Accertamento fiscale a un’impresa di bonifica amianto: come difendersi subito e bene

Introduzione

Gli interventi di bonifica dell’amianto rivestono un’importanza vitale per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Le imprese che operano in questo settore devono rispettare numerose norme ambientali, lavoristiche e fiscali. Tra le criticità maggiormente ricorrenti vi è l’accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza. Un avviso di accertamento può derivare da un controllo sulla dichiarazione dei redditi, da un accesso presso la sede aziendale, da indagini finanziarie o da elementi acquisiti in sede di ispezione ambientale. Per le aziende specializzate in bonifica amianto, già gravate da investimenti elevati (per la formazione del personale, l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e lo smaltimento di rifiuti pericolosi), un accertamento fiscale inatteso può compromettere la continuità aziendale.

La normativa tributaria italiana è estremamente complessa e richiede tempestività e competenza per evitare sanzioni e interessi. Errori formali – come la mancata firma del dirigente, l’assenza di motivazione o il mancato contraddittorio – possono rendere nullo l’atto; altre irregolarità, se non eccepite, divengono definitive. È quindi fondamentale conoscere i termini per ricorrere, i diritti del contribuente e gli strumenti di difesa. In questo articolo affronteremo, in un’ottica giuridico‐divulgativa, tutti gli aspetti connessi agli accertamenti fiscali per un’impresa di bonifica amianto: dalle norme di riferimento alle strategie per impugnare o definire il debito, dalle soluzioni agevolate (rottamazioni e definizioni) ai piani di sovraindebitamento.

Chi può aiutarvi subito

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista e professionista con anni di esperienza, guida un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti che opera a livello nazionale nel diritto bancario e tributario. È Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia (L. 3/2012), professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Lo studio coordina professionisti esperti che offrono assistenza completa: dall’analisi dell’atto all’impugnazione in Commissione Tributaria (oggi Corte di Giustizia Tributaria), dalla richiesta di sospensione all’accertamento con adesione, dalla negoziazione di piani di rientro alle procedure di sovraindebitamento. La loro missione è difendere il contribuente con strumenti concreti e tempestivi.

L’introduzione non sarebbe completa senza un invito all’azione: contattate immediatamente l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo attraverso i recapiti indicati in fondo a questo articolo per ottenere una valutazione legale personalizzata. Un intervento rapido può fare la differenza fra la conservazione dei beni aziendali e l’avvio di procedure esecutive come pignoramenti, ipoteche o fermi amministrativi.

1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Norme fondamentali sull’accertamento

Gli accertamenti fiscali sono disciplinati da diverse fonti normative, tra le quali spiccano:

  • D.P.R. 600/1973 – Disposizioni sull’accertamento delle imposte sui redditi. L’articolo 32 attribuisce agli uffici tributari poteri d’indagine: possono invitare i contribuenti a comparire, richiedere l’esibizione di documenti e ottenere dai soggetti finanziari dati sulle operazioni bancarie . La stessa disposizione stabilisce che prelevamenti o versamenti superiori a 1.000 € giornalieri o 5.000 € mensili non giustificati costituiscono presunzione di ricavi o compensi ; spetta al contribuente dimostrare la non imponibilità di tali somme. L’articolo 33 richiama le regole dell’art. 52 del D.P.R. 633/1972 e consente agli uffici di disporre accessi presso enti pubblici o operatori finanziari per acquisire direttamente dati e notizie . Inoltre, prevede che la Guardia di Finanza coopera con gli uffici e può acquisire elementi utili secondo le stesse norme .
  • D.P.R. 633/1972 – IVA. L’articolo 52 disciplina l’accesso nei locali destinati all’esercizio di attività industriali o professionali: gli operatori del fisco devono avere un’autorizzazione scritta del capo dell’ufficio indicante lo scopo ; gli accessi in locali adibiti anche ad abitazione necessitano dell’autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Il verbale di verifica deve essere sottoscritto anche dal contribuente e questi ha diritto a una copia . Il rifiuto di esibire libri o documenti non può essere invocato a favore del contribuente .
  • Legge 212/2000 – Statuto dei diritti del contribuente. L’articolo 7 impone che gli atti dell’amministrazione finanziaria siano motivati e indichino le ragioni di fatto e di diritto; se richiamano un altro atto, quest’ultimo deve essere allegato . Gli atti devono indicare l’ufficio presso il quale ottenere informazioni, il responsabile del procedimento e le modalità di impugnazione . L’articolo 12 tutela i diritti del contribuente durante accessi e verifiche: l’ispezione deve avvenire in orari ordinari di lavoro, nel rispetto dell’attività aziendale; il contribuente ha diritto di essere assistito da un professionista e di presentare osservazioni entro 60 giorni prima che l’amministrazione possa emettere l’atto .
  • Articolo 6‑bis dello Statuto (introdotto dal D.Lgs. 219/2023). Ha introdotto il principio del contraddittorio informato ed effettivo: salvo gli atti automatizzati e quelli individuati da un decreto ministeriale, tutti gli atti autonomamente impugnabili devono essere preceduti da un contraddittorio, a pena di annullabilità . L’amministrazione deve inviare lo schema di atto al contribuente, assegnando un termine non inferiore a 60 giorni per formulare controdeduzioni e visionare il fascicolo . Il termine di decadenza per l’emissione dell’atto è prorogato di 120 giorni se necessario . Il contraddittorio si conclude con un atto motivato che tenga conto delle osservazioni del contribuente . Un decreto del MEF del 24 aprile 2024 ha individuato gli atti esclusi: quelli automatizzati, quelli “di pronta liquidazione” e i controlli formali delle dichiarazioni .
  • Articolo 7‑bis e 7‑ter (introdotti dallo stesso D.Lgs. 219/2023) disciplinano l’annullabilità e la nullità degli atti fiscali: gli atti sono annullabili per violazione di legge o del procedimento ; sono nulli in caso di difetto assoluto di attribuzione, violazione del giudicato o altri vizi di nullità .
  • Articolo 42 del D.P.R. 600/1973 – Avviso di accertamento. Prevede che il provvedimento rettificativo o di accertamento sia notificato mediante un avviso firmato dal capo dell’ufficio o da un delegato . L’avviso deve indicare la base imponibile, l’imposta, le aliquote e deve essere motivato, illustrando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche; il mancato rispetto comporta nullità. Il contribuente può chiedere l’imputazione di perdite pregresse; la mancanza di firma o motivazione comporta la nullità dell’atto .
  • D.Lgs. 218/1997 – Accertamento con adesione. Disciplina la possibilità di definire l’accertamento in via concordata: dopo la comunicazione dell’avviso, il contribuente può presentare istanza di adesione entro 15 giorni (o entro 30 giorni dalla notifica dello schema di accertamento) e ottenere la sospensione dei termini di impugnazione e del pagamento per 90 giorni . La procedura consente la riduzione delle sanzioni e la rateizzazione.
  • D.Lgs. 546/1992 – Contenzioso tributario. L’articolo 21 fissa in 60 giorni dalla notifica dell’atto il termine per proporre ricorso . L’articolo 47, recentemente modificato, consente al contribuente che subisca un danno grave e irreparabile di chiedere la sospensione dell’atto alla Corte di Giustizia Tributaria; il presidente fissa l’udienza entro 30 giorni e in casi urgenti può disporre la sospensione con decreto . La sospensione può essere parziale e subordinata alla prestazione di garanzia, esclusa per i contribuenti con alto punteggio di affidabilità fiscale . Gli effetti cessano con la sentenza .
  • Legge 3/2012 e Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019). Offrono soluzioni per i soggetti sovraindebitati (piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, liquidazione controllata, esdebitazione del debitore incapiente). Il nuovo codice, riformato nel 2022 e nel 2024, prevede che il debitore meritevole possa ottenere la esdebitazione al termine della procedura o dopo tre anni ; i debitori incapienti possono ottenere l’esdebitazione anche se non hanno beni . Gli articoli 283 e 283‑bis riformati stabiliscono la possibilità di ottenere la cancellazione delle passività anche quando non sussistono utilità per i creditori, con l’obbligo di segnalare eventuali sopravvenienze nei tre anni successivi .

