Accertamento fiscale a un videomaker: come difendersi subito e bene

Introduzione

In tempi recenti i videomaker – professionisti che realizzano video per piattaforme come YouTube, Twitch, TikTok, oppure per clienti aziendali e wedding planner – sono entrati nel mirino dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. I proventi digitali sono spesso percepiti tramite bonifici esteri, piattaforme di pagamento online, donazioni e sponsorizzazioni; se non vengono dichiarati correttamente possono generare contestazioni per omessa fatturazione, irregolarità nei corrispettivi o ricavi non dichiarati. Le conseguenze non sono banali: un accertamento può comportare il recupero delle imposte dovute, sanzioni amministrative fino al doppio dell’imposta evasa e, nei casi più gravi, responsabilità penale per dichiarazione infedele o omessa fatturazione.

L’accertamento fiscale è un procedimento complesso e disciplinato da norme molto precise. Nel 2025 sono entrate in vigore diverse riforme in materia di contraddittorio preventivo, accertamento con adesione e definizione agevolata che rendono la materia ancora più tecnica. Conoscere i propri diritti e agire tempestivamente è fondamentale per evitare pignoramenti, ipoteche, iscrizioni a ruolo e blocco dei conti bancari. In questa guida analizziamo passo‑passo cosa deve fare un videomaker che riceva un avviso di accertamento o una verifica fiscale e quali strumenti difensivi utilizzare.

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo team

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista e coordinatore di un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti, ha maturato una vasta esperienza nel diritto bancario e tributario. È Gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) ed è Esperto negoziatore della crisi d’impresa ex D.L. 118/2021. Il suo studio assiste contribuenti e imprenditori in tutto il territorio nazionale per:

  • Analisi dell’atto e della procedura: verifica della legittimità dell’accertamento, rispetto del contraddittorio e delle garanzie del contribuente;
  • Ricorsi e opposizioni: redazione di memorie difensive, istanze di annullamento, ricorsi al giudice tributario;
  • Sospensione delle richieste di pagamento: richiesta di provvedimenti cautelari e sospensione delle cartelle;
  • Trattative e piani di rientro: accertamento con adesione, definizione agevolata (rottamazione) e piani rateali;
  • Soluzioni giudiziali e stragiudiziali: procedure di composizione della crisi e esdebitazione per imprenditori e professionisti.

Grazie alla rete di professionisti specializzati in tutta Italia, lo studio Monardo è in grado di intervenire rapidamente per bloccare azioni esecutive, proporre ricorsi efficaci e trattare con l’amministrazione finanziaria al fine di ridurre il debito o definire la posizione.

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1. Contesto normativo: norme e recenti riforme

1.1 Le garanzie del contribuente durante le verifiche: Statuto del contribuente

Il “pacchetto” dei diritti del contribuente è codificato nella Legge 212/2000 (Statuto del contribuente). L’art. 12 disciplina le modalità di accesso e verifica da parte dell’amministrazione e prevede che:

  • gli accessi, ispezioni e verifiche devono essere svolti «in modo da arrecare la minore turbativa possibile all’esercizio dell’attività» e devono essere motivati da effettive esigenze di indagine ;
  • il contribuente dev’essere informato sulle finalità e sull’ambito del controllo e può farsi assistere da un professionista di fiducia ;
  • la permanenza degli ispettori negli uffici dell’impresa non può superare 30 giorni lavorativi, prorogabili di altri 30 solo in casi eccezionali .

L’art. 6‑bis, introdotto con il D.Lgs. 219/2023, ha imposto l’obbligo per l’amministrazione di instaurare un contraddittorio preventivo. Salvo i casi di autotutela automatizzata, tutti gli atti autonomamente impugnabili devono essere preceduti da un invito a presentare osservazioni con un termine minimo di 60 giorni, pena la nullità dell’atto . L’atto finale deve indicare le ragioni del rigetto delle osservazioni del contribuente.

1.2 Articolo 52 DPR 633/1972: accessi e ispezioni nei locali del professionista

Per i lavoratori autonomi come videomaker, che spesso utilizzano studio e abitazione nella stessa sede, è fondamentale la disciplina degli accessi prevista dall’art. 52 del DPR 633/1972 (Testo Unico IVA). Questa norma stabilisce che:

  • gli accessi nelle abitazioni o nei locali adibiti anche ad abitazione richiedono autorizzazione del procuratore della Repubblica ;
  • quando il professionista oppone il segreto professionale, è necessaria un’ulteriore autorizzazione per esaminare o sequestrare documenti coperti da segreto ;
  • gli operanti devono redigere un processo verbale e rilasciarne copia, mentre eventuali sequestri devono essere autorizzati dal giudice .

Nel 2025 la Cassazione ha ribadito che l’autorizzazione deve essere postuma e specifica. Una generica autorizzazione preventiva che consenta la perquisizione senza che il professionista abbia invocato il segreto è illegittima, e i documenti acquisiti in violazione di questa regola non possono fondare l’accertamento .

1.3 Articolo 39 DPR 600/1973: accertamento analitico e presuntivo

L’art. 39 del DPR 600/1973 disciplina i poteri dell’amministrazione nell’accertamento dei redditi d’impresa e di lavoro autonomo. L’ufficio può rettificare il reddito dichiarato quando:

  • i dati dei registri contabili non sono veritieri oppure sono mancanti;
  • risultano inesattezze, omissioni o false indicazioni nei documenti fiscali, nei questionari o nelle risposte a richieste di chiarimenti;
  • sulla base di elementi indiziari gravi, precisi e concordanti (presunzioni), emerge un maggior reddito ;
  • la contabilità è inattendibile o non tenuta in modo regolare, nel qual caso l’amministrazione può determinare il reddito induttivamente .

