 2023–2024, ma al momento dell’aggiornamento (dicembre 2025) la normativa è in fase di discussione parlamentare.

Transazioni fiscali e accordi di ristrutturazione

Per le imprese in crisi è possibile proporre una transazione fiscale nell’ambito di un concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione dei debiti: l’amministrazione può accettare il pagamento parziale dei crediti tributari. La procedura è regolata dal Codice della crisi (d.lgs. 14/2019) e dalla legge 3/2012 per il sovraindebitamento. L’avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi e professionista fiduciario di un OCC, può assistere l’impresa nella predisposizione del piano del consumatore, dell’accordo di ristrutturazione o della liquidazione controllata.

Composizione negoziata della crisi d’impresa

Introdotta dal d.l. 118/2021 e oggi disciplinata nel Codice della crisi, la composizione negoziata è una procedura stragiudiziale che consente all’imprenditore in difficoltà di avviare un percorso di risanamento assistito da un esperto indipendente. L’imprenditore presenta domanda sulla piattaforma istituzionale, nomina l’esperto (iscritto negli elenchi tenuti dalle camere di commercio) e avvia le trattative con i creditori. In questa sede si possono proporre accordi con l’Agenzia delle Entrate, rateazioni o riduzioni; l’esperto può chiedere misure protettive del patrimonio. L’avv. Monardo è esperto negoziatore e può rappresentare l’impresa in questo percorso, integrando gli aspetti fiscali con quelli societari e bancari.

Piani del consumatore e esdebitazione

Le procedure di sovraindebitamento consentono anche alle persone fisiche e alle micro‑imprese di uscire dalla morsa dei debiti. La legge 3/2012, integrata dal d.lgs. 14/2019, prevede il piano del consumatore, l’accordo con i creditori e la liquidazione controllata; al termine può essere concessa l’esdebitazione. Un professionista nominato dal tribunale (gestore della crisi) redige la proposta e assiste il debitore. Questo strumento è particolarmente utile quando l’imprenditore ha debiti sia fiscali sia bancari o personali.

Strumenti alternativi e vantaggi economici

Per valutare la convenienza delle soluzioni occorre considerare l’impatto economico delle sanzioni, degli interessi e delle rate. Di seguito alcuni esempi numerici.

Esempio 1 – Pagamento immediato vs. Rottamazione

Un’impresa di canalizzazioni riceve un avviso di accertamento per maggiore Iva e Ires pari a 100 000 € per l’anno 2021. Le sanzioni applicabili ammontano al 30 % (d.lgs. 471/1997) e gli interessi legali (2 % annuo) maturano per tre anni.

Calcoliamo l’importo da pagare in diverse ipotesi:

  • Pagamento immediato: l’impresa paga l’imposta (100 000 €), le sanzioni (30 000 €) e gli interessi (100 000 × 2 % × 3 anni = 6 000 €). Totale: 136 000 €.
  • Accertamento con adesione: la sanzione è ridotta al 50 %; quindi 15 000 €. Totale: 121 000 €, rateizzabile in otto rate trimestrali.
  • Rottamazione: se il carico viene affidato alla riscossione e rientra nella rottamazione, l’impresa paga solo l’imposta e una quota minima di interessi di rateazione (supponiamo il 5 % dell’imposta). Totale: 105 000 €.

Utilizziamo Python per confrontare i tre scenari.

import pandas as pd

data = {
“Scenario”: [
“Pagamento immediato”,
“Accertamento con adesione”,
“Definizione agevolata (Rottamazione)”
],
“Imposta (€)”: ,
“Sanzioni (€)”: ,
“Interessi (€)”: ,
“Totale da pagare (€)”:
}

df = pd.DataFrame(data)
df

Nell’analisi si noti che la rottamazione riduce sensibilmente l’esborso. Tuttavia l’accesso è possibile solo per i carichi affidati entro certe date e impone il rispetto delle scadenze (decadenza dal beneficio se non si pagano due rate). Per alcuni debiti recenti, l’adesione o il concordato preventivo biennale potrebbero essere più vantaggiosi.

Esempio 2 – Rateizzazione ordinaria vs. Piano del consumatore

Supponiamo che la stessa impresa non possa accedere alla rottamazione e richieda una rateizzazione ordinaria di un importo complessivo di 136 000 € (imposta + sanzioni + interessi). L’Agente della riscossione concede un piano di 72 rate mensili con interesse di rateazione al 4 %. Il pagamento mensile si calcola applicando la formula dell’ammortamento a rate costanti.