1.2 Cassazione e giurisprudenza recente

L’orientamento dei giudici è fondamentale per comprendere quali vizi possono determinare la nullità dell’accertamento.

  1. Nullità dell’avviso notificato a società cancellata. La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 23939 del 27/08/2025, ha stabilito che l’accertamento emesso nei confronti di una società già cancellata dal registro delle imprese è nullo. La cancellazione determina l’estinzione del soggetto e l’impossibilità di notificare validamente atti tributari .
  2. Firma del capo dell’ufficio o del delegato. In tema di invalidità dell’avviso, l’ordinanza n. 27688 del 25/10/2024 ha ribadito che l’accertamento deve essere sottoscritto dal capo dell’ufficio o da un funzionario appositamente delegato; non occorre che la delega sia conferita a un dirigente, ma la sua mancanza comporta nullità .
  3. Ispezioni senza valida autorizzazione. Dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) Italgomme S.r.l. contro Italia del 6 febbraio 2025, la Cassazione ha affermato che per gli accessi presso luoghi adibiti anche ad abitazione è necessaria l’autorizzazione motivata dell’autorità giudiziaria e la sua richiesta deve essere allegata. L’ordinanza n. 25049 dell’11/09/2025 stabilisce che il giudice tributario deve verificare l’esistenza di indizi gravi di violazioni fiscali e che l’autorizzazione del pubblico ministero sia motivata; la mancata produzione della richiesta di autorizzazione comporta la nullità dell’atto . Questa decisione recepisce i principi enunciati dalla Corte EDU: l’accesso domiciliare senza adeguate garanzie viola l’art. 8 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo .
  4. Poteri della Guardia di Finanza. Un’analisi pubblicata su Blast (2025) evidenzia come l’interpretazione della Cassazione (sentenze 26751/2022 e 17525/2019) richieda che anche la Guardia di Finanza disponga di autorizzazione scritta per gli accessi, perché l’art. 63 del D.P.R. 633/1972 prevede che la GdF cooperi con l’Agenzia delle Entrate nel rispetto degli articoli 51 e 52 dello stesso decreto .
  5. Prova di resistenza e contraddittorio. Le sezioni unite della Cassazione hanno chiarito che la violazione dell’obbligo di contraddittorio comporta l’annullamento dell’atto se il contribuente dimostra che la partecipazione avrebbe potuto influire sulla decisione (c.d. prova di resistenza). Con l’introduzione dell’art. 6‑bis, il contraddittorio preventivo diventa la regola generale per tutti gli atti impugnabili; l’assenza di contraddittorio è sanabile solo per gli atti automatizzati o di pronta liquidazione .

2. Procedura passo per passo dopo la notifica dell’avviso di accertamento

2.1 Fase di ricezione e verifica dell’atto

Quando l’impresa riceve un avviso di accertamento relativo alle imposte dirette o all’IVA, è essenziale agire immediatamente:

  1. Verificare il destinatario e la data. L’avviso deve essere notificato all’impresa presso la sede legale o il domicilio fiscale e deve riportare la data di notifica. Se la società è stata cancellata o trasformata, occorre verificare la legittimazione del destinatario.
  2. Controllare la firma. L’avviso deve essere sottoscritto dal capo dell’ufficio o da un delegato. In mancanza della firma o della delega valida, l’atto è nullo . È opportuno chiedere all’ufficio copia della delega.
  3. Esaminare la motivazione. L’atto deve indicare i presupposti di fatto e di diritto, le operazioni contestate, le norme applicate e le prove raccolte. Se richiama altri atti (verbali di constatazione, richieste bancarie), questi devono essere allegati . In caso di mancata motivazione, il ricorso avrà buone possibilità di successo.
  4. Valutare la presenza del contraddittorio. Dal 18 gennaio 2024 tutti gli atti impugnabili devono essere preceduti da un contraddittorio: se l’avviso arriva senza la precedente comunicazione dello “schema di atto”, occorre verificare se rientra tra gli atti esclusi dal decreto 24 aprile 2024 (controlli automatizzati, liquidazioni, controlli formali) . In caso contrario, l’atto è annullabile .
  5. Calcolare il termine per l’impugnazione. Dalla data di notifica decorre un termine di 60 giorni per depositare il ricorso presso la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado . Per gli avvisi notificati via PEC, il termine decorre dalla data di ricezione. Attenzione: se si richiede l’accertamento con adesione, il termine di impugnazione è sospeso per 90 giorni .
  6. Richiedere documenti e fascicolo. Il contribuente ha diritto ad accedere agli atti istruttori: verbali di constatazione, segnalazioni, richieste bancarie. La richiesta deve essere inoltrata tempestivamente per esaminare le prove e formulare controdeduzioni.