Questa norma è la base degli accertamenti per i videomaker che incassano tramite piattaforme digitali: l’amministrazione utilizza anagrafe tributaria, dati bancari, dichiarazioni dei fornitori e analisi dei flussi di denaro per presumere ricavi non dichiarati. La giurisprudenza richiede che le presunzioni siano gravi, precise e concordanti; spetta poi al contribuente fornire prova contraria.

1.4 Articolo 38 DPR 600/1973 e redditometro

Il redditometro è lo strumento di accertamento sintetico utilizzato per le persone fisiche. L’art. 38 consente di determinare il reddito in base alle spese sostenute e al tenore di vita, assumendo che determinate manifestazioni di capacità contributiva (es. acquisti di beni, viaggi, conti correnti) siano finanziate da redditi non dichiarati. La disciplina è stata riformata più volte e, a partire dagli accertamenti relativi al 2009, prevede l’obbligo di invito al contraddittorio prima dell’atto impositivo . Le spese si confrontano con il reddito dichiarato e, se risultano incongruenze, il contribuente è invitato a giustificarle. Un ordinanza del 2025 (n. 4731/2025) ha chiarito che il contribuente può superare la presunzione dimostrando l’esistenza di risparmi o redditi esenti con idonea documentazione, senza dover dimostrare il collegamento diretto tra singolo reddito e singola spesa .

1.5 D.Lgs. 218/1997: accertamento con adesione

L’accertamento con adesione è una procedura deflativa che consente al contribuente e all’amministrazione di concordare l’ammontare delle imposte dovute, riducendo sanzioni e interessi. Il D.Lgs. 218/1997, aggiornato al 13 giugno 2025, prevede che:

  • gli accertamenti dell’IRPEF e dell’IVA possono essere definiti con adesione del contribuente ;
  • il progetto di accertamento notificato per il contraddittorio ai sensi dell’art. 6‑bis L. 212/2000 deve contenere anche l’invito a presentare istanza di adesione ;
  • l’accertamento definito con adesione non è impugnabile e blocca le sanzioni penali tributarie ;
  • per l’IVA, l’aliquota media si calcola sul maggior reddito rilevante ai fini di tale imposta .

1.6 Termini per impugnare: D.Lgs. 546/1992

L’art. 21 del D.Lgs. 546/1992 fissa il termine per proporre ricorso contro un avviso di accertamento o una cartella di pagamento: 60 giorni dalla notifica . È previsto che dal 1° gennaio 2026 tale articolo sarà abrogato e i termini saranno disciplinati dal nuovo Codice del processo tributario, ma per gli atti notificati fino al 31 dicembre 2025 resta valido il termine di 60 giorni.

1.7 Definizione agevolata (rottamazione quater)

La Legge 197/2022 (legge di bilancio 2023) ha introdotto la “Definizione agevolata”, nota come rottamazione‑quater. Essa consente di estinguere le cartelle affidate all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022 pagando solo il capitale e le spese esecutive, senza interessi, sanzioni e aggio . La misura è stata riaperta dal decreto Milleproroghe 2025, che ha riammesso i debiti decaduti con domanda da presentare entro il 30 aprile 2025 . Sono previste:

  • Rate fino a 18: le prime due rate (10 % ciascuna) scadono il 31 ottobre e il 30 novembre 2023; le successive sono pagabili dal 2024 al 2028 con scadenze 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre ;
  • una tolleranza di 5 giorni per il pagamento ;
  • decadenza dal beneficio in caso di omesso o insufficiente pagamento di una rata ;
  • proroghe speciali per i soggetti colpiti da calamità come l’alluvione dell’Emilia‑Romagna, con proroga di tre mesi .

1.8 Procedure di sovraindebitamento: Legge 3/2012

Quando il debito fiscale è insostenibile, il videomaker può ricorrere alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento introdotte dalla Legge 3/2012. La normativa consente al debitore non fallibile (professionisti, consumatori, start‑up) di proporre:

  • Piano del consumatore: riservato alle persone fisiche non imprenditrici, permette di pagare i creditori in misura ridotta, con il controllo del giudice;
  • Accordo di ristrutturazione dei debiti: per professionisti e imprenditori sotto soglia, prevede l’adesione della maggioranza dei creditori;
  • Liquidazione del patrimonio con esdebitazione finale: consente di liberarsi dai debiti residui al termine della procedura.

Nel 2024 la disciplina è confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), ma per i debitori civili e i professionisti rimangono in vigore gli istituti di cui sopra. L’Avv. Monardo, come gestore della crisi da sovraindebitamento, può assistere il videomaker nella predisposizione di queste procedure.

1.9 Altre norme rilevanti

Nella gestione di un accertamento fiscale a un videomaker possono essere invocate ulteriori norme:

  • Art. 52 DPR 600/1973: disciplina l’autorizzazione del procuratore della Repubblica per accessi in abitazioni e la validità dei verbali ;
  • Art. 32 DPR 600/1973: consente all’amministrazione di invitare il contribuente a fornire dati, registri e documenti e di inviare questionari; la mancata risposta costituisce presunzione a sfavore;
  • Circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate: chiariscono i criteri di determinazione dei redditi digitali, la tassazione delle entrate da YouTube, la qualificazione di sponsorizzazioni come prestazioni di servizi e la necessità di emettere fattura.