Per confrontare la rateizzazione con un piano del consumatore (che prevede il pagamento parziale dei debiti in funzione della capacità reddituale e l’esdebitazione del residuo), ipotizziamo che il piano preveda il pagamento di 60 000 € in 60 rate mensili. Di seguito l’elaborazione.

import numpy as np
import pandas as pd

principal = 136000
rate = 0.04/12 # tasso mensile
n = 72 # numero rate

mensile = np.pmt(rate, n, -principal)
total_paid = mensile * n

piano_consumer = 60000
n_consumer = 60
mensile_consumer = piano_consumer / n_consumer

data2 = {
“Piano”: [“Rateizzazione ordinaria”, “Piano del consumatore”],
“Importo complessivo (€)”: [round(total_paid, 2), 60000],
“Numero rate”: ,
“Importo rata mensile (€)”: [round(mensile, 2), round(mensile_consumer, 2)]
}

df2 = pd.DataFrame(data2)
df2

La rateizzazione ordinaria comporta un esborso complessivo maggiore (circa 150 000 €) a causa degli interessi; il piano del consumatore, se ottenuto, permette di ridurre l’esposizione e ottenere l’esdebitazione del residuo. Tuttavia è necessario dimostrare lo stato di sovraindebitamento e la non imputabilità della crisi.

Tabelle riepilogative

Per aiutare il lettore a orientarsi tra le norme e le scadenze, di seguito alcune tabelle di sintesi.

Principali norme sull’accertamento

NormaOggettoNovità/Principi chiave
d.P.R. 600/1973Accertamento delle imposte sui redditi, presunzioni bancarie e induttiveL’art. 32 consente all’Ufficio di chiedere dati; la documentazione non prodotta non può essere usata in giudizio . L’art. 39 permette l’accertamento induttivo; l’art. 43 ammette l’accertamento integrativo solo con elementi nuovi .
d.P.R. 633/1972IVAL’art. 51 consente di ricostruire operazioni imponibili; l’art. 54 disciplina l’accertamento d’ufficio; l’art. 56 prevede l’accertamento integrativo.
d.lgs. 218/1997Accertamento con adesioneDefinizione agevolata con riduzione delle sanzioni; l’art. 2, comma 4 vieta un secondo accertamento basato su fatti già conosciuti .
Legge 212/2000 e d.lgs. 219/2023Statuto del contribuenteContraddittorio obbligatorio per tutti gli atti ; ampliamento dell’autotutela obbligatoria ; istituzione del Garante .
d.lgs. 13/2024Accertamento e concordato preventivo biennaleRafforza la partecipazione del contribuente, introduce l’analisi del rischio e la cooperazione internazionale , e istituisce il concordato preventivo biennale .
d.lgs. 87/2024Sistema sanzionatorioRiduzione delle sanzioni amministrative, distinzione tra crediti inesistenti e non spettanti , cause di non punibilità per omessi versamenti .
d.lgs. 110/2024RiscossionePianificazione annuale e discarico automatico ; riaffidamento dei carichi .
d.lgs. 220/2023Contenzioso tributarioProcesso telematico, sentenza semplificata, facoltà di ricorso contro il diniego di autotutela .
d.lgs. 1/2024Semplificazione adempimentiDichiarazioni semplificate, ampliamento della precompilata e rimodulazione del calendario fiscale ; aggiornamento degli ISA .
d.lgs. 221/2023Adempimento collaborativoCertificazione tributaria, contraddittorio generalizzato, esonero da sanzioni per chi comunica i rischi .
d.lgs. 175/2024Testo unico giustizia tributariaRiordino del processo tributario, introduzione del giudice monocratico e immediata esecutività delle sentenze .

Scadenze e termini principali

FaseTermineRiferimento normativo
Presentazione delle osservazioni al PVC60 giorni dalla notificaArt. 12, comma 7, legge 212/2000 (modificato)
Notifica del ricorso60 giorni dalla notifica dell’avvisoArt. 21, d.lgs. 546/1992
Deposito telematico del ricorsoEntro 30 giorni dalla notificaArt. 22, d.lgs. 546/1992
Proposta di accertamento con adesioneEntro 15 giorni dall’invitoArt. 6, d.lgs. 218/1997
Ratazione dell’adesioneFino a 8 rate trimestraliArt. 8, d.lgs. 218/1997
Rottamazione‑quater (riapertura 2025)Versamento delle rate scadute entro 30 aprile 2025Legge di Bilancio 2023 e decreto Milleproroghe
Discarico automatico dei carichi5 anni dal carico affidatod.lgs. 110/2024

Domande frequenti (FAQ)

1. Che cos’è un avviso di accertamento e quando arriva?

L’avviso di accertamento è l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate determina maggiori imposte e sanzioni nei confronti del contribuente. Viene emesso dopo verifiche in azienda o dopo controlli documentali e deve essere notificato entro i termini di decadenza (normalmente il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione).