2.2 Difesa in sede amministrativa: contraddittorio e adesione

Contraddittorio preventivo. Quando ricevete la comunicazione dello schema di atto (c.d. invito al contraddittorio), l’amministrazione deve concedere almeno 60 giorni per inviare memorie o per richiedere un incontro . È fondamentale partecipare attivamente: presentate osservazioni tecniche, producendo documenti che dimostrino la correttezza del vostro operato (es. contratti, fatture, relazioni di smaltimento amianto, licenze edilizie). L’amministrazione ha l’obbligo di motivare le ragioni per cui non accoglie le vostre osservazioni .

Accertamento con adesione (D.Lgs. 218/1997). Dopo aver ricevuto il verbale di constatazione o la comunicazione di irregolarità, potete presentare un’istanza di adesione entro 15 giorni (o 30 giorni se si tratta dello schema di atto). La procedura sospende il termine per impugnare e consente di concordare la base imponibile con riduzione delle sanzioni. La sanzione si riduce a un terzo e l’importo può essere rateizzato. Per le imprese di bonifica amianto, l’adesione consente di ottenere un piano di pagamento sostenibile senza contenzioso.

2.3 Ricorso in Commissione Tributaria

Se il contraddittorio non porta a un esito favorevole o l’ufficio emette direttamente l’avviso, bisogna predisporre il ricorso. È consigliabile affidarsi a un professionista per elaborare una strategia efficace. Il ricorso deve contenere:

  1. Indicazione del giudice competente. Con la riforma del contenzioso, le Commissioni Tributarie sono diventate “Corti di Giustizia Tributaria di primo grado” e “di secondo grado” .
  2. Generalità del ricorrente e dell’atto impugnato. Indicare la data di notifica, il numero dell’avviso e l’imposta contestata.
  3. Motivi di ricorso. Eccepire la nullità per mancata firma, incompetenza del funzionario, difetto di motivazione, violazione del contraddittorio, prescrizione, errori di calcolo, illegittima ripresa a tassazione di contributi per bonifica amianto (es. costi inerenti e deducibili), mancata concessione del credito d’imposta amianto (50 % delle spese sostenute per rimozione amianto, disciplinato dal decreto 15 giugno 2016 ). È opportuno allegare tutta la documentazione probatoria.
  4. Istanza di sospensione. Se la riscossione immediata dell’imposta comporta un danno grave e irreparabile (es. pignoramento di conti aziendali, fermo dei mezzi utilizzati per i cantieri), è possibile chiedere la sospensione ai sensi dell’articolo 47 del D.Lgs. 546/1992. L’istanza può essere presentata contestualmente al ricorso o con atto separato e deve essere motivata. Il presidente fissa l’udienza entro 30 giorni e il collegio decide con ordinanza motivata . La sospensione può essere parziale e subordinata alla prestazione di garanzia, ma i contribuenti con bollino di affidabilità fiscale (punteggio ≥ 9 negli ultimi tre periodi d’imposta) sono esonerati . In caso di mutamento delle circostanze, la sospensione può essere revocata .
  5. Deposito e notifica. Il ricorso deve essere notificato all’ente impositore tramite PEC e depositato nel portale telematico del contenzioso. È possibile depositare documenti integrativi e memorie fino alla data di trattazione.
  6. Fasi successive. Se il ricorso è accolto, l’accertamento è annullato. Se è respinto, si può proporre appello entro 60 giorni dalla notifica della sentenza. In ogni caso, è possibile valutare la definizione agevolata delle controversie pendenti, qualora prevista da provvedimenti legislativi (rottamazione liti pendenti).

2.4 Riscossione e contenzioso con l’Agente della Riscossione

Dopo la notifica dell’avviso, se non si propone ricorso o se il ricorso è respinto, l’imposta viene iscritta a ruolo e affidata all’Agente della Riscossione. Questo può emettere cartelle di pagamento, pignoramenti, ipoteche o fermi amministrativi. L’impresa di bonifica amianto dovrà:

  1. Verificare la correttezza della cartella (importi, riferimenti, data di notifica). Le cartelle notificate oltre i termini decadenziali sono impugnabili.
  2. Valutare la definizione agevolata (rottamazione). Nei paragrafi successivi analizziamo le misure in vigore (rottamazione quater e quinquies).
  3. Presentare istanza di rateazione per evitare l’espropriazione. La legge consente fino a 72 rate mensili; per debiti superiori a 120.000 € può essere richiesta una garanzia.
  4. Opporsi alle misure cautelari (ipoteca, fermo) dimostrando la sproporzione della garanzia rispetto al credito, specie quando l’impresa ha già presentato ricorso e attende la decisione.