2. Giurisprudenza rilevante

La casistica giurisprudenziale è fondamentale per comprendere le tutele disponibili ai videomaker. Di seguito si sintetizzano le pronunce più significative.

2.1 Cassazione, ordinanza n. 17228/2025: segreto professionale

La Corte di Cassazione ha annullato un accertamento basato su un block notes sequestrato nello studio di un avvocato. La Guardia di Finanza aveva ottenuto un’autorizzazione preventiva dal PM per accedere e sequestrare eventuali documenti coperti da segreto, ma il difensore aveva opposto il segreto professionale solo all’arrivo degli ispettori. La Suprema Corte ha ritenuto che l’autorizzazione dovesse essere successiva e specifica rispetto ai documenti per i quali viene invocato il segreto; la generica autorizzazione “preventiva” è nulla e il materiale acquisito illegittimamente non può supportare l’accertamento .

Per i videomaker che svolgono anche attività di consulenza o che conservano documenti relativi a clienti (wedding planner, società), la sentenza conferma il diritto di opporre il segreto professionale e impedire l’esame o il sequestro di documenti senza specifica autorizzazione.

2.2 Cassazione, ordinanza n. 4731/2025: redditometro e prova contraria

Nel campo del redditometro, la Cassazione ha stabilito che, in presenza di spese superiori al reddito dichiarato, il contribuente può superare la presunzione di maggior reddito dimostrando di aver utilizzato risparmi preesistenti o redditi esenti o già tassati, senza dover collegare ogni spesa a una specifica entrata . La prova può consistere in estratti conto bancari e documentazione che attesti la disponibilità delle somme . La decisione è importante per i videomaker che affrontano accertamenti basati sui loro stili di vita (automobili, viaggi, attrezzature) e dimostra l’importanza di tenere traccia dei flussi finanziari.

2.3 Cassazione, ordinanza n. 16795/2025 e pregressa giurisprudenza su accessi domiciliare

La Suprema Corte ha ribadito che l’ingresso nei locali in parte adibiti a abitazione richiede l’autorizzazione del procuratore della Repubblica anche per la semplice ispezione, e non è sufficiente una delega generica. Inoltre, l’accesso senza autorizzazione rende nullo l’accertamento . Questo principio si applica anche ai locali del videomaker quando l’abitazione coincide con lo studio.

2.4 Cassazione, ordinanza n. 38060/2021 (reprise)

Benché precedente, l’ordinanza n. 38060/2021 è utile per comprendere l’evoluzione del contraddittorio nel redditometro. La Corte ha affermato che l’invio del questionario informativo non è obbligatorio (all’epoca), ma con le successive riforme l’obbligo di contraddittorio è stato inserito nell’art. 6‑bis dello Statuto del contribuente. Pertanto, oggi il mancato invito determina la nullità dell’accertamento.

3. Procedura dopo la notifica dell’avviso di accertamento

3.1 Notifica e termini

L’avviso di accertamento per IRPEF e IVA deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione (ottavo anno se la dichiarazione è omessa). L’avviso deve contenere la motivazione, l’indicazione della base imponibile, dell’imposta, delle sanzioni e degli interessi. Alla notifica decorrono:

  • 60 giorni per proporre ricorso alla Corte di giustizia tributaria (ex Commissione tributaria) ;
  • 60 giorni per presentare osservazioni nel contraddittorio preventivo ex art. 6‑bis, se previsto ;
  • 30 giorni per aderire all’accertamento con adesione (possono trascorrere 60 giorni se è stato notificato l’invito preventivo) .

Il rispetto di questi termini è fondamentale: scaduto il termine per il ricorso, l’avviso diventa definitivo e non può più essere contestato salvo vizi di nullità assoluta.

3.2 Verifica fiscale presso lo studio

Se l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza decide di effettuare una verifica presso lo studio del videomaker, deve:

  1. Presentare l’autorizzazione rilasciata dal dirigente dell’ufficio e, se i locali sono adibiti anche ad abitazione, quella del procuratore della Repubblica .
  2. Comunicare le ragioni e l’oggetto del controllo, informare il contribuente dei suoi diritti (art. 12 L. 212/2000) e consegnare copia della carta dei diritti del contribuente .
  3. Redigere un verbale di accesso, indicando la durata, le attività svolte e i documenti esaminati, e rilasciarne copia .
  4. Rispettare i termini di permanenza: non oltre 30 giorni prorogabili di altri 30 se vi sono gravi motivi .
  5. In caso di sequestro di documenti, ottenere l’autorizzazione specifica del giudice e consentire al contribuente di estrarre copia .

Il videomaker ha diritto a farsi assistere da un avvocato o commercialista durante l’ispezione; se l’autorità non rispetta queste regole, l’accertamento può essere impugnato.

3.3 Accertamento basato su dati bancari e piattaforme digitali

Le piattaforme di streaming e social network spesso accreditano i compensi sui conti Paypal, su conti esteri o su carte di credito collegate a circuiti internazionali. L’Agenzia può acquisire questi dati tramite:

  • Anagrafe tributaria: le banche e gli intermediari finanziari sono tenuti a comunicare periodicamente i dati relativi ai conti correnti e alle movimentazioni;
  • Direttiva DAC 7 dell’UE: dal 2023 impone alle piattaforme digitali di comunicare ai fisc gli importi corrisposti a venditori e creatori di contenuti;
  • Richieste di informazioni ex art. 32 DPR 600/1973: l’ufficio può invitare il contribuente a fornire dati, documenti e informazioni entro un termine specifico.