2. È obbligatorio il contraddittorio prima dell’avviso?

Sì. Il d.lgs. 219/2023 ha reso obbligatorio il contraddittorio preventivo per tutti gli atti impugnabili . Se l’Ufficio non invita il contribuente al contraddittorio o non risponde alle osservazioni, l’avviso è annullabile.

3. Cosa succede se la società è stata cancellata prima dell’avviso?

L’avviso notificato a una società estinta è nullo perché la società non ha capacità processuale; gli ex soci non possono essere automaticamente responsabili . In questi casi occorre eccepire la nullità.

4. Posso produrre documenti in giudizio se non li ho consegnati all’ufficio?

No. La Corte costituzionale ha confermato che i documenti richiesti e non presentati in fase amministrativa sono inutilizzabili in giudizio . È quindi essenziale fornire tutta la documentazione richiesta dall’Ufficio durante il controllo.

5. Cos’è l’accertamento con adesione e quali vantaggi offre?

È un accordo con l’amministrazione che consente di definire l’imposta senza contenzioso. Il contribuente paga l’imposta, gli interessi e le sanzioni ridotte al 50 % e può rateizzare l’importo. L’accordo non vincola l’Ufficio per gli anni successivi .

6. L’amministrazione può emettere un secondo avviso per lo stesso anno?

Solo se emergono nuovi elementi. La Cassazione ha stabilito che un accertamento integrativo basato su fatti già noti è illegittimo .

7. Quali sono le principali sanzioni tributarie?

Le sanzioni dipendono dal tipo di violazione. Per omessa o infedele dichiarazione l’importo varia dal 90 % al 180 % dell’imposta; per errori formali le sanzioni sono fisse. Il d.lgs. 87/2024 ha ridotto l’afflittività e introdotto un sistema più proporzionato .

8. Posso rateizzare le somme dovute dopo l’avviso?

Sì. È possibile richiedere il pagamento rateale sia in sede di adesione (fino a 8 rate) sia in sede di riscossione (fino a 72 rate mensili o 120 in casi di comprovata difficoltà). La rateizzazione comporta interessi.

9. Che cos’è il concordato preventivo biennale?

È uno strumento introdotto dal d.lgs. 13/2024 che consente a imprese minori e professionisti di concordare preventivamente il reddito del biennio successivo con l’Agenzia delle Entrate . Accettando il reddito proposto, il contribuente ottiene certezza fiscale e benefici premiali.

10. Che differenza c’è tra ravvedimento operoso e accertamento con adesione?

Il ravvedimento operoso è un’autodenuncia con cui il contribuente corregge spontaneamente errori o omissioni prima che l’Agenzia notifichi l’avviso, pagando sanzioni ridotte proporzionalmente al ritardo. L’adesione interviene dopo la notifica di un invito o di un avviso e consente una riduzione delle sanzioni del 50 %.

11. È possibile ottenere la sospensione della riscossione?

Sì. Con il ricorso si può chiedere alla Corte la sospensione dell’atto; occorre dimostrare il danno grave e la fondatezza del ricorso. È possibile chiedere la sospensione in via amministrativa all’Agenzia delle Entrate.

12. Cosa sono le misure cautelari (fermo, ipoteca, pignoramento)?

Sono atti con cui l’Agente della riscossione garantisce il credito. Il fermo amministrativo riguarda i veicoli, l’ipoteca grava sugli immobili e il pignoramento colpisce beni mobili e crediti. Possono essere evitati impugnando tempestivamente le cartelle e chiedendo la sospensione.

13. Come funziona l’autotutela?

È un istituto che permette all’amministrazione di correggere o annullare un atto viziato. Con il d.lgs. 219/2023 alcune ipotesi di autotutela sono obbligatorie . Il contribuente può presentare istanza motivata all’ufficio.