3. Difese e strategie legali

3.1 Vizi formali e sostanziali dell’accertamento

Per annullare o ridurre l’avviso di accertamento è necessario individuare i vizi formali (che ne comportano l’annullabilità o la nullità) e le questioni sostanziali (relative al merito). Tra i principali vizi:

  1. Mancanza di firma o delega. Come chiarito dalla Cassazione, la mancata sottoscrizione da parte del capo dell’ufficio o di un delegato rende nullo l’avviso . Occorre verificare che la delega sia valida e antecedente alla data dell’atto.
  2. Incompetenza dell’organo. L’avviso emesso da un ufficio territorialmente incompetente è nullo. Ad esempio, se la sede legale è stata trasferita e l’atto è stato emesso dall’ufficio precedente, occorre sollevare l’eccezione.
  3. Mancanza di motivazione. L’atto deve illustrare i presupposti di fatto e le norme applicate. La motivazione per relationem è ammessa solo se l’atto richiamato è allegato e se l’avviso indica le ragioni per cui il contenuto è fondato .
  4. Violazione del contraddittorio. L’art. 6‑bis impone il contraddittorio informato, salvo per gli atti automatizzati. Se l’amministrazione non ha inviato lo schema di atto o non ha concesso i 60 giorni, l’accertamento è annullabile . Anche il verbale di constatazione deve essere fornito e il contribuente ha 60 giorni per presentare osservazioni . La mancata presa in considerazione delle controdeduzioni legittima l’annullamento.
  5. Violazione delle garanzie durante l’ispezione. In assenza di autorizzazione scritta o se l’accesso avviene in orari non consentiti, il verbale è inutilizzabile . L’ordinanza 25049/2025 richiede che l’autorizzazione del PM sia adeguatamente motivata e prodotta .
  6. Decadenza. Il fisco deve notificare l’avviso entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della dichiarazione (ottavo anno in caso di omessa dichiarazione). La proroga di 120 giorni per il contraddittorio deve essere conteggiata .

3.2 Contestazioni sul merito

Oltre ai vizi formali, è possibile contestare il merito dell’accertamento dimostrando l’infondatezza delle riprese a tassazione. Per le imprese di bonifica amianto, le contestazioni tipiche riguardano:

  1. Indebita ripresa di costi deducibili. Le spese per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, compresi i lavori di incapsulamento e confinamento, sono deducibili e possono dare diritto al credito d’imposta amianto (50 % delle spese ammissibili, con tetto di 400.000 € per impresa) . Occorre dimostrare che i costi contestati sono inerenti e supportati da fatture e relazioni tecniche.
  2. Presunzioni sui prelevamenti e versamenti. L’articolo 32 del D.P.R. 600/1973 presume che prelevamenti o versamenti non giustificati costituiscano ricavi; tuttavia il contribuente può fornire prova contraria, ad esempio dimostrando che i prelievi sono stati utilizzati per spese aziendali documentate (acquisto di DPI, pagamenti a subappaltatori) o che provengono da finanziamenti dei soci. La giurisprudenza riconosce l’inapplicabilità delle presunzioni ai professionisti per i prelevamenti sui conti dei soci, salvo ristretta compagine .
  3. Errata ricostruzione dei ricavi. In presenza di contabilità regolare, l’ufficio deve motivare le ragioni della rettifica. L’uso di indagini finanziarie richiede l’autorizzazione e la comunicazione dei dati raccolti . L’impresa può esibire contratti, registri di carico e scarico del materiale, documenti di cantiere e autorizzazioni ambientali per dimostrare l’esattezza dei ricavi dichiarati.
  4. Prescrizione delle sanzioni. Le sanzioni amministrative si prescrivono in cinque anni; se la cartella è emessa oltre tale termine, è impugnabile. Inoltre, le sanzioni comminate per violazioni formali possono essere ridotte o annullate in sede di ricorso.
  5. Applicazione di interessi e aggio. Gli interessi devono essere calcolati indicando la norma di riferimento, la base di calcolo e il periodo . La mancanza di tali indicazioni viola l’art. 7 dello Statuto e comporta l’annullamento della cartella.

3.3 Strategie difensive avanzate

  1. Sospensione cautelare dell’atto. Presentare immediatamente un’istanza di sospensione ai sensi dell’art. 47 consente di bloccare la riscossione sino alla decisione. Occorre dimostrare il danno grave (es. impossibilità di pagare salari o sospensione dei cantieri) e l’infondatezza dell’atto. La sospensione può evitare pignoramenti e fermo dei macchinari.
  2. Accertamento con adesione e definizione agevolata. Avviare la procedura di adesione consente di ridurre le sanzioni a un terzo e, in alcuni casi, di rateizzare in 8 rate trimestrali. Per i periodi ancora aperti, valutare la definizione agevolata (vedi capitolo 4).
  3. Autotutela amministrativa. Se emergono errori evidenti (sovrapposizione di anni di imposta, doppia imposizione), si può chiedere all’ufficio l’annullamento in autotutela. L’amministrazione ha l’obbligo di rispondere motivando l’eventuale rigetto.
  4. Transazione fiscale e piani di crisi. In presenza di debiti tributari elevati, si può ricorrere alla transazione fiscale nell’ambito di un concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione dei debiti. La transazione consente di tagliare il debito con l’erario in proporzione alla disponibilità dell’impresa, previa autorizzazione del tribunale.
  5. Utilizzo del credito d’imposta amianto. Verificare se le spese sostenute per la bonifica rientrano fra quelle ammissibili (rimozione dell’amianto da coperture, tubazioni, cassoni; costi di smaltimento; spese professionali fino al 10 % e massimo 10.000 €). Il credito, pari al 50 % delle spese, deve essere utilizzato in tre quote annuali e non è cumulabile con altri incentivi . Dimostrare l’avvenuto utilizzo del credito può ridurre la base imponibile contestata.
  6. Proteggere il patrimonio personale. Le società di bonifica amianto sono spesso società di capitali; tuttavia, i soci e gli amministratori possono essere chiamati a rispondere in caso di irregolarità. È importante segregare il patrimonio aziendale, limitare le garanzie personali e utilizzare strumenti come i trust o il patrimonio destinato per proteggere i beni.

4. Strumenti alternativi per la gestione del debito fiscale

4.1 Definizioni agevolate e rottamazioni

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto varie misure di definizione agevolata dei debiti tributari affidati all’Agente della riscossione. Per le imprese di bonifica amianto queste misure possono rappresentare un’opportunità per chiudere contenziosi a condizioni favorevoli.