Il videomaker deve conservare estratti conto bancari e documentazione contrattuale (contratti di sponsorizzazione, ricevute di donazioni, contratti con piattaforme) per dimostrare la provenienza dei proventi. In mancanza di giustificazioni, l’amministrazione può considerare gli incassi come ricavi non dichiarati e procedere con l’accertamento induttivo.

3.4 Contraddittorio e risposta alla comunicazione

Quando l’amministrazione trasmette la comunicazione di irregolarità o la comunicazione di accertamento parziale, il contribuente ha almeno 60 giorni per presentare osservazioni e documenti. È importante inviare una memoria difensiva completa, corredata da:

  1. Prova dei redditi dichiarati: fatture, parcelle, contabilità;
  2. Dimostrazione dei costi deducibili: spese sostenute per attrezzature video, software, viaggi di lavoro;
  3. Spiegazione delle movimentazioni bancarie: giustificazione dei bonifici ricevuti da sponsor o dalle piattaforme;
  4. Eventuali risparmi e redditi esenti che spiegano discrepanze reddituali (es. eredità, donazioni, risparmi accumulati);
  5. Eccezioni di nullità (es. mancanza di autorizzazioni, violazione del contraddittorio, motivazione insufficiente).

L’assistenza di un professionista è preziosa per redigere una memoria efficace e individuare i profili di illegittimità dell’atto.

3.5 Accertamento con adesione

Se le osservazioni non portano all’annullamento dell’atto, il contribuente può valutare l’accertamento con adesione. In questa fase si avvia una trattativa con l’ufficio per ridurre l’imponibile e le sanzioni. La procedura consiste in:

  1. Presentare istanza di adesione entro i termini (generalmente 30 giorni dalla comunicazione del progetto di accertamento); l’istanza sospende per 90 giorni i termini per impugnare l’atto.
  2. Incontro con l’amministrazione: il professionista e il contribuente si confrontano con il funzionario per discutere gli elementi dell’accertamento.
  3. Verbale di adesione: se viene raggiunto un accordo, si sottoscrive il verbale indicando la maggiore imposta dovuta e le sanzioni ridotte;
  4. Pagamento: il contribuente deve versare le somme dovute entro 20 giorni o chiedere la rateizzazione fino a 8 rate trimestrali (dilazionabili in alcuni casi).

L’accertamento con adesione consente di ridurre le sanzioni a un terzo del minimo ed evita contenzioso, ma comporta la definitiva accettazione del maggior reddito. È consigliabile quando l’esito del giudizio è incerto e la documentazione in possesso del contribuente è debole.

3.6 Ricorso al giudice tributario

Se non si aderisce e non si raggiunge un accordo, bisogna proporre ricorso alla Corte di giustizia tributaria entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso (salvo sospensioni). Il ricorso deve contenere:

  • i dati del contribuente e dell’atto impugnato;
  • l’esposizione dei fatti e dei motivi di ricorso (vizi formali e sostanziali);
  • le richieste di annullamento totale o parziale dell’atto;
  • la richiesta di sospensiva dell’atto in pendenza del giudizio, motivando il pregiudizio grave e irreparabile.

È necessario depositare il ricorso telematicamente tramite il sistema Giustizia Tributaria, versare il contributo unificato e notificare l’atto all’Agenzia delle Entrate. L’assistenza di un avvocato iscritto all’albo dei difensori tributari è obbligatoria per controversie di valore superiore a 3.000 euro.

3.7 Pagamenti e rateizzazioni

Prima dell’iscrizione a ruolo, il contribuente può chiedere la rateizzazione dell’imposta accertata presentando un’istanza all’ufficio; dopo l’iscrizione, la rateizzazione deve essere richiesta all’agente della riscossione. Le rate possono arrivare a 72 rate mensili, con interessi legali e garanzie eventuali. Per importi superiori a 60.000 euro, l’agente della riscossione può chiedere fideiussione o ipoteca.

Nel caso di definizione agevolata, il piano di pagamento segue le scadenze previste dalla legge (fino a 18 rate) .

4. Strategie difensive per videomaker

I videomaker hanno caratteristiche particolari: spesso sono professionisti individuali, svolgono attività di influencer marketing, percepiscono royalty e compensi in valute estere, acquistano attrezzature costose e utilizzano collaboratori freelance. Queste peculiarità richiedono strategie mirate.

4.1 Impostazione della contabilità e fatturazione

Per prevenire contestazioni fiscali è fondamentale:

  • Tenere una contabilità ordinata: conservare fatture, contratti, ricevute per ogni prestazione. Se si opera in regime forfettario occorre conservare i documenti relativi ai costi per eventuali accertamenti induttivi.
  • Fatturare correttamente i compensi percepiti dalle piattaforme (YouTube Partner Program, Twitch, Patreon), dalle sponsorship e dalle commissioni per matrimoni o eventi; emettere fatture elettroniche e registrarle nei registri IVA se si superano i limiti del regime forfettario.
  • Monitorare le provvigioni e le donazioni: alcune donazioni dei follower possono costituire liberalità e non essere imponibili; altre, come il merchandising o i tip, sono compensi e vanno fatturati.
  • Aprire conti separati: utilizzare un conto dedicato all’attività professionale per distinguere i flussi personali da quelli professionali.