14. Cosa prevede il regime di adempimento collaborativo?

Il d.lgs. 221/2023 potenzia l’adempimento collaborativo, basato su dialogo continuo e certezza preventiva. Le imprese possono adottare un Tax Control Framework certificato da professionisti e ottenere l’esonero dalle sanzioni per rischi fiscali comunicati tempestivamente .

15. Quando conviene ricorrere alla composizione negoziata della crisi?

Quando l’impresa è in squilibrio finanziario ma ancora recuperabile. La composizione negoziata permette di trattare con i creditori sotto la guida di un esperto e di ottenere misure protettive. È utile per ristrutturare il debito fiscale assieme a quelli bancari.

16. Il giudice può pronunciare una sentenza in forma semplificata?

Sì. Il d.lgs. 220/2023 prevede che, nei casi di manifesta fondatezza o infondatezza, la Corte possa decidere con sentenza semplificata , indicando solo il punto di diritto decisivo.

17. Che cos’è il discarico automatico dei carichi e quali effetti ha?

È la procedura prevista dal d.lgs. 110/2024 secondo la quale le quote affidate all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione e non riscosse entro il quinto anno sono discaricate . Ciò significa che il carico viene eliminato dall’affidamento e l’Agente non può più procedere, salvo riaffidamento in caso di nuovi elementi.

18. È possibile impugnare il diniego di autotutela?

Sì. Il d.lgs. 220/2023 riconosce al contribuente la facoltà di ricorrere contro il rifiuto espresso o tacito dell’istanza di autotutela .

19. Cosa succede se non pago due rate della rottamazione?

La decadenza dal beneficio comporta il ripristino del debito originario, con aggiunta di sanzioni e interessi. È quindi essenziale rispettare le scadenze.

20. Posso delegare un professionista all’intero iter?

Sì. È consigliabile affidarsi a un avvocato o commercialista esperto. Grazie alla sentenza 36/2025 della Corte costituzionale, la procura o delega può essere depositata anche in appello .

Errori comuni da evitare

  1. Ignorare gli avvisi: non leggere il PVC o l’avviso, o non rispondere alle richieste, porta alla perdita del diritto di contestare. Il mancato deposito di documenti richiesti preclude l’uso in giudizio .
  2. Perdere i termini: i 60 giorni per ricorrere decorrono dalla notifica dell’avviso; è essenziale monitorare le scadenze.
  3. Presentare memorie generiche: le osservazioni devono essere circostanziate e documentate; la mancanza di prova dei costi rende più difficile la difesa.
  4. Affidarsi a consulenti non specializzati: il contenzioso tributario richiede competenze specifiche in diritto tributario e processuale.
  5. Trascurare le soluzioni stragiudiziali: accertamento con adesione, definizione agevolata, autotutela e conciliazione possono ridurre notevolmente gli importi.
  6. Sottovalutare la crisi finanziaria: se l’impresa è in difficoltà è opportuno valutare subito la composizione negoziata o le procedure di sovraindebitamento per evitare l’accumularsi di sanzioni.

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Conclusioni

L’accertamento fiscale può avere conseguenze devastanti per un’impresa di canalizzazioni se non viene gestito con tempestività e competenza. Le riforme del 2023–2025 hanno rafforzato i diritti del contribuente e introdotto strumenti nuovi (contraddittorio obbligatorio, autotutela ampliata, concordato preventivo biennale, adempimento collaborativo), ma hanno anche reso più complesso il quadro normativo. La giurisprudenza recente impone attenzione al rispetto dei termini, alla motivazione degli atti e al corretto esercizio del potere di accertamento, sanzionando le omissioni dell’amministrazione ma anche le negligenze del contribuente .

Per difendersi efficacemente occorre:

  • analizzare immediatamente l’atto e attivare il contraddittorio;
  • verificare i vizi di forma e di sostanza;
  • raccogliere la documentazione e rispondere alle richieste dell’ufficio;
  • valutare la convenienza dell’adesione, della rottamazione o della transazione;
  • presentare ricorso entro i termini, chiedendo la sospensione;
  • considerare le procedure di composizione della crisi se l’impresa è in difficoltà.

L’avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti vantano una consolidata esperienza in diritto tributario, bancario e nella gestione della crisi d’impresa. In qualità di cassazionista, gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto presso il Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un OCC ed esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, l’avv. Monardo può assistere l’impresa in ogni fase: dalla verifica preliminare dell’atto alla redazione del ricorso, dalla negoziazione con l’Agenzia delle Entrate alla predisposizione di piani di rientro e di esdebitazione, fino alla difesa in Cassazione.

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