Rottamazione quater (2023–2025)

La rottamazione quater, prevista dalla legge di bilancio 2023 e prorogata più volte, consente di estinguere i debiti affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022 pagando solo l’imposta e le spese di riscossione, senza interessi e sanzioni. In seguito al decreto Milleproroghe approvato il 20 febbraio 2025, è stata riaperta la possibilità di rientrare nella rottamazione per chi non aveva pagato le rate entro il 31 dicembre 2024. La domanda di riammissione deve essere presentata entro il 30 aprile 2025 . Una volta inviata l’istanza, l’Agenzia delle Entrate Riscossione comunica l’importo da pagare e il calendario delle rate . Si può scegliere il pagamento in un’unica soluzione (scadenza 31 ottobre 2023) oppure in un massimo di 18 rate: due nel 2023 e le restanti trimestralmente dal 2024, con interessi al 2 % annuo . Gli importi devono essere versati entro cinque giorni dalla scadenza; in caso contrario si perde il beneficio.

Rottamazione quater – riammissione

I contribuenti che non hanno pagato le rate della rottamazione entro il 31 dicembre 2024 possono chiedere la riammissione entro il 30 aprile 2025. La riammissione vale solo per i debiti già inclusi nella precedente domanda . La normativa ha previsto proroghe per le zone alluvionate (D.L. 61/2023) e ulteriori rinvii con la legge n. 18/2024 e il D.Lgs. 108/2024 .

Rottamazione quinquies (proposta 2025–2026)

La bozza di legge di bilancio 2026 ipotizza una nuova rottamazione quinquies. Secondo l’analisi di FiscoeTasse, la misura consentirebbe di definire i debiti affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 pagando solo l’imposta e le spese di notifica, con la possibilità di versare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali (con interessi al 4 % annuo a partire dal 1° agosto 2026) . La dichiarazione di adesione dovrebbe essere presentata entro il 30 aprile 2026 e comporterebbe la rinuncia ai giudizi pendenti .

Definizioni delle liti pendenti

Periodicamente, leggi di bilancio o decreti fiscali prevedono la definizione agevolata delle controversie pendenti. Ad esempio, la legge di bilancio 2023 ha consentito di chiudere le liti pendenti con la Corte di Giustizia Tributaria pagando percentuali ridotte del tributo a seconda del grado di giudizio. Si attende che le prossime finanziarie ripropongano analoghe misure. Le imprese che hanno impugnato accertamenti per crediti d’imposta amianto o contestazioni IRAP possono valutare questa opportunità.

4.2 Procedure di sovraindebitamento e crisi d’impresa

Le società di bonifica amianto, soprattutto le piccole e medie imprese, potrebbero trovarsi in situazioni di sovraindebitamento a causa di ingenti investimenti iniziali (acquisto di macchinari, formazione del personale, certificazioni) e ritardi nei pagamenti dei committenti pubblici. La Legge 3/2012 e il successivo Codice della crisi d’impresa offrono vari strumenti di composizione dei debiti:

  1. Piano del consumatore (ora “piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore”): destinato alle persone fisiche che non svolgono attività imprenditoriale. Può essere utile per i soci che hanno garantito i debiti sociali. Il piano prevede il pagamento dei debiti in base alla capacità reddituale, con esdebitazione finale.
  2. Accordo di ristrutturazione dei debiti: rivolto a imprenditori sotto soglia (fino a 2 milioni di € di debiti e 10 lavoratori). Richiede il voto favorevole dei creditori che rappresentino almeno il 60 % dei debiti. Gli accordi possono prevedere stralci significativi del credito tributario, previo parere dell’Agenzia delle Entrate.
  3. Liquidazione controllata del sovraindebitato: procedura assimilabile al fallimento per i soggetti che non possono offrire un piano; comporta la liquidazione del patrimonio ma consente l’esdebitazione dopo la chiusura. La riforma del 2024 ha previsto che l’esdebitazione può intervenire anche dopo tre anni dall’apertura e che il debitore può accedere all’esdebitazione del debitore incapiente solo una volta .
  4. Esdebitazione del debitore incapiente. Introdotta dalla riforma del 2022, consente la cancellazione totale dei debiti alle persone fisiche prive di patrimonio e di redditi sufficienti, meritevoli e senza colpa grave . Si applica anche a ex imprenditori e soci che non hanno più attività. È uno strumento estremo per liberarsi dal fardello fiscale.

Le procedure di sovraindebitamento richiedono l’intervento di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) che assiste il debitore nella predisposizione della domanda e verifica la veridicità della situazione economica. L’Avv. Monardo, quale professionista fiduciario di un OCC e gestore della crisi, può guidarvi nell’accesso a queste soluzioni.

4.3 Transazione fiscale nel concordato preventivo

Le imprese in stato di crisi possono ricorrere al concordato preventivo o agli accordi di ristrutturazione per ristrutturare i debiti complessivi, inclusi quelli fiscali. La transazione fiscale consente di proporre all’Agenzia delle Entrate un pagamento parziale dei tributi e delle sanzioni in proporzione alla capacità dell’impresa, purché non inferiore a quanto percepirebbe in caso di liquidazione giudiziale. La transazione deve essere motivata e supportata da un piano industriale credibile. Gli organi della procedura (commissario giudiziale e giudice) valutano la convenienza della proposta. Per un’impresa di bonifica amianto con debiti fiscali elevati ma con potenzialità di rilancio (ad esempio grazie a commesse pubbliche), la transazione fiscale può evitare la chiusura.