4.2 Reazione immediata all’avviso di accertamento

Quando arriva un avviso di accertamento bisogna:

  1. Verificare la notifica: accertarsi che l’atto sia stato notificato tramite PEC o raccomandata con ricevuta di ritorno al domicilio fiscale corretto; eventuali errori possono rendere l’atto nullo.
  2. Analizzare la motivazione: l’atto deve indicare con precisione i fatti contestati, le prove e le presunzioni utilizzate; l’assenza di motivazione integra un vizio di nullità.
  3. Controllare il rispetto del contraddittorio: se non è stato inviato l’invito preventivo (art. 6‑bis), l’atto è annullabile .
  4. Valutare la prova presuntiva: se l’accertamento si fonda su dati bancari o presunzioni (art. 39), occorre verificare se sono gravi, precise e concordanti . In caso contrario, si può chiedere l’annullamento.
  5. Opporre il segreto professionale: se l’ispezione ha acquisito documenti relativi a terzi o coperti da segreto, eccepire la violazione dell’art. 52 DPR 633/1972 e richiedere l’esclusione dei documenti .

4.3 Dimostrare la provenienza dei proventi

Molti videomaker ricevono pagamenti da piattaforme estere (Google Ireland, Amazon, Patreon). Per evitare accertamenti induttivi, è utile:

  • Conservare le fatture emesse e i report delle piattaforme (dashboard dei guadagni, report di transazioni PayPal) e allegarli alle dichiarazioni;
  • Dimostrare i costi deducibili: hardware, software, attrezzature, canoni per servizi di streaming, costi di viaggio e di personale; in caso di regime forfettario, serviranno in sede di accertamento per provare la congruità dei ricavi;
  • Tracciare i bonifici esteri: fornire estratti conto e modelli F24 che dimostrino l’assolvimento delle ritenute d’acconto (per es. ritenuta 30 % su royalty estere) e l’applicazione di eventuali convenzioni contro le doppie imposizioni.

4.4 Contestare le presunzioni e il redditometro

Se l’accertamento si basa sul redditometro o su spese di lusso, il videomaker deve:

  1. Dimostrare che le spese non si riferiscono al proprio reddito: ad esempio, un’auto di lusso può essere intestata alla società del padre o essere un bene aziendale usato per un servizio video;
  2. Mostrare l’esistenza di risparmi: come ha chiarito la Cassazione, non è necessario dimostrare che ogni spesa deriva da un determinato reddito; basta provare l’esistenza di somme disponibili ;
  3. Dimostrare la breve durata del possesso: se la spesa è temporanea (noleggio attrezzature) non può giustificare un aumento permanente del reddito presunto;
  4. Eccepire l’assenza di contraddittorio: la mancata instaurazione del contraddittorio ex art. 6‑bis rende l’accertamento nullo.

4.5 Utilizzare l’accertamento con adesione in modo strategico

L’accertamento con adesione può essere sfruttato come strumento difensivo per:

  • Ridurre le sanzioni: le sanzioni amministrative vengono ridotte a un terzo e sono escluse le sanzioni penali ;
  • Ottenere rateizzazioni: si possono chiedere fino a 8 rate trimestrali, utili per diluire l’impatto economico;
  • Evitare un contenzioso incerto: quando le presunzioni dell’ufficio sono difficili da superare, un accordo può evitare un giudizio costoso e prolungato.

La decisione di aderire deve essere valutata con un professionista che analizza la forza delle proprie prove e la convenienza economica.

4.6 Accesso agli strumenti di definizione agevolata

La rottamazione quater e le definizioni agevolate consentono di estinguere debiti iscritti a ruolo pagando solo il capitale, spesso con una rateizzazione fino a cinque anni . Per accedervi è necessario:

  1. Verificare i carichi rientranti nella misura: solo i debiti affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022 ;
  2. Presentare la domanda entro il termine previsto (nel 2025 era stato riaperto il termine al 30 aprile 2025 );
  3. Pagare le rate puntualmente: il mancato pagamento di una rata comporta la perdita del beneficio ;
  4. Valutare la compatibilità con altri strumenti: se il debito è troppo oneroso, potrebbe essere conveniente accedere alla procedura di sovraindebitamento (piano del consumatore o liquidazione). L’Avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi, può consigliare la strategia migliore.

4.7 Procedure di sovraindebitamento e crisi d’impresa

Quando i debiti fiscali e bancari superano la capacità di rimborso del videomaker, le procedure di sovraindebitamento offrono un percorso legale per ridurre o cancellare i debiti. Le opzioni principali sono:

  • Piano del consumatore: il professionista propone al giudice un piano di pagamento sostenibile. Non richiede l’accordo della maggioranza dei creditori e prevede l’esdebitazione al termine.
  • Accordo di ristrutturazione dei debiti: coinvolge i creditori; se la maggioranza aderisce, l’accordo diventa vincolante. Utile per videomaker con debiti verso banche e fornitori.
  • Liquidazione del patrimonio: consente di vendere i beni per pagare i creditori e ottenere l’esdebitazione per i debiti residui. È una soluzione estrema ma permette di ripartire.

L’Avv. Monardo, quale gestore della crisi, assiste nella predisposizione del piano, nella nomina dell’OCC e nell’omologa dinanzi al tribunale competente.

5. Errori comuni da evitare

  1. Ignorare l’avviso di accertamento: la mancata reazione entro 60 giorni rende l’atto definitivo e le somme diventano esigibili;
  2. Pagare subito senza verificare: in alcuni casi l’atto è nullo o presenta errori (mancata motivazione, notifica errata). Pagare immediatamente comporta la rinuncia alle eccezioni;
  3. Fidarsi di consigli informali: le normative fiscali cambiano frequentemente; occorre rivolgersi a professionisti aggiornati;
  4. Non conservare la documentazione: senza prove della provenienza dei ricavi o dei costi, il contribuente non può contestare le presunzioni;
  5. Trasferire i compensi su conti personali: mescolare spese personali e professionali rende difficile dimostrare la natura dei movimenti;
  6. Sottovalutare i pagamenti in criptovalute o voucher: anche i compensi in token o gift card devono essere dichiarati e fatturati; altrimenti generano ricavi occultati.