5. Errori comuni e consigli pratici

5.1 Errori da evitare

  1. Ignorare le notifiche. Spesso gli imprenditori non ritirano le raccomandate o non consultano la PEC, pensando di “guadagnare tempo”. In realtà la notifica si perfeziona comunque e i termini per impugnare decorrono. Controllate regolarmente la posta elettronica certificata e i canali ufficiali.
  2. Non rispettare i termini. I termini per il contraddittorio (60 giorni) e per il ricorso (60 giorni) sono perentori. Una difesa tardiva è irricevibile.
  3. Affrontare da soli l’accertamento. Le norme tributarie sono complesse e soggette a continue modifiche. Rivolgersi tempestivamente a un avvocato o commercialista esperto evita errori procedurali e consente di individuare vizi non evidenti.
  4. Non partecipare al contraddittorio. Anche se si ritiene infondato l’accertamento, è utile partecipare al confronto con l’amministrazione per comprendere gli elementi alla base della ripresa e cercare un accordo. La mancata partecipazione può essere interpretata come mancanza di collaborazione.
  5. Omettere documenti o non conservarli. La difesa si fonda sulle prove: fatture, contratti, verbali di smaltimento amianto, autorizzazioni. Conservate la documentazione per almeno dieci anni e digitalizzate i documenti.

5.2 Buone pratiche

  1. Organizzazione contabile. Utilizzare un sistema contabile che separi chiaramente i costi di smaltimento amianto, i compensi dei subappaltatori e le spese generali. Annotare tutti i prelevamenti e i versamenti, indicando causale e beneficiario.
  2. Monitorare la posizione fiscale. Effettuare periodicamente un check-up fiscale con un commercialista per verificare la correttezza delle dichiarazioni, l’utilizzo dei crediti d’imposta e la posizione con l’Agente della riscossione.
  3. Analizzare i verbali di ispezione. Al termine di ogni accesso, leggere attentamente il verbale e fare annotare eventuali osservazioni; richiedere sempre una copia e verificare che siano riportate correttamente le dichiarazioni rese.
  4. Utilizzare i giudici come garanzia. In caso di contestazioni rilevanti, non esitare a impugnare l’atto. I giudici tributari riconoscono spesso le ragioni dei contribuenti quando l’amministrazione non rispetta le garanzie procedurali.
  5. Valutare soluzioni negoziali. Non tutte le controversie devono arrivare a sentenza. Spesso l’accertamento con adesione o la transazione fiscale producono un risparmio notevole di tempo e costi.

6. Tabelle riepilogative

6.1 Principali norme e diritti del contribuente

Norma (articolo)Contenuto essenzialeDiritti/Obblighi
Art. 32 D.P.R. 600/1973Poteri degli uffici: accessi, richieste di documenti, indagini bancarie; presunzione di ricavi per prelevamenti/versamenti non giustificatiIl contribuente può fornire prova contraria; ha diritto a copia del verbale
Art. 33 D.P.R. 600/1973Accessi, ispezioni e verifiche: si applica l’art. 52 D.P.R. 633/1972; GdF coopera con gli ufficiL’accesso deve essere autorizzato; la GdF deve rispettare le stesse regole
Art. 52 D.P.R. 633/1972Regole degli accessi IVA: autorizzazione scritta; accesso a locali abitativi solo con autorizzazione del PM; verbale sottoscritto e diritto alla copiaProtezione della privacy; possibilità di contestare l’accesso privo di autorizzazione
Art. 7 L. 212/2000Gli atti devono essere motivati e indicare ufficio, responsabile e modalità di ricorsoSe mancano motivazione o indicazioni, l’atto è annullabile
Art. 6‑bis L. 212/2000Contraddittorio informato: gli atti devono essere preceduti da comunicazione e 60 giorni per controdeduzioni, salvo atti automatizzatiMancanza di contraddittorio rende l’atto annullabile; il termine di decadenza è prorogato
Art. 42 D.P.R. 600/1973Avviso di accertamento: firma del capo dell’ufficio o delegato, indicazione dei calcoli e motivazioneLa mancanza di firma o motivazione determina nullità
Art. 47 D.Lgs. 546/1992Sospensione dell’atto impugnato: istanza motivata, decisione entro 30 giorni, sospensione parziale possibilePossibilità di bloccare la riscossione; garanzia esclusa per contribuenti affidabili
Art. 21 D.Lgs. 546/1992Termine per il ricorso: 60 giorni dalla notificaDecadenza se non rispettato
D.Lgs. 218/1997Accertamento con adesione: istanza entro 15/30 giorni, sospensione dei termini per 90 giorniRiduzione sanzioni e possibilità di rateizzare
Decreto MEF 24/04/2024Elenco atti esclusi dal contraddittorio: atti automatizzati, sostanzialmente automatizzati, di pronta liquidazione e controlli formaliConsente all’amministrazione di emettere tali atti senza contraddittorio
D.Lgs. 219/2023Introduzione art. 7‑bis e 7‑ter: annullabilità e nullità degli atti; l’atto è annullabile per violazione di legge o proceduraPossibilità di far valere in giudizio la nullità o annullabilità
Art. 283 D.Lgs. 14/2019 (mod. 2024)Esdebitazione del debitore incapiente: cancellazione dei debiti dopo tre anni o alla chiusura della proceduraConsente ai debitori meritevoli di liberarsi dai debiti residui

6.2 Scadenze principali dopo la notifica dell’avviso

FaseTermineRiferimento normativo
Presentazione osservazioni al verbale di constatazione60 giorniArt. 12, comma 7, L. 212/2000
Contraddittorio preventivoTermine non inferiore a 60 giorni per presentare controdeduzioniArt. 6‑bis L. 212/2000
Istanza di accertamento con adesione15 giorni dall’avviso di accertamento o 30 giorni dallo schema di attoD.Lgs. 218/1997
Sospensione dei termini per ricorrere90 giorni (a seguito dell’istanza di adesione)D.Lgs. 218/1997
Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria60 giorni dalla notifica dell’avviso o della cartellaArt. 21 D.Lgs. 546/1992
Istanza di sospensione dell’attoDa presentare con il ricorso o con atto separato; udienza entro 30 giorniArt. 47 D.Lgs. 546/1992
Domanda di riammissione alla rottamazione quaterEntro 30 aprile 2025Confcommercio