6. Tabelle riepilogative

Per rendere più chiari i concetti illustrati, di seguito alcune tabelle sintetiche.

6.1 Norme e garanzie principali

Norma e riferimentoContenuto essenzialeCitazione
Art. 12 L. 212/2000 (Statuto del contribuente)Garantisce che gli accessi fiscali si svolgano con la minor turbativa possibile, richiede la comunicazione al contribuente di motivi, ambito e durata della verifica .Statuto del contribuente
Art. 6‑bis L. 212/2000Obbliga l’amministrazione a instaurare un contraddittorio preventivo e a concedere almeno 60 giorni per presentare osservazioni; l’atto è nullo se omesso .Statuto del contribuente
Art. 52 DPR 633/1972Regola accessi e perquisizioni: autorizzazione del procuratore per locali abitativi; possibilità di opporre il segreto professionale .T.U. IVA
Art. 39 DPR 600/1973Consente rettifiche del reddito sulla base di irregolarità contabili e presunzioni gravi, precise e concordanti .T.U. imposte sui redditi
Art. 38 DPR 600/1973Redditometro: determina il reddito in base alle spese e obbliga al contraddittorio preventivo per gli accertamenti successivi al 2009 .T.U. imposte sui redditi
D.Lgs. 218/1997 art. 1-2Definisce l’accertamento con adesione; l’atto non è impugnabile e riduce le sanzioni .Accertamento con adesione
Art. 21 D.Lgs. 546/1992Fissa il termine di 60 giorni per il ricorso .Processo tributario
Legge 197/2022 e successive modificheIntroduce la definizione agevolata (rottamazione‑quater), consente di saldare i debiti affidati al riscossore tra 2000 e 2022 senza interessi e sanzioni .Definizione agevolata
Legge 3/2012Prevede il piano del consumatore e l’accordo di ristrutturazione per i sovraindebitati, con esdebitazione finale.Sovraindebitamento

6.2 Termini e scadenze importanti per il videomaker

Fase/strumentoTermine/periodoNote
Notifica avviso di accertamentoEntro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione (ottavo se omessa)Decorrono 60 giorni per ricorso
Contraddittorio preventivoAlmeno 60 giorni per presentare osservazioniManca per gli avvisi automatici
Accertamento con adesioneIstanza entro 30 giorni dall’invito (o 60 giorni dal progetto di accertamento)Sospende i termini per ricorso
Ricorso tributario60 giorni dalla notifica dell’avvisoPresentato online
Rottamazione quaterDomanda entro 30 aprile 2025 (riapertura)Carichi 2000-2022
Pagamento rate rottamazioneFino a 18 rate, prime due 31 ottobre e 30 novembre 2023Tolleranza 5 giorni
SovraindebitamentoProcedura attivabile in qualsiasi momentoRichiede nomina OCC

6.3 Strumenti difensivi e loro benefici

StrumentoBenefici principaliLimiti
Accertamento con adesioneRiduzione sanzioni a un terzo, evitamento contenzioso, rateizzazioneRinuncia alla contestazione; occorre pagare entro 20 giorni
Ricorso tributarioPossibilità di annullamento totale o parziale dell’atto, sospensione del pagamentoTempi lunghi e spese legali; esito incerto
Definizione agevolataPagamento solo del capitale e spese , rate fino a 18, annullamento sanzioni e interessiValida solo per cartelle affidate al riscossore; esclusa per nuovi debiti
Sovraindebitamento (L. 3/2012)Riduzione o cancellazione dei debiti, protezione dalle azioni esecutive, esdebitazioneRichiede piano sostenibile e nomina OCC
Rateizzazione ordinariaFino a 72 rate per carichi iscritti a ruoloGli interessi restano dovuti

7. Domande e risposte frequenti (FAQ)

1. Sono un videomaker: quali ricavi devo dichiarare?

Devi dichiarare tutti i compensi percepiti per prestazioni di servizi (realizzazione video, editing, consulenze), i proventi derivanti dal programma YouTube Partner (royalty), le sponsorizzazioni, le vendite di prodotti (merchandising), le donazioni se configurano corrispettivi per servizi o contenuti. È escluso ciò che costituisce pura liberalità, ma occorre dimostrarlo con la documentazione.

2. Posso usare il regime forfettario come videomaker?

Sì, se hai ricavi non superiori a 85.000 euro e non possiedi partecipazioni in società di persone o controlli società. Nel regime forfettario non puoi detrarre i costi, ma devi applicare un coefficiente di redditività al 67 % per le attività professionali. Devi comunque conservare i documenti in caso di accertamento.

3. Come vengono tassati i compensi da YouTube, Twitch o Patreon?

Sono assimilati a prestazioni di servizi. Se ricevi pagamenti da soggetti esteri devi emettere fattura senza IVA (reverse charge) indicando l’art. 7‑ter DPR 633/1972 e versare l’eventuale ritenuta se prevista dalla Convenzione contro le doppie imposizioni. Occorre dichiararli nella sezione “Redditi di lavoro autonomo” e, se superi il tetto del forfettario, devi iscriverti al regime ordinario.

4. Quali sono i rischi se non emetto fattura per una sponsorizzazione?

L’amministrazione può contestare evasione e occultamento di ricavi, recuperare l’IVA, l’IRPEF e irrogare sanzioni dal 90 % al 180 % dell’imposta dovuta. Nei casi più gravi, se l’imposta evasa supera 50.000 euro, scatta la responsabilità penale per dichiarazione fraudolenta.

5. Cosa succede se non rispondo a un questionario dell’Agenzia delle Entrate?

L’art. 32 DPR 600/1973 prevede che la mancata risposta costituisce elemento a sfavore del contribuente; l’ufficio può utilizzare i dati a sua disposizione per determinare il reddito. È consigliabile rispondere, anche per ottenere eventualmente l’accertamento con adesione.

6. Cos’è il contraddittorio preventivo e perché è importante?

È il dialogo anticipato con l’amministrazione prima dell’emissione dell’atto. Dal 2023 è obbligatorio (art. 6‑bis L. 212/2000); se non viene concesso almeno un termine di 60 giorni per presentare osservazioni, l’avviso è nullo . Permette al videomaker di spiegare la propria posizione e presentare documenti.

7. Quando conviene aderire all’accertamento con adesione?

Quando le prove in possesso dell’ufficio sono solide e la probabilità di annullamento in giudizio è bassa. Con l’adesione ottieni una riduzione significativa delle sanzioni e puoi pagare in più rate. Tuttavia, devi essere disposto a riconoscere il maggior reddito accertato.

8. Posso presentare ricorso da solo?

Per controversie di valore inferiore a 3.000 euro puoi presentare ricorso senza assistenza legale; oltre tale soglia è obbligatoria l’assistenza di un avvocato o commercialista abilitato. Vista la complessità della materia e le implicazioni economiche, è consigliabile affidarsi a professionisti anche per importi inferiori.

9. Quali documenti devono essere allegati al ricorso?

Una copia dell’avviso impugnato, la prova della notifica, gli estratti dei registri contabili, le fatture, i contratti con le piattaforme, gli estratti conto bancari e qualsiasi documento utile a dimostrare la provenienza dei proventi e la legittimità delle spese.

10. Cos’è la rottamazione quater e come funziona?

È la definizione agevolata introdotta dalla Legge 197/2022. Consente di pagare solo il capitale e le spese di notifica per i debiti affidati al riscossore tra il 2000 e il 2022, con rate fino a 18 e senza interessi e sanzioni . Occorre presentare domanda e rispettare le scadenze; il mancato pagamento di una rata comporta la decadenza .

11. Posso accedere alla rottamazione se ho già un piano di rateizzazione?

Sì, i debiti già dilazionati possono essere inseriti nella definizione agevolata. Tuttavia, il piano preesistente viene automaticamente revocato. Conviene fare un’analisi costi/benefici con il proprio professionista.

12. Cos’è il piano del consumatore (Legge 3/2012)?

È una procedura di sovraindebitamento per persone fisiche non imprenditrici che consente di proporre al giudice un piano di rientro compatibile con il reddito familiare, ottenendo l’esdebitazione finale. Per videomaker individuali che non hanno un’impresa, può essere una via per abbattere debiti fiscali e bancari.

13. Quali sono le conseguenze penali di un accertamento fiscale?

Se l’imposta evasa supera determinati limiti (50.000 euro per l’IVA o 100.000 euro per l’IRPEF in base al D.Lgs. 74/2000), scattano i reati di dichiarazione infedele, omessa dichiarazione o occultamento di documenti. Le pene vanno dalla reclusione alla multa. Con l’accertamento con adesione e il pagamento integrale del dovuto prima della sentenza, i reati possono essere esclusi.

14. Cosa devo fare se ricevo una cartella esattoriale dopo un accertamento?

Devi verificare che la cartella indichi correttamente il tributo, la data dell’iscrizione a ruolo e che non sia prescritta. Puoi:

  • pagare entro 60 giorni;
  • chiedere la rateizzazione all’agente della riscossione;
  • presentare ricorso se l’atto è viziato;
  • aderire alla definizione agevolata se rientra nei periodi ammessi.

15. Posso utilizzare criptovalute per ricevere pagamenti?

È possibile, ma le criptovalute sono assimilate a beni ai fini fiscali. Le operazioni devono essere tracciate, e i compensi ricevuti in token vanno convertiti in euro al momento della transazione e fatturati. L’anonimato tipico delle criptovalute aumenta il rischio di accertamenti induttivi.

16. Cosa succede se oppongo il segreto professionale durante l’ispezione?

Gli ispettori devono sospendere l’esame dei documenti coperti da segreto e chiedere al procuratore della Repubblica un’autorizzazione specifica . Se procedono senza, l’acquisizione è nulla e l’accertamento basato su tali documenti può essere annullato .

17. Come posso prepararmi a un eventuale controllo?

Mantieni una contabilità ordinata, separa le spese personali da quelle professionali, conserva tutti i documenti digitali (contratti, email, report delle piattaforme) e monitora costantemente la tua posizione fiscale. Un check‑up periodico con un commercialista aiuta a prevenire contestazioni.

18. È vero che il fisco può accedere al mio conto PayPal senza avvisarmi?

L’amministrazione può richiedere informazioni agli intermediari finanziari senza avvisare il contribuente. Tuttavia, eventuali accessi nei locali dove si trova il computer o negli studi devono rispettare le garanzie dell’art. 52 DPR 633/1972 e dell’art. 12 L. 212/2000. Le transazioni PayPal devono essere tracciate e giustificate.

19. Posso chiedere la sospensione della riscossione?

Se proponi ricorso, puoi chiedere al giudice la sospensione dell’atto impugnato dimostrando il periculum (danno grave e irreparabile) e il fumus boni iuris (buone probabilità di vittoria). In via amministrativa, puoi chiedere la sospensione in autotutela all’ufficio se sussistono evidenti errori.