6.3 Riepilogo rottamazioni e definizioni

MisuraPeriodo dei debiti ammessiScadenza domandaModalità di pagamentoNote
Rottamazione quaterDebiti affidati dal 1/1/2000 al 30/6/202230 aprile 2025 per la riammissioneIn unica soluzione o fino a 18 rate (2 nel 2023, poi 4 rate annue) con interessi al 2 %Annulla sanzioni e interessi; riammissione per chi è decaduto
Rottamazione quinquies (bozza)Debiti affidati dal 1/1/2000 al 31/12/202330 aprile 2026Pagamento in unica soluzione entro 31/7/2026 o in 54 rate bimestrali con interessi al 4 %Devono rinunciare ai giudizi pendenti
Definizione liti pendentiControversie tributarie in corsoTermine fissato dal legislatore (es. 30/6/2023 per liti 2023)Percentuali variabili (15 % in primo grado, 40 % in secondo grado, 100 % se soccombenti)Richiede rinuncia al contenzioso

7. Domande frequenti (FAQ)

  1. Cos’è un avviso di accertamento? È l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate rettifica la base imponibile e liquida le imposte, le sanzioni e gli interessi. Deve essere motivato e firmato dal capo dell’ufficio o da un delegato .
  2. Cosa devo fare appena ricevo un avviso? Controllate la data di notifica, la firma, la motivazione e la presenza del contraddittorio. Contattate un professionista per valutare se richiedere l’accertamento con adesione o presentare ricorso entro 60 giorni.
  3. Posso non ritirare la raccomandata? No. La notifica si perfeziona anche se non ritirate l’avviso. È meglio ritirare subito per conoscere il contenuto e difendersi.
  4. Quali diritti ho durante un’ispezione fiscale? Gli agenti devono essere muniti di autorizzazione scritta; le verifiche devono svolgersi durante l’orario di lavoro e non devono recare pregiudizio all’attività . Potete essere assistiti da un professionista e presentare osservazioni entro 60 giorni .
  5. Che cos’è il contraddittorio preventivo? È la fase in cui l’amministrazione comunica al contribuente uno schema di atto e concede almeno 60 giorni per controdedurre e richiedere documenti. È obbligatorio per tutti gli atti impugnabili salvo quelli automatizzati .
  6. Quali atti sono esclusi dal contraddittorio? Gli atti automatizzati e sostanzialmente automatizzati (es. controllo automatico delle dichiarazioni), quelli di pronta liquidazione e i controlli formali individuati dal decreto MEF 24/04/2024 .
  7. Quando posso chiedere l’accertamento con adesione? Entro 15 giorni dall’avviso o 30 giorni dallo schema di atto. La richiesta sospende il termine per ricorrere per 90 giorni .
  8. Cos’è la sospensione cautelare? È una misura che blocca temporaneamente la riscossione dell’imposta impugnata. Va richiesta con una istanza motivata; il giudice decide entro 30 giorni .
  9. Cosa succede se non rispetto i termini di pagamento della rottamazione? Perdi il beneficio e torni a dover pagare l’intero importo con interessi e sanzioni. La legge prevede però la possibilità di riammissione (per la rottamazione quater) entro il 30 aprile 2025 .
  10. Posso pagare a rate le imposte accertate? Sì. Oltre all’adesione, è possibile richiedere rateazioni all’Agenzia delle Entrate Riscossione. Per importi elevati è prevista una garanzia.
  11. Cosa devo fare se la società è già stata cancellata? Un avviso notificato a una società cancellata è nullo . Occorre impugnare l’atto eccependo la cessazione della società e la mancanza di soggetto destinatario.
  12. Come dimostrare la legittimità dei prelevamenti bancari? Conservate la documentazione (fatture, contratti, ricevute) che attesti l’utilizzo dei fondi per l’attività aziendale. In caso contrario, i prelevamenti superiore a 1.000 € al giorno o 5.000 € al mese sono presunti ricavi .
  13. Che beneficio offre il bollino di affidabilità fiscale? I contribuenti con punteggio ≥ 9 negli ultimi tre periodi d’imposta (c.d. bollino di affidabilità) sono esonerati dalla prestazione di garanzia per ottenere la sospensione dell’atto .
  14. È possibile cancellare i debiti fiscali? Con le procedure di sovraindebitamento (piano del consumatore, accordo di ristrutturazione, liquidazione controllata) e la esdebitazione del debitore incapiente si possono cancellare i debiti residui a determinate condizioni .
  15. Quali costi danno diritto al credito d’imposta amianto? Le spese sostenute per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto da coperture, tubazioni, cassoni e strutture, comprese le spese professionali (massimo 10 % del costo e fino a 10.000 €), danno diritto a un credito d’imposta del 50 % da utilizzare in tre quote annuali .
  16. Come funziona la transazione fiscale? È un accordo nell’ambito di un concordato preventivo o accordo di ristrutturazione che prevede il pagamento parziale dei debiti tributari in proporzione alla capacità dell’impresa. Deve essere approvata dall’Agenzia delle Entrate e dal tribunale.
  17. Cosa succede se non pago una cartella? L’Agente della riscossione può procedere con pignoramenti, ipoteche e fermi. È possibile chiedere la rateazione e, in certi casi, la sospensione se si impugna l’atto o si accede a una definizione agevolata.
  18. È obbligatorio il contraddittorio per le cartelle di pagamento? La cartella è un atto della riscossione e non è soggetta al contraddittorio preventivo, ma deve indicare dettagliatamente imposta, interessi e sanzioni .
  19. Cosa sono gli atti sostanzialmente automatizzati? Sono atti generati da procedure informatiche con minimo intervento umano, come le comunicazioni di irregolarità ex art. 36‑bis del D.P.R. 600/1973. Sono esclusi dal contraddittorio .
  20. Perché rivolgersi a un professionista? Un avvocato esperto può individuare vizi formali, interloquire con l’amministrazione, predisporre ricorsi efficaci, assistere nelle procedure di adesione o nei piani di sovraindebitamento e proteggere il patrimonio aziendale. L’Avv. Monardo e il suo staff hanno competenze specifiche in diritto tributario e bancario e sono iscritti negli elenchi dei gestori della crisi.