20. Come opera l’Esperto negoziatore della crisi d’impresa?

L’Esperto negoziatore, figura introdotta dal D.L. 118/2021, assiste l’imprenditore in difficoltà a negoziare con i creditori e l’amministrazione fiscale per trovare un accordo che eviti la liquidazione giudiziale. L’Avv. Monardo, iscritto nell’elenco degli esperti negoziatori, può supportare i videomaker imprenditori in questa procedura.

8. Simulazioni pratiche

8.1 Caso A: Videomaker con ricavi non dichiarati

Scenario:

Mario, videomaker freelance, nel 2021 ha percepito 60.000 euro da YouTube e 20.000 euro da sponsorizzazioni. Ha omesso di dichiarare i 20.000 euro e li ha ricevuti tramite PayPal sul proprio conto personale. Nel 2024 riceve un avviso di accertamento: l’Agenzia delle Entrate, esaminando i movimenti bancari, contesta i ricavi non dichiarati e applica l’aliquota IRPEF media del 35 % più interessi e sanzioni al 100 %. Importo contestato: 20.000 × (35 % + 10 % di interessi) = 9.000 euro di imposte e 7.000 euro di sanzioni, per un totale di 16.000 euro.

Possibili strategie:

  • Contraddittorio preventivo: Mario invia entro 60 giorni le sue osservazioni, dimostrando che parte delle sponsorizzazioni erano rimborsi spese e quindi non imponibili.
  • Accertamento con adesione: propone di definire il reddito contestato a 15.000 euro; l’ufficio accetta. Mario paga 15.000 × 35 % = 5.250 euro di imposta e sanzioni ridotte a un terzo (circa 1.750 euro), per un totale di 7.000 euro in 8 rate trimestrali.
  • Definizione agevolata: qualora la contestazione diventi una cartella di pagamento e rientri negli anni ammessi (ad esempio se iscritta a ruolo nel 2022), Mario può estinguere il debito versando solo il capitale di 5.250 euro senza sanzioni né interessi .

8.2 Caso B: Videomaker sottoposto a redditometro

Scenario:

Luca è videomaker e influencer. Nel 2022 dichiara un reddito di 30.000 euro ma acquista un’auto sportiva da 80.000 euro, viaggia frequentemente all’estero e pubblica foto di lusso. Il redditometro segnala una forte incongruenza. L’amministrazione presume un reddito di 120.000 euro e notifica un accertamento sintetico. Luca dispone tuttavia di un’eredità ricevuta dai nonni (120.000 euro) nel 2020.

Strategia:

  • Prova contraria: Luca documenta il bonifico dell’eredità e mostra che i risparmi erano depositati su un conto corrente. Ai sensi della Cassazione, l’onere della prova si limita a dimostrare l’esistenza di fonti di reddito esenti o già tassate .
  • Annullamento dell’atto: il giudice ritiene la prova sufficiente e annulla l’accertamento; Luca paga solo le imposte già dichiarate.

8.3 Caso C: Videomaker in crisi di liquidità

Scenario:

Giulia gestisce un canale di documentari e ha speso ingenti somme per acquistare telecamere e viaggiare. Nel 2023, a causa del calo delle visualizzazioni, non riesce più a pagare l’IVA e le imposte pregresse, accumulando debiti per 80.000 euro, di cui 20.000 in cartelle esattoriali. Riceve pignoramenti sul conto corrente.

Soluzioni:

  • Rateizzazione e rottamazione: Giulia presenta domanda di rottamazione quater per le cartelle (debiti 2018‑2021), pagando solo il capitale di 20.000 euro in 18 rate . Per il restante debito, chiede la rateizzazione ordinaria a 72 rate.
  • Piano del consumatore: considerata l’impossibilità di pagare, Giulia valuta con l’Avv. Monardo un piano del consumatore. Propone di pagare 40.000 euro in 5 anni, cedendo parte delle attrezzature e utilizzando i futuri incassi; il tribunale omologa il piano e le concede l’esdebitazione per i 40.000 euro residui.

9. Conclusioni

L’attività di videomaker offre grandi opportunità ma comporta anche obblighi fiscali complessi. I compensi provenienti da piattaforme digitali e da sponsor devono essere gestiti con attenzione per evitare contestazioni e sanzioni. L’amministrazione dispone di strumenti di controllo sempre più sofisticati, dal contraddittorio preventivo alle indagini bancarie, ma le garanzie del contribuente restano fondamentali: diritto al contraddittorio, rispetto del segreto professionale, obbligo di motivazione dell’atto .

In caso di verifica o accertamento, il videomaker deve agire tempestivamente, analizzare l’atto con un professionista, raccogliere la documentazione e scegliere la strategia più idonea: accertamento con adesione, ricorso, definizione agevolata o procedure di sovraindebitamento. Ogni strumento ha vantaggi e limiti, ma con l’assistenza di un esperto è possibile ridurre il debito, rateizzare le somme dovute e, in molti casi, ottenere l’annullamento dell’atto.

Il valore dell’assistenza professionale

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare offrono una competenza completa in materia tributaria, bancaria e di crisi d’impresa. La loro esperienza cassazionistica e la qualifica di Gestore della crisi da sovraindebitamento permettono di affrontare ogni fase dell’accertamento, dalla verifica preliminare alle procedure giudiziali e stragiudiziali. L’intervento tempestivo consente di bloccare pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi e di negoziare soluzioni favorevoli con l’amministrazione.

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