8. Simulazioni pratiche e numeriche

8.1 Caso 1 – Avviso di accertamento per costi non riconosciuti

Scenario. La “Bonifica Calabra S.r.l.” riceve nel gennaio 2025 un avviso di accertamento per l’anno d’imposta 2021. L’Agenzia delle Entrate contesta costi per 200.000 € relativi a lavori di smaltimento amianto, sostenendo che non sono inerenti e applica sanzioni per 90.000 €. L’avviso non riporta la firma del dirigente, ma solo il timbro “per delega”. Non è stato inviato alcuno schema di atto prima della notifica.

Azioni difensive.

  1. Verifica dei vizi formali. L’assenza di una firma autografa può rendere l’atto nullo . Occorre richiedere la delega e, se inesistente, eccepirne la nullità. Inoltre l’avviso è stato emesso senza contraddittorio nonostante non sia un atto automatizzato; pertanto è annullabile .
  2. Preparazione del ricorso. Il ricorso dovrà essere presentato entro 60 giorni con istanza di sospensione. Nel merito si dimostrerà che i costi sono inerenti presentando fatture, contratti e relazioni sullo smaltimento amianto. Si invocherà il credito d’imposta amianto (50 %) e si chiederà di ridurre l’imposta.
  3. Accertamento con adesione. In alternativa si può chiedere l’adesione: l’ufficio potrebbe riconoscere parzialmente i costi, riducendo le sanzioni.

Risultato possibile. L’atto potrebbe essere annullato per difetti formali. In caso di adesione, le sanzioni scenderebbero a circa 30.000 € e l’imposta verrebbe rideterminata su una base imponibile ridotta. L’impresa potrebbe rateizzare il pagamento.

8.2 Caso 2 – Indagine bancaria e presunzione di ricavi

Scenario. La “Amianto Sicuro S.p.A.” subisce un’indagine finanziaria: l’ufficio richiede i dati bancari e rileva prelevamenti per 120.000 € non giustificati e versamenti per 90.000 €. Emette un avviso di accertamento riprendendo a tassazione 210.000 € e applicando sanzioni del 30 %. La società dimostra che i prelevamenti riguardano pagamenti in contanti a operai e fornitori e che i versamenti provengono da un finanziamento soci.

Azioni difensive. 1. Contestazione della presunzione. Il contribuente ha diritto di fornire prova contraria, documentando con ricevute e contratti l’utilizzo dei fondi e la provenienza dei versamenti . 2. Verifica dell’autorizzazione. L’acquisizione di dati bancari deve essere autorizzata dal direttore centrale dell’accertamento o dal comandante regionale della GdF . Se l’autorizzazione manca o non è stata comunicata, l’atto è viziato. 3. Partecipazione al contraddittorio. Se l’avviso è stato emesso senza contraddittorio preventivo, occorre eccepirne l’annullabilità .

Risultato possibile. Il giudice potrebbe ridurre la pretesa riconoscendo i costi documentati e i finanziamenti soci, annullando le sanzioni. In mancanza di autorizzazione, l’accertamento sarebbe annullato.

8.3 Caso 3 – Accesso presso i locali senza autorizzazione

Scenario. L’impresa “EcoAmianto s.n.c.” subisce un accesso della Guardia di Finanza presso un magazzino che contiene materiali pericolosi e uffici amministrativi. Gli operatori entrano senza mostrare un ordine scritto; durante l’ispezione acquisiscono documenti e copianti. Viene emesso un avviso di accertamento per 150.000 €.

Azioni difensive.
1. Contestazione dell’accesso. Ai sensi dell’art. 52 D.P.R. 633/1972, l’accesso richiede un’autorizzazione scritta del capo dell’ufficio che indichi lo scopo . Se i locali sono adibiti anche ad abitazione (uffici e magazzini annessi all’abitazione dell’amministratore), è necessaria l’autorizzazione del PM . L’assenza di autorizzazione rende inutilizzabili i documenti raccolti. 2. Obbligo di verbale. Il verbale deve essere sottoscritto dal contribuente e l’ufficio deve consegnarne copia . Il mancato rilascio della copia è motivo di nullità. 3. Eccezione di prova di resistenza. Nel ricorso si dimostra che la partecipazione al contraddittorio e l’esibizione volontaria dei documenti avrebbe portato a un risultato diverso; la violazione del diritto di difesa comporta l’annullamento dell’atto.

Risultato possibile. L’accertamento potrebbe essere annullato per violazione delle garanzie dell’art. 52 e dell’art. 8 della CEDU, in linea con la giurisprudenza Italgomme .

9. Conclusione

Gli accertamenti fiscali rappresentano una sfida complessa per le imprese di bonifica amianto. Le norme tributarie attribuiscono ampi poteri agli uffici fiscali, ma garantiscono al contempo i diritti del contribuente: obbligo di motivazione, contraddittorio preventivo, possibilità di aderire all’accertamento, ricorso giurisdizionale e sospensione cautelare. Conoscere questi diritti è il primo passo per difendersi efficacemente.

Abbiamo visto come l’art. 6‑bis dello Statuto abbia introdotto il contraddittorio informato per la maggior parte degli atti, mentre l’art. 7 impone un’onerosa motivazione per evitare contenziosi. L’assenza di firma o di motivazione rende nullo l’avviso ; la mancata autorizzazione agli accessi o alle indagini bancarie comporta l’inutilizzabilità delle prove . Le recenti pronunce della Cassazione (ordinanze 23939/2025, 27688/2024 e 25049/2025) hanno consolidato l’orientamento a tutela del contribuente. Strumenti come l’accertamento con adesione, la sospensione cautelare e le rottamazioni consentono di gestire il debito in maniera sostenibile. In situazioni di crisi, le procedure di sovraindebitamento e la transazione fiscale offrono la possibilità di ripartire.

Il tempo gioca un ruolo decisivo: agire entro i termini, partecipare al contraddittorio e predisporre un ricorso circostanziato sono azioni che possono salvare l’impresa. Per questo è essenziale affidarsi a professionisti specializzati.